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La novità della giunta Minervini a Molfetta: le “dimissioni ad orologeria”. L’annuncio dell’assessore Mancini
Pasquale Mancini
12 luglio 2018

MOLFETTA – E’ la seconda notizia ghiotta della giornata, che “Quindici” propone ai suoi lettori. La novità della giunta di destracentro di Molfetta guidata dal sindaco Tommaso Minervini è rappresentata dalle “dimissioni ad orologeria”. La fantasia dell’assessore Pasquale Mancini, ci sorprende sempre. Dopo la “sosta creativa” ecco le “dimissioni a tempo”, pronte ad esplodere fra due mesi.

Chissà, forse vuole lasciarsi la porta aperta per un ripensamento?

Quindici”, come sempre, nel dare la notizia delle sue dimissioni, diffusa dallo stesso Mancini ieri sera, va oltre per raccontare ai suoi lettori “quello che gli altri non dicono” (ovviamente perché essi sono portavoce dell’amministrazione, in particolare un sito e un giornale, i quali stanno già facendo le prove dal vivo, in vista dell’incarico di addetto stampa, promesso e in arrivo e per qualcuno anche incompatibile, ma di questo parleremo diffusamente in altre occasioni).

Ma vediamo cosa dice l’assessore Mancini nel suo comunicato, per svelarvi dopo i retroscena:

«Come già comunicato al Sindaco, al Direttivo di Officine Molfetta e alle segreterie politiche di maggioranza, ho deciso di porre fine al mio incarico di Assessore alla Sicurezza, Protezione Civile, Economia del Mare, Economia dell’Agro, Marketing Territoriale e Commercio con decorrenza martedì 11 settembre 2018, cioè esattamente tra due mesi da oggi (magari mi faccio anche le ferie estive… ndr).

Ho scelto di comunicare la data con così congruo anticipo non per un vezzo, ma in ossequio ad una prassi quasi doverosa nel settore privato da cui provengo e per una serie di motivi: - per non far incontrare al mio successore le difficoltà che ho dovuto superare personalmente, subentrando appena a ridosso della festa patronale;

- per non abbandonare bruscamente lo spostamento della Sala Operazioni Video sorveglianza e Comando della Polizia Municipale, gli interventi sulle spiagge libere Gavetone e Bussola, lo sviluppo di MercatinCentro, il progetto Riciclomici-Quartiere in Fiore, l’avvio della sistemazione dei Cantieri Navali, le attività inerenti la nuova circolare ministeriale contro l’abusivismo commerciale, lo spostamento del mercato settimanale, i progetti con i Comuni di Giovinazzo e Terlizzi, il piano dei dehors, la realizzazione del nuovo Parcheggio Seminario ed attività che sto attualmente seguendo - per decorrelare nettamente il momento delle mie dimissioni da avvenimenti passati, presenti e futuri (sono così tanti i problemi 

che può sembrare sempre che mi dimetta in conseguenza a qualcosa); - per consentire al Sindaco di scegliere con serenità e senza fretta il mio successore tra l’ampia rosa di nomi (veramente è solo uno, ndr) che Officine Molfetta vorrà presentargli nelle prossime settimane; Insomma nessun colpo di scena, nessun problema politico, nessuna amministrazione in difficoltà: solo un sereno avvicendamento già programmato per metà legislatura (nel ciambotto occorre accontentare tutti, ndr) che abbiamo dovuto anticipare di qualche mese per 

“improrogabili e contingenti motivazioni professionali”.

Corroborate dalla consapevolezza che nessuno debba mai ritenersi indispensabile e che si possa servire la Città senza necessariamente sedere nell’esecutivo. A Tommaso Minervini un immenso, sentito grazie per la larga e fiduciaria agibilità politica che mi ha riservato in quest’anno avvincente e totalizzante che ha visto Molfetta unirsi per affrontare problemi annosi e rasentare in alcuni casi (come nella accoglienza al Santo Padre) la perfezione organizzativa.

Grazie agli uffici, ai volontari, agli agenti, agli uomini e alle donne che mi hanno supportato facendo loro i miei ritmi, le mie fughe in avanti, le battaglie che ho combattuto per conto dell'amministrazione, impegnandosi in ogni nuova sfida con il sorriso sulle labbra: GRAZIE sono fiero di voi.

E va un grazie anche ai cittadini per l’immensa mole di segnalazioni, contestazioni, consigli, proteste, incoraggiamenti, anche offese, che mi hanno aiutato (ognuna a suo modo) ad applicarmi ancora di più alle deleghe che mi erano state cosi largamente affidate e a sentirmi punto di riferimento per tanta gente. Mi chiedono già del futuro... (è già previsto, ndr) ma lo affronteremo a tempo debito: ora mi aspettano due mesi di fuoco per poter passare degnamente le consegne all'assessore "incoming" (un lapsus freudiano che conferma come il successore sia stato già designato e nominato in pectore, altro che rosa di nomi, ndr).

Pasquale Mancini».

  

Fin qui il comunicato dell’assessore. Per fortuna non tutti sono così ingenui da credere a queste motivazioni (che in realtà nella lettera non ci sono).

“Quello che gli altri non dicono”, è che questo “avvicendamento” era già scritto nel “contratto di governo” (ora si chiama così in versione grillina) delle liste civiche che fanno parte del ciambotto. Per assicurare difficili equilibri, si deve cercare di garantire tutti. In questo caso Antonio Ancona che già si scalda a fondo campo, essendo risultato alle lezioni primo della lista “Officine Molfetta” di Pasquale Mancini. Così, quest’ultimo, si è visto scavalcato come numero di voti ed è stato risarcito con l’assessorato a tempo.

Tra l’altro il gioco è sottile nella furba politica dei ciambottisti o cerchiobottisti: Ancona prende il posto di Mancini e viceversa.

E già, perché Mancini, che era candidato sindaco, ha dovuto fare marcia indietro quando si è reso conto che non aveva voti sufficienti per una possibile elezione, per cui si è dovuto accontentare di appoggiare Tommaso e presentare la sua lista. In questa si è piazzato solo al secondo posto. Così ora Pasquale scatta al primo posto con le prossime dimissioni di Ancona da consigliere comunale per diventare assessore e, in compenso, conquista la sua posizione in consiglio. Ed è la quadratura del cerchio, anche perché Mancini, non essendo consigliere comunale, non ha dovuto dimettersi per entrare in giunta. E ora resta in consiglio a fare politica, altro che pensare al futuro: questo è già presente.

L’altro motivo delle dimissioni potrebbe essere legato alla sua attività professionale di assicuratore che è certamente poco opportuna, se non proprio incompatibile con quella di assessore alla Polizia urbana. Che succede, infatti, in caso di contenzioso fra l’assicurazione e il Comune? Forse la soluzione delle dimissioni è stata suggerita dai vertici della sua compagnia, per evitare ogni imbarazzo o conflitto di interessi.

Tutto qui. Per vedere se, ancora una volta, “Quindici” avrà avuto ragione e avrà visto giusto, basterà aspettare che le lancette girino fino al termine fissato dall’assessore ad orologeria. Una cosa curiosa da notare: l'assessore si dimetterà l'11 settembre. Una data simbolo? Qualcuno sta facendo già gli scongiuri.

E con è escluso che dopo le ferie, nel ciambotto ci sia anche qualche altro “aggiustamento”.

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