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Lavori al centro antiviolenza di Molfetta. Quanti disagi per i residenti: una lettrice scrive a “Quindici”
04 marzo 2019

 MOLFETTA – Una lettrice segnala a “Quindici” il disagio dei cittadini residenti in piazza Rosa Luxemburg al rione Paradiso di Molfetta per i lavori di completamento del centro antiviolenza “Annamaria Bufi”.

«Vorrei segnalare e portare a conoscenza di tutti i cittadini quanto si sta verificando nei pressi della piazza che ospiterà il centro antiviolenza, nel Rione Paradiso. Ormai da diversi mesi i lavori di ricostruzione della palazzina procedono regolarmente e, da quanto si può vedere, il centro è ultimato. Ciò che noi del vicinato non sapevamo è che i lavori avrebbero interessato tutta la piazza, già da un po' di tempo opportunamente transennata con una recinzione che restringe la carreggiata al punto di rendere impossibile la sosta. Un disagio per chi abita nei pressi della piazza, soprattutto in alcuni orari.

Abbiamo portato pazienza, sperando che si trattasse solo di un breve periodo. Da qualche giorno, poi, è stata interdetta la circolazione nella strada che da via L. Einaudi permette di accedere alla piazza. Abbiamo pensato che si trattasse di una misura per permettere l’accesso a mezzi pesanti che avrebbero dovuto ultimare i lavori, ma non si è visto nulla. Stamattina l’ultima novità: nella stradina laterale già chiusa al traffico, un mezzo sta rompendo il marciapiedi esistente.

Le transenne che già prima impedivano il passaggio delle automobili sono state ulteriormente allargate permettendo il passaggio di una sola persona alla volta  e solo da un lato della strada. La cosa che lascia maggiormente interdetti è che dal momento dell’inizio dei lavori in tutta la piazza non è MAI apparso un cartello recante le autorizzazioni e le responsabilità: impresa appaltatrice, direttore dei lavori, permesso o autorizzazione comunale. E’ inutile girare la piazza, nulla, nessun indizio che ci faccia comprendere chi sta lavorando e cosa sta facendo.

Sorge spontanea una domanda: se un comune cittadino è tenuto a richiedere e ad esporre una autorizzazione comunale per la maggior parte dei lavori (idraulici o in muratura) che interessano il proprio appartamento, come mai per l’Amministrazione Comunale ciò non avviene?

E’ possibile chiudere una strada, pur non di primario interesse, senza affiggere cartelli recanti i riferimenti alla delibera o alla autorizzazione della Polizia Municipale?».

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