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La “Gazzetta”, nostalgia del futuro. Salviamo il giornale dei pugliesi. PRENOTIAMO UNA COPIA IN PIU' PER SABATO 29 DICEMBRE
27 dicembre 2018

BARI - Sono i giorni della festa, ma per la “Gazzetta” sono giorni amari. L’anima di chi qui lavora e di chi vi ha lavorato è attraversato da una tagliente tristezza e da un forte sgomento. E’ difficile tenere a freno anche un forte senso di sdegno e di protesta. Ma non c'è rassegnazione, non può esserci.
C’è un sentimento che forse tutti li racchiude: la nostalgia. E’ la fierezza ferita di chi sente l’orgoglio di appartenere ad una storia importante che non può, non deve andare dispersa. Poche cose come un giornale, come un giornale del Sud, “odorano” del proprio popolo.
Nelle pagine di un quotidiano passano le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e delle donne di una terra e davvero si può dire che le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di questa nostra terra hanno sempre trovato eco in questo nostro giornale. Potenti e umili, celebrità e comparse, letterati e contadini, artisti e operai hanno sempre avuto in questo giornale un fedele compagno di strada. Perché un giornale, come scrive Claudio Magris, "si tuffa nel mondo e nella polvere del mondo, senza rinchiudersi in una pretesa purezza da torre d’avorio ma partecipando alla calda vita, alle sue contraddizioni, ai suoi sogni, ai suoi compromessi e alla sua incertezza".
E poi le nostre storie, quelle della nostra comunità, di chi alla Gazzetta ha trascorso “i migliori anni della propria vita”, pagine indimenticabili, storie grandi e piccole, dai direttori ai centralinisti. Notti, piombo, bozzoni, titoli, articoli, foto, freschi inchiostri dell’alba. Uno straordinario romanzo popolare che le generazioni della Gazzetta si tramandano tra un ricordo, un sorriso e un pizzico di commozione.
Ma questo non può essere solo il tempo della nostalgia. Se oggi ci asciughiamo una lacrima è perché abbiamo bisogno di guardare meglio e più lontano. Non possiamo, però, farlo da soli. Oggi la Gazzetta, che ha narrato la sua gente, chiede alla sua gente di essere narrata, che la sua difficile vicenda venga illuminata e conosciuta e la sua sorte condivisa.
Non è un caso che molti lettori, in questi giorni, si siano trasformati in cronisti e stiano raccontando il rapporto, con il loro/nostro giornale, una lunga storia di affetto. La Gazzetta come un testimone di carta passato dai padri nelle mani dei figli.
Ma non basterà neppure il caloroso e indispensabile abbraccio dei lettori. E’ ora che ogni classe dirigente di questa terra, da quella politica a quella imprenditoriale, avverta che la partita della Gazzetta non può vederla nel ruolo di spettatrice.
La vita, spesso, ci mette davanti ad alcune benvenute scomodità, le crisi sono opportunità nascoste. Ecco, la vicenda della Gazzetta è una straordinaria occasione di riscatto per tutta la Puglia.
Ricordando il suo amico Paolo Grassi, un maestro di giornalismo come Sergio Zavoli ha descritto la nostra terra come una “civiltà, altera e prodiga, severa e barocca, marinara e agreste, incline a levante e non chiusa a ponente, con la fresca anzianità dei gesti e delle parole, gli squarci di paese come quinte di palcoscenico, gli alberi cavi dalle membra nodose e i manti argentei, i cieli così lunghi, così bianchi e a volte così infelici, la vecchiaia luttuosa e la gioventù ardente”. Questa è la nostra Puglia, questa è la terra della Gazzetta. E il momento della nostalgia ardente, la nostalgia del futuro.

Valentino Losito

  • Pubblicato oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno
 

MODALITA' DI PRENOTAZIONE PER L'ACQUISTO COLLETTIVO DEL 29 DICEMBRE

Le richieste sono tante, sono già arrivate a 15mila prenotazioni, perciò occorre prenotare le vostre copie della Gazzetta per il 29 almeno 48 ore prima (ecco perché la data di oggi 27). Come prenotarle? Inviando una mail a commerciale@gazzettamezzogiorno.it  indicando il NUMERO di copie che desiderate e L'EDICOLA dove le volete ricevere!!!

#iostoconlaGazzetta

 

Autore: Valentino Losito
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