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La Shoah e lo sterminio nazifascita degli ebrei, incontro alla libreria “Il Ghigno" di Molfetta
Angelantonio Spagnoletti e Isa de Marco
31 gennaio 2019

 MOLFETTA - Come ogni anno il 27 gennaio in Italia si celebra il Giorno della Memoria in ricordo dell’apertura dei cancelli di Auschwitz nel 1945 quando l’orrore del genocidio nazista venne rivelato al mondo. Quando la “questione ebraica” apparve nella sua banale, allucinante realtà. È un modo per non dimenticare. Un monito per tutta l’umanità contro l’odio razziale, etnico e religioso che ancora oggi insanguina molte parti del mondo e talvolta affiora anche nelle società più evolute.

La memoria è un dovere. È un dovere verso un popolo che è stato vittima di un lucido disegno di sterminio, verso una civiltà che si è tentato di estirpare dalla coscienza europea cui pure aveva dato nel corso dei secoli un contributo straordinario. Ma la memoria è anche un dovere verso le giovani generazioni per le quali improrogabile è l’obbligo morale ed etico di trasmettere la consapevolezza e la conoscenza del passato affinché non siano private di quel patrimonio morale che è rappresentato dalla continuità della storia dell'uomo.

Per questa ragione la libreria Il Ghigno di Molfetta ha organizzato un incontro sul tema della Shoah. Una forma di partecipazione attiva che è già di per sé testimonianza di quanto non si tratti di mera retorica ma di un modo per smuovere le coscienze attraverso il ricordo attivo di una delle peggiori atrocità della storia che ha causato lo sterminio di milioni di ebrei. Ad introdurre la serata, la padrona di casa – prof.ssa Isa de Marco - che dopo i saluti ha passato subito la parola al prof. Angelantonio Spagnoletti, ordinario di storia moderna presso l’Università degli Sudi di Bari “Aldo Moro”. L’illustre relatore – attraverso un breve excursus storico - ha tracciato quelle che sono state le vicissitudini che hanno caratterizzato la storia del popolo ebraico fino allo spostamento di gran parte di loro in Olanda dove la cultura dell’incontro e dell’accoglienza, almeno in un primo momento aveva favorito anche una certa tolleranza religiosa. Di fatti nel 1941 vivevano in Olanda circa 140mila ebrei, 10mila dei quali erano tedeschi che avevano cercato rifugio nel Paese tra il 1933 e il 1939.

Prima della guerra la comunità ebraica olandese non era stata molto sensibile né verso la religione né verso il sionismo. Ma quando l’esercito tedesco invase il Paese il 10 maggio 1940 e l’Olanda iniziò ad essere amministrata – dopo l’esilio della regina Guglielmina a Londra – dalla burocrazia ministeriale, che collaborò attivamente con le autorità naziste, la situazione per il popolo ebraico cambiò di netto e le restrizioni nei loro confronti divennero più drastiche sino al 17 luglio 1942 quando giunsero ad Auschwitz circa 2mila ebrei, 449 dei quali furono subito eliminati.

Ed è proprio in memoria delle vittime dell’Olocausto che durante la celebrazione commemorativa sono stati letti alcuni passi del diario di Anna Frank, lettura in cui sono stati coinvolti anche i ragazzi delle classi seconde e terze dell’Istituto Comprensivo Statale "Rosaria Scardigno - San Domenico Savio” guidati dalla loro docente Maddalena Gadaleta.

Una serata dedicata al ricordo e finalizzata ad educare soprattutto i giovani a coltivare nel loro animo il rispetto della dignità nei confronti di ogni essere umano affinché non si ripeta mai più una inutile e deplorevole carneficina come quella dell’Olocausto.

© Riproduzione riservata 

Autore: Angelica Vecchio
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