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“La santità non è solo la stoffa della Chiesa, ma anche il suo cuore”: il cardinale molfettese Angelo Amato per il 25esimo anniversario della nascita di don Tonino Bello
Il cardinale Amato e il vescovo Cornacchia
19 marzo 2018

MOLFETTA - “La santità non è solo la stoffa della Chiesa ma anche il suo cuore”: queste le parole con cui il cardinale Angelo Amato molfettese doc avvia la conferenza all’auditorium Regina Pacis, con il vescovo della Diocesi mons. Domenico Cornacchia.

Una virtù senza limiti sociali ed economici, senza vincoli razziali e culturali si rivela ossigeno anche nella civiltà consumistica in cui è la Divina Provvidenza la “banca” che finanzia le buone azioni.  Le stesse che hanno distinto figure come don Tonino Bello e don Ambrogio Grittani, che il cardinale non può fare a meno di citare a proposito di santità. 

 Sebbene sia complesso l’iter processuale da seguire affinché si possa dichiarare santo un individuo, entrano in gioco le testimonianze, più che gli scritti, a dar prova di quanto il messaggio evangelico ispirato alla carità sia stato il motore delle azioni di quest’ultimo. Sia nel caso di don Tonino Bello che nel caso di don Ambrogio Grittani abbondano i concreti esempi della marcia in più posseduta dal vescovo e dal sacerdote diocesano. 

Un occhio di riguardo, soprattutto per quel che concerne don Grittani, per il quale è stato emanato il decreto di venerabilità, è spettato soprattutto ai più poveri, ai più soli, agli emarginati. In una sola parola, dove c’era bisogno c’era don Ambrogio Grittani. E qual era il bisogno più imminente? Sicuramente quello di essere amati, di sentirsi parte integrante di una comunità pronta ad accogliere i reietti piuttosto che a puntarvi il dito contro. 

 Tornando alla metafora della banca, che abbiamo detto essere la Divina Provvidenza, è necessario specificarne i clienti, che altro non sono che i cittadini del mondo, in cui entrambi hanno visto il volto di Gesù grazie alla propria fede e alla propria fortezza d’animo. Una fortezza di cui si acquisisce padronanza attraverso lo studio, che riesce a elevare l’uomo, proprio come si vede nel film “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders. 

Niente paura perché , come dice il cardinale, anche i giovani di oggi sono alla ricerca del bello, del vero, del saggio e possiedono un animo incline alla bontà. La stessa che dimostra Corrado, cui spetta l’intervento finale: la lettura di alcune strofe composte in dialetto molfettese in occasione della visita del Santo Padre a Molfetta il 20 aprile.

Ulteriore esempio che dimostra come anche nel ventunesimo secolo niente appaghi più della semplicità.

© Riproduzione riservata

Autore: Sara Fiumefreddo
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