Recupero Password
La sanità sempre a rischio di corruzione
19 aprile 2018

"La nostra Sanità, sempre più terreno fertile, per delinquenti di ogni risma” (Cantone)            

Significativa affermazione di Cantone, perché la corruzione in sanità non recede anche in tempi di crisi. La corruzione sta diventando epidemica ed insopportabile. Non bastano più gli interventi repressivi; vanno messe in atto tutte le conoscenze disponibili, mettendo l’attenzione sugli indicatori di rischio. Massima attenzione anche alle possibili infiltrazioni mafiose, capaci di acquistare intere strutture sanitarie, così al momento dello all’accreditamento delle strutture private nel SSN.

Ritengo che, anche la presenza dell’Ordine dei Medici, deve essere più incisiva, così come più attenda deve essere la presenza delle associazioni di tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti (L.281/98). Ricordo, ancora oggi, quanto affermava il grande farmacologo Silvio Garattini, da me avvicinato nella sede dell’Istituto di Cultura Italiana di Budapest: ”I medici devono essere meno famelici, anche se, per nostra fortuna sono una netta minoranza”.

Penso che ancora oggi possiamo parlare di medici famelici, visto che qualcuno ha perduto anche il senso della umana pietà, mettendo in atto condotte spietate, malvagie e mostruose. Mi riferisco ai fatti orribili e crudeli, che non è possibile dimenticare, messi in atto dalla Clinica Santa, dove si asportavano polmoni anche a malati terminali, dove una paziente, anziana, veniva operato tre volte, pur di incassare il rimborso di 12.000 euro per intervento. Dove si asportava la mammella a donne anche giovani, una addirittura di solo 18 anni, quando bastava asportare solo un nodulo. Alla Santa Rita contava solo il numero degli interventi e i relativi rimborsi, non la salute dei malati. Se qualcuno aveva pensato che, dopo le dure condanne e i tanti anni di carcere comminati ai medici della Santa Rita la corruzione avesse subito, almeno un rallentamento, si sbagliava.

Lo conferma il nuovissimo caso tangentizio che ha coinvolto, il Galeazzi ed il Pino Cto di Milano, due strutture ortopediche di altissimo valore e dove poco tempo fa, erano arrivati gli arresti per il primario del Pino Dr Noberto Confalonieri. Milano è sotto choc, vedere le sue migliori strutture sanitarie, sotto assedio della Magistratura. Quattro “grandi primari”, due per parte, agli arresti domiciliari così come la direttrice Sanitaria, responsabile del piano anticorruzione del Pini, mentre l’amministratore delle società ortopediche è finito in manette. Qui i primari pubblicavano studi che esaltavano la bontà delle nuove apparecchiature di cui disponevano ed in particolare a favore di una specie di “metal detector” capace di individuare infezioni ossee. Questo nuovo apparecchio veniva adottato dalle due strutture dove i primari erano soci della casa costruttrice. Alla faccia del conflitto di interessi! Fatti di estrema gravità. In queste strutture si facevano acquisti per milioni, senza alcuna gara. Tutto questo malgrado il protocollo d’intesa, vigente al Pino, ove le protesi erano prodotti fungibili e dunque non sostituibili. Naturalmente al primario era consentito cambiare, ma doveva fare una richiesta che, doveva essere approvata ed autorizzata dalla struttura che, vedi caso, era interessata e coinvolta.

Una vergogna per una Regione opulenta. Qui giravano cestini di Natale ricchissimi, borse di grido per le mogli. Senza alcun pudore, chiedevano ed ottenevano soldi per partecipare a congressi, ovviamente spesati con 5.000 euro; soldi sotto forma di contratti di consulenza, partecipazioni in una società inglese proprietaria dei brevetti di attrezzature usate nella struttura, senza alcun ritegno. Tutti gli indagati, potevano con questi mezzi guadagnare fino a 300 mila euro all’anno! Così facendo si svendevano spudoratamente, senza alcun ritegno. Corruzione di bassissimo profilo. Risulta indagato anche il Dr. Gustavo Cioppa, magistrato in pensione che, da vice presidente della giunta Maroni, si occupava di corruzione e legalità.

Che vergogna. Sono portato a pensare che, forse la non ricandidatura di Maroni, fosse legata a questa bruttissima vicenda che pare si stia allargando ad altre Procure.

La corruzione non ha colore politico, tutti dentro. Stando alle affermazioni di Cantone la corruzione nella sanità vale 23,6 miliardi dove sono compresi oltre ai 6 miliardi, gli sprechi e le inefficienze. Il tutto a danno delle possibili innovazioni e della efficienza delle cure. Poveri malati.

Vitangelo Solimini
Cittadinanzattiva TDM"

 

Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2019
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727
powered by PC Planet