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La villetta di via Mons. Achille Salvucci a Molfetta sarà intitolata al dott. Michele Spadavecchia
Michele Spadavecchia
14 agosto 2021

MOLFETTA - Le associazioni Eredi della Storia – A.N.M.I.G., unitamente alla Confederazione delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma ed all’Amministrazione comunale hanno voluto eternare la memoria dell’indimenticabile Presidente e socio fondatore dell’Associazione Eredi della Storia, con l’intitolazione della villetta sita in via Mons. Achille Salvucci. Qui sarà collocata una stele per ricordare la figura del nostro amico e pediatra.

Il 24 Luglio 2019 un malore ha portato via il dott. Michele Spadavecchia, privando la città di Molfetta di uno stimatissimo pediatra e l’Associazione Eredi della Storia, di cui era presidente, della sua preziosa e poliedrica conoscenza della storia nazionale e locale. La sua avventura come storico inizia molti anni fa.

Il 27 gennaio del 2002 conosce Sergio Ragno, appassionato di storia locale ed in occasione della mostra sulla Seconda guerra mondiale, realizzata col patrocinio del Comune di Molfetta e le associazione combattentistiche, coinvolge Michele Spadavecchia nella sua stessa passione verso la cultura storica. Nel Luglio 2002, insieme al dott. Dario Ruggeri (collezionista di divise e cimeli militari) fondano a Molfetta l’associazione Eredi della Storia. Il primo evento cui partecipò come relatore fu un convegno-mostra, tenuto nel novembre 2002, riguardante la Prima Guerra Mondiale: “I molfettesi nella Grande Guerra”. Egli subentrò, mostrando grande disponibilità umana e capacità scientifica, al prof. Giovanni de Gennaro che fu il primo consulente storico della neonata associazione.

A loro ben presto si affiancano il dott. Nunzio Fiorentini, il luogotenente dei carabinieri Luciano Modugno, il dot. Giuseppe Saverio Poli e altri illustri molfettesi, con il proposito di ricordare le vicende di guerra, dei caduti, dei dispersi e dei decorati.

Col beneplacito dei soci anziani, che vedevano nella neonata associazione la continuità della memoria, gli Eredi della Storia trovarono da subito ospitalità in Piazza Mazzini, presso l’A.N.M.I.G. (Ass. Naz. Mutilati e Invalidi di Guerra). Fu possibile recuperare e restaurare gran parte del patrimonio storico, con il quale è stato possibile realizzare il Museo del Risorgimento e della grande guerra sito in via San Pietro 15 a Molfetta.

In tutti questi anni la competenza in ambito storico del dott. Spadavecchia è stata profusa in diversi convegni; le sue relazioni valorizzavano quella storia spesso non raccontata nei libri, ma che viveva nel ricordo di chi quella storia l’aveva vissuta. Per i suoi meriti e per la sua passione culturale, nel 2006 il dott. Spadavecchia fu eletto Presidente dell’Ass. Eredi della Storia, incarico che ha rivestito con grande impegno sino alla sua scomparsa, favorendo l’affermazione dell’associazione anche fuori città.

Di recente, il caro Michele fu insignito della Medaglia d’Argento degli Ordini dei Santi Maurizio e Lazzaro, e del ruolo di commissario della Guardia d’onore alle reali tombe del Pantheon per la Puglia.

Di seguito, una miscellanea degli eventi più importanti che sono stati organizzati nel corso degli anni.

Nel 2004 siamo stati i primi ad organizzare un evento in merito al Giorno del Ricordo, focalizzando l’attenzione sul tema delle Foibe, della restituzione della città di Trieste e dell’esodo Giuliano-Dalmata. Nello stesso anno si tenne il convegno, con annessa mostra, dal tema “Dalla microstoria alla macrostoria”, cui è seguita la pubblicazione di un libro omonimo. Scopo del progetto era quello di “far toccare con mano” la storia nazionale e locale ai ragazzi degli istituti di scuola Superiore.

Nel gennaio 2005 fu relatore, insieme al generale Giuseppe Picca, al convegno dal titolo “2 dicembre 1943 – il disastro di Bari, il segreto degli alleati: l’Yprite”. Michele ricostruì le fasi dell’attacco tedesco al porto di Bari, in cui una nave esplose rilasciando il carico di bombe chimiche che deteneva a bordo, seminando morte e distruzione. Quelle armi non avrebbero dovuto essere lì, in quanto proibite dalle convenzioni internazionali.

Nel 2007 fu relatore al convegno “Un molfettese nella resistenza: il cap. Manfredi Azzarita e le Fosse Ardeatine” e coordinatore scientifico della relativa mostra fotografica. Ricordiamo che Manfredi Azzarita è uno dei quattro molfettesi ad essere stato insignito della medaglia d’oro al valore.

Il 10 aprile 2010 si tenne il convegno, con relativa mostra, “Donna di cuori. Le donne e i conflitti del ‘900 italiano”. Protagonista dell’incontro era la Donna ed il suo ruolo nella società dell’epoca, con le battaglie per ottenere la parità di genere, compreso il diritto di voto che troverà attuazione nel 1946.

Il 17 marzo 2011 si tenne il convegno-mostra riguardante il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Alle celebrazioni parteciparono importanti autorità civili e militari dell’epoca. L’unità della penisola, che venne a mancare tra il VI ed il VII secolo D.C., venne ripristinata dalla dinastia Savoia nel biennio 1859-1861, con la proclamazione della nascita del Regno d’Italia il 17 marzo 1861.

Nel 2013 fu relatore al convegno “Michele Palmiotti: un molfettese tra gli atlantici” in cui sciorinò la storia dell’aviatore molfettese che partecipò alla prima trasvolata atlantica della storia, effettuata nel 1933, guidata da Italo Balbo. La mostra, allestita presso l’Ospedale dei crociati, riscosse un enorme successo di critica e pubblico.

Il 29 aprile 2014 fu relatore, insieme ad altri insigni ospiti, del convegno “Due leoni in India” in cui il nostro ricostruì la vicenda che vide coinvolti due Marò italiani (Salvatore Girone e Massimiliano Latorre) che furono ingiustamente detenuti in India. Come fu auspicato all’epoca, i due italiani sono stati rimpatriati e scagionati da ogni accusa. Nello stesso anno, fu relatore al convegno dal titolo “Molfetta, Marconi ed il mare”, in cui ricordò le vicende dello scienziato italiano, Guglielmo Marconi, pioniere nello studio delle onde elettromagnetiche e del suo panfilo l’Elettra, su cui era imbarcato il giovane molfettese Vincenzo Rutigliano, radiotelegrafista e radiotecnico. Apprezzatissima fu la mostra in merito, in cui vennero mostrati al pubblico cimeli ed oggetti restaurati appartenuti alla nave Elettra.

Nel novembre 2016 coordinò gli eventi commemorativi in memoria del centenario della morte del capitano Domenico Picca (primo molfettese a ricevere la medaglia d’oro al valore) e partecipò all’allestimento ed alla inaugurazione del Museo del Risorgimento e della Grande Guerra. Una targa, apposta fuori all’ingresso del museo, ricorda l’evento cui partecipò anche il Vescovo di Molfetta S.E.R. Monsignor Domenico Cornacchia.

Nel 2017 fu organizzato un convegno sulla Battaglia di Culqualber, per ricordare i carabinieri caduti in difesa della colonia dell’Africa Orientale Italiana, durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale. Poiché il primo comandante dei carabinieri fu un Thaon di Revel, il nostro Michele invitò a Molfetta il suo discendente Paolo Thaon di Revel Vandini, che partecipò come relatore al convegno, raccontando minuziosi particolari circa la sua nobile famiglia, tra cui si annovera anche lo zio omonimo l’Ammiraglio della Vittoria. Quest’ultimo fu l’estensore del Bollettino della Vittoria sul mare, stilato l’11 novembre 1918. Ricordiamo che il primo Bollettino della Vittoria fu scritto dal generale Armando Diaz, comandante in capo dell’esercito italiano, redatto il 4 Novembre 1918. Infatti, nel 2018 fu promotore e coordinatore delle celebrazioni riguardanti il centenario della vittoria della Grande Guerra: dopo la disastrosa sconfitta di Caporetto, l’esercito si riorganizzò fermando l’avanzata nemica e conseguendo la vittoria della guerra, con la decisiva battaglia di Vittorio Veneto, combattuta tra fine ottobre ed inizio novembre del 1918.

Nel 2019 notevoli sono state le iniziative che hanno visto protagonista il dott. Spadavecchia, infatti, l’associazione Eredi della Storia - ANMIG, sabato 26 gennaio, è stata promotrice del convegno per la giornata della Memoria che si è tenuto a Palazzo Turtur, con relatore il presidente dell’associazione, Michele Spadavecchia. Lo stesso ha tracciato un percorso ideologico, mettendo in risalto il fanatismo, portato all’esasperazione, di alcuni esponenti delle classi dirigenti dell’epoca, evidenziando come si è arrivati gradualmente “alla soluzione finale”.

In occasione del Giorno del Ricordo, 10 febbraio, presso l’istituto Amerigo Vespucci di Molfetta, il 6 febbraio 2019, il caro Michele ha tenuto una conferenza sul tema delle Foibe rivolta agli alunni di 5° superiore. Il 10 febbraio 2019, Michele ha relazionato in occasione della presentazione del libro “La bicicletta nera” di Maria Addamiano. Ha concluso la settimana ricca di eventi, la conferenza svoltasi all’A.N.E.B. mercoledì 13 febbraio, tenuta dal dott. Michele e dal professor Angelo Antonio Spagnoletti, docente di storia moderna dell’università degli studi di Bari. Il 18 maggio presso la sala consiliare di palazzo Giovene è stato moderatore della conferenza organizzata per la presentazione del libro “L’amaro della disfatta”. Ultima conferenza tenuta dal dott. Michele, si è tenuta il 30 giugno del 2019 dal titolo “Molfetta nel Passato”, dove egli stesso è stato relatore suscitando la curiosità e l’interesse di molti molfettesi presenti.

Inoltre nell’ultimo anno, Michele avevo scoperto una nuova passione quella per l’agricoltura, infatti con la collaborazione del dott. agronomo Marino Binetti e del dott. Mauro Binetti, referente dell’associazione culturale Condivisione Italia, ha organizzato una serie di conferenze in merito al batterio Xylella che ha devastato molti uliveti.

Come si evince dalla lettura, la sua presenza è stata fondamentale per i soci dell’associazione, soprattutto quelli più giovani, a cui ha insegnato i metodi di approfondimento scientifico, di tutela e valorizzazione della Storia locale.

I suoi interventi nei vari convegni, molti dei quali video-registrati, restano quale patrimonio inestimabile cui attingere per future ricerche. La sua, e la nostra, speranza è quella di poter realizzare un museo che contenga gli innumerevoli frutti degli studi fin qui condotti.

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