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La senatrice di Molfetta, Carmela Minuto (FI) replica alle accuse dei Giovani democratici per non aver votato la mozione Segre sull’odio razziale
Carmela Minuto
06 novembre 2019

MOLFETTA – La senatrice di Molfetta Carmela Minuto di Forza Italia, ha replicato all’accusa dei Giovani del Pd per non aver votato la mozione Segre contro l’odio razziale.

«La stima che ripongo nei confronti di Liliana Segre è indiscutibile, come fuori discussione è la questione dell’antisemitismo che ritengo sia un valore irrinunciabile. Sono stata con i miei figli a visitare Auschwitz e ho insegnato loro il rispetto e la lealtà – scrive la Minuto in un comunicato -.
Le varie forme di persecuzione o addirittura di mania collettiva di sterminio da una base propagandistica, dovuta a degenerazione di pseudoconcetti storico-religiosi le condanno, senza sé e senza ma!
Ed è proprio per tale ragione che ero e sono d’accordo con chi voleva che fossero censurati tutti i comportamenti antisemiti. Perché tale valore non può e non deve essere messo in discussione da nessuno e da nessuna idea politica. In senato mi sono astenuta proprio perché VOLEVO DI PIU': non si può e non si deve giustificare l’antisemitismo di sinistra o quello di destra. La mozione del centrodestra che sostenevo andava in quella direzione!
Dopo la bocciatura in Senato della stessa mozione, non fidandoci del PD, e non di Liliana Segre, abbiamo deciso di astenerci.
Oltretutto, mi permetto di far notare che i reati di opinione sono già sanzionati dal nostro codice penale come, nello specifico, nel caso di chi nega il fenomeno storico della Shoah.
In Senato, nel cuore pulsante della nostra democrazia, non deve essere messo in discussione un valore imprescindibile. E sullo stesso valore nessun partito, sia di destra che di sinistra, deve fare “business politico” che istiga chi odia ad odiare ancora di più. Ritengo che oggi, se vogliamo frenare l'odio, soprattutto quello che si genera online – basta leggere i commenti rivolti alla mia persona sotto la nota dei Giovani Democratici - dobbiamo iniziare a guardare la società, dobbiamo investire tutti e di più nelle agenzie educative dove si coltiva la cultura e il rispetto reciproco. I “leoni” da tastiera, o meglio le “pecorelle” smarrite, comincino col mettere uno stop alla loro presunta sapienza edulcorata con commenti vergognosi».

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