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La Guardia costiera di Molfetta salva delfino in difficoltà al largo del porto per una busta di plastica avvolta sulla pinna
08 agosto 2019

 MOLFETTA - Un diportista della Lega Navale di Molfetta ha segnalato la presenza di un delfino a circa un miglio nautico dal porto di Molfetta, con pezzi di rete avvolti intorno alla pinna caudale, il personale della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Molfetta è intervenuto immediatamente in zona con il battello pneumatico GC 312, allo scopo di individuare il cetaceo in presunta difficoltà ed eventualmente prestare assistenza.

Subito sono stati notati due delfini, che nuotavano senza impedimenti a circa un miglio nautico e mezzo dal porto; poco dopo è stato avvistato un terzo delfino, che effettivamente presentava, a prima vista, del materiale plastico e possibili brandelli di rete appesi alla pinna caudale.

E’ stata contattata immediatamente, tramite la sala operativa della Capitaneria di porto, l’Università di Bari – Dipartimento di Biologia marina, per segnalare l’avvistamento e per ricevere eventuali indicazioni operative sul da farsi per prestare soccorso al cetaceo, poi riconosciuto come appartenente alla specie Tursiops truncatus, detto tursiope nel linguaggio comune.

Il personale a bordo del GC 312, seguendo rotte parallele al delfino e procedendo a bassa velocità per evitare di disturbare l’esemplare o recargli danno, così come previsto dal codice di condotta in caso di avvistamento di cetacei (pubblicato sul sito web www.cetaceifaiattenzione.it, I luoghi del cuore ed Istituto Thetis Onlus, in collaborazione con la Guardia Costiera), si è avvicinato con cautela al delfino e ha potuto liberargli la pinna caudale da una grossa busta di materiale plastico, che contribuiva a limitarne i movimenti ed il nuoto.

Dopo questa manovra infatti, il tursiope, pur restandogli ancora uno spezzone presumibilmente di rete impigliato alla coda, ha ripreso a nuotare con più facilità e si è diretto verso il largo insieme agli altri due esemplari; secondo gli esperti del Dipartimento di Biologia marina dell’Università di Bari, rimasti in contatto telefonico per tutto il tempo, il delfino non dovrebbe trovarsi più in pericolo essendosi rimesso a nuotare verso il mare aperto con una velocità – come percepita dall’equipaggio del GC 312 – normale per la propria specie; ma il condizionale è d’obbligo, in questi casi, e purtroppo sono anche questi gli effetti della plastica in mare.

I cetacei sono mammiferi marini protetti dalle normative nazionali ed internazionali, per finalità di ricerca è buona regola segnalare il loro eventuale avvistamento sul sito www.cetaceifaiattenzione.it , ovvero alla Guardia Costiera più vicina in caso di avvistamento di un esemplare in difficoltà o di una carcassa, come correttamente fatto in questo caso dal diportista che ha effettuato la segnalazione. E in caso di avvistamento, per non disturbare gli animali o addirittura metterli a rischio, seguire il codice di condotta pubblicato sul predetto sito web.

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