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La libertà verticale: una prospettiva politica per un nuovo modello sociale. Gianni Porta presenta a Molfetta il libro di Onofrio Romano
Onofrio Romano e Gianni Porta
21 dicembre 2021

 MOLFETTA - Città dell'uomo di Molfetta, ente organizzativo delle giornate dedicate al concetto del pensare politicamente ha organizzato all’Auditorium Madonna della Rosa, ha promosso un incontro con il professore di sociologia dell’Università di Bari, Onofrio Romano, intervistato dal prof. Gianni Porta, già consigliere comunale di Rifondazione, nella presentazione del suo libro “La libertà verticale: una prospettiva politica per un nuovo modello sociale”, edito nel 2019. Nell’illustrazione del libro Gianni Porta, ha ritenuto opportuno spiegarne il concepimento, e i concetti base sviluppati nel suo percorso di ricerca quali l'orizzontalità e la verticalità.

L'idea del concepimento nasce nel 2014, anno della prima pubblicazione in lingua inglese, a cinque a anni da quella prima lettura il suo pensiero si è fatto più completo. Per Onofrio Romano è necessario comprendere questi sostantivi che ricorrono nel libro per apprendere a pieno le società moderne e contemporanee.

Spiega come l’idea di verticalismo possa intuitivamente ricondurre al concetto di gerarchia, cosa in realtà errata come ribadisce nel saggio. Osservazioni strettamente correlate nascono dall’ovvietà che rivoluzioni come quella illuminista, francese e industriale abbiano dato luogo ad una nuova civiltà nella quale l'uomo viene alla luce, in quanto individuo. E in quanto tale è chiaro che sia proprio con la modernità che si inizia a pensare come il singolo essere umano possa governarsi da sé, rifiutando l'idea di un verticalismo che governi le azioni dei cittadini. Come appurato da Romano è con la modernità stessa che l'individuo ha ricercato la libertà individuale nel concetto di orizzontalità.

“Un regime sociale orizzontale – scrive Romano - è quello nel quale viene fatto fuori ogni centro organizzatore-ordinatore, dove vige una società fondata sull'idea che l'istituzione debba limitarsi a governare il traffico, dove l'istituzione sia neutra nei confronti degli orizzonti di vita scelti da ciascun soggetto”.

Ne consegue che in una società dove vige l'orizzontalismo ciascuna singolarità può costituirsi come tale e può ricercare autonomamente la verità e sulla base di questo scegliere il proprio percorso. Per un lettore della nostra epoca questa è un'aspirazione ampiamente condivisa, il punto è che questo sarebbe utopico in quanto ne deriverebbe una società che con tali presupposti sia destinata alla deriva, con individui che pensano di agire senza limitazioni. Un sogno che appartiene all'uomo moderno questo, non preso in considerazione nel passato dove ciò che valeva era l’unità, la comunità e la tradizione.

All'orizzontalismo, sono collegate delle conseguenze deleterie per la convivenza sociale. Romano ci ha tenuto a sottolineare come la stessa sociologia sia nata come reazione contraria all’orizzontalismo, poiché nella società orizzontale a governare è la legge del più forte, e di qui che nascono in antitesi le maggiori filosofie novecentesche, per fare uno dei tanti esempi Marx.

La risposta che quindi questo libro cerca di dare è che un regime sociale possibile è quello nel quale ciascuno viene messo nella condizione di fare il proprio gioco: “La libertà diversa da ricercare è la libertà verticale, una libertà che aspira a ricostruire una cornice collettiva”. Spiega il professore che questo lo si è fatto nella prima metà del 900, ma con un esito estremo, quello dei totalitarismi. L'800 invece è il secolo del mercato autoregolato dove persino i fattori produttivi, diventano delle merci. Terra, lavoro e moneta erano i tre fattori di mercificazione. Il lavoro in particolare, diventa una merce e il suo prezzo dipende dallo scambio tra domanda e offerta, questo quindi vuol dire che la vita delle persone contava ben poco.

E le crisi di inizio 900, la crisi di Wall Street e poi europea, dimostrano l’insufficienza di questo sistema sociale che ha favorito l'ascesa e l'avvento dei grandi totalitarismi. Dopo il secondo dopoguerra invece il welfare state, la nascita dei regimi social democratici sono la dimostrazione di un sistema che funzione dove lo Stato demercifica quei fattori e tutela cittadini, con banche mondiali, assicurazioni sul lavoro, che garantiscono una libertà più piena perché il soggetto è tutelato e la sua libertà aumenta. Una libertà dove il soggetto è assicurato nella propria esistenza e quindi più libero. Per concludere, invitando a leggere il libro ha voluto sottolineare come le nostre istituzioni siano tornate però oggi solo a regolare il traffico. Vige quindi oggi le legge del più forte?

© Riproduzione riservata

Autore: Francesca Petruzzella
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