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La foglia di fico dei consiglieri del Pd di Molfetta: non ci dimettiamo e chiediamo una verifica al sindaco. Che ha già risposto: io sto con la destra di Tammacco
Piergiovanni, il segretario dell'epoca Antonio Di Gioia e Facchini al momento dell'ingresso nel Pd
05 settembre 2020

MOLFETTA – Il Partito Democratico di Molfetta, forse comincia a provare un po’ di vergogna per la sua presenza in una coalizione di centrodestra trasformista che prima ha appoggiato Emiliano, ricavandone tutti i benefici in termini di finanziamenti per le opere pubbliche e ora, al momento del voto, lo ha scaricato, passando a destra con Fitto.

Ma il Pd ormai ha perduto tutta la sua residua (era già al lumicino) credibilità e non ha il coraggio di fare scelte decisive, rimanendo nella sua ipocrisia politica.

Sollecitato dai Giovani Democratici, il massimo che il vertice del partito riesce a fare, è stato approvare un documento col quale si invita il sindaco ad avviare una verifica politico-amministrativa, al più presto (dopo le elezioni, ndr?). Ma il sindaco fa sapere che ha già scelto: sta con la destra e con Tammacco.

Insomma, salviamo le poltrone dicono Piergiovanni e Facchini del Pd, andiamo al voto nell’attuale ambiguità, poi vediamo chi vince e ci regoliamo. E’ questo il frutto di un’assemblea, molto sibillina, forse molto democristiana, che si conclude con un documento che non dice nulla, se non che l’ingresso di Pino Amato in maggioranza, non è gradito e soprattutto che il Pd è stato lasciato fuori da questa decisione di allargamento di un altro voltagabbana che ieri stava con Azzollini e oggi sta con Tammacco (ma la coerenza non è il forte di questo personaggio politico dalle facili conversioni).

In pratica, il Pd ammette di essere stato messo da parte dalla coalizione di destra che si è perfino coperta le spalle nel caso di abbandono del Pd, con il voto utile di Amato, ma continua a rivendicare un ruolo che non ha più (se mai lo ha avuto in passato).

E’ lo stesso sindaco Tommaso Minervini a fare atto di fede nella coalizione di destra e a frasi quasi garante del tradimento ad Emiliano, scaricando il Pd: «Non ci sono problemi di tenuta della mia (sua o di Tammacco?, ndr) maggioranza. Siamo stati eletti con un gruppo di liste civiche insieme all’appoggio del Pd (considerato, quindi alla stessa stregua – come “Quindici” ha sempre affermato – di una lista civica qualunque) e abbiamo il diritto e dovere di essere rappresentati in consiglio regionale (non importa da chi, destra, sinistra, ci va bene anche il diavolo, ndr). Ci sono 16 consiglieri che appoggiano la candidatura di Tammacco, insieme a 6 assessori, motivo per il quale anche il sindaco è in linea con loro (altrimenti mi cacciano, ndr)».

E Il Pd, timidamente chiede una verifica a lungo termine, per non disturbare le manovre elettorali della destra? E poi qualche esponente del Pd cerca di giustificare, almeno sul piano personale, la scelta di Tammacco. Peggio di così!

«Al momento non ci dimettiamo, dicono Piergiovanni e Tammacco, sarà il partito a decidere, nelle sedi opportune, il da farsi. L’impressione è che in questo momento altri vogliano decidere per il Partito democratico».

Una giustificazione al proprio immobilismo. Temporeggiare per non crollare.

Insomma, una foglia di fico del Pd per nascondere quello che è evidente. Il re è nudo, ma nemmeno si vergogna. Miseri umane e miserie politiche, senza alcuna dignità. Chissà cosa penseranno gli elettori: si sentiranno ancora rappresentati da questo Pd? Per fortuna, ci sono altre alternative.

Sottoponiamo all’attenzione dei lettori il documento approvato dall’assemblea del Pd, che, ricordiamo, è commissariato, dopo le dimissioni del segretario Erika Cormio: un partito allo sbando.

 «PARTITO DEMOCRATICO. Circolo di Molfetta

L'Assemblea dei Democratici Molfettesi, all'unanimità, alla luce delle recenti evoluzioni del quadro politico amministrativo locale:

RICORDA che nella alleanza elettorale del 2017 - che ha portato alla elezione di Tommaso Minervini - il PD molfettese si affermò come principale e primo partito della Coalizione sulla base di un programma politico ed elettorale condiviso e rispettato che ha portato ad una serie successiva di concrete realizzazioni.

SMENTISCE fermamente che la predetta Coalizione possa essere considerata un "semplice accordo fra liste civiche con l'appoggio del Partito Democratico".

RICORDA che fino a pochissimo tempo fa l'Amministrazione Comunale di Molfetta si riconosceva, senza tentennamenti, nel programma politico-amministrativo di Michele Emiliano e che l'Amministrazione Regionale uscente ha consentito la quasi totalità delle opere pubbliche e dei progetti di sviluppo economico, sociale e culturale di cui oggi qualche candidato della attuale coalizione di centro destra si vanta di essere stato unico protagonista.

AFFERMA l'impegno dei democratici molfettesi per la riconferma di Michele Emiliano alla Presidenza della Regione Puglia in aperto contrasto con ogni tentativo di restaurazione politica guidata da chi, come Raffaele Fitto, intende riportare la nostra Regione al suo periodo più buio avendo, per altro, quest'ultimo già dimostrato di non avere alcuna attenzione nei confronti della nostra città (vedi il devastante Piano di Riordino Ospedaliero della vecchia Presidenza Fitto che massacrò il nostro ospedale).

AFFERMA di non poter rimanere impassibile davanti ai recenti spostamenti di collocazione elettorale che di per sé qualificano negativamente i protagonisti di questa operazione trasformistica.

ESPRIME la propria incredulità rispetto alle notizie giornalistiche che affermano un allargamento della maggioranza di governo cittadina a forze politiche sempre incompatibili con le posizioni politico - programmatiche della coalizione del 2017 ed in particolare con il PD.

RICORDA al Sindaco Minervini che appare oltremodo confuso il tentativo di presentarsi quale custode della maggioranza nata nel 2017 a fronte dei predetti "allargamenti di maggioranza" per altro, mai concordati e neppure annunciati al nostro Partito.

AFFERMA la propria collocazione politica a fianco di Michele Emiliano, contro ogni candidatura alternativa alla coalizione di governo che il Presidente Emiliano esprime.

Per tutte le predette ragioni il PD molfettese chiede al Sindaco Tommaso Minervini di avvisare, nel più breve tempo possibile, una verifica politico – amministrativa che possa far definitiva chiarezza su ogni posizione politico – programmatica della attuale maggioranza di governo, preannunciando la propria indisponibilità ad ogni operazione trasformistica che modifichi l'esperienza politico – programmatica a cui, fino ad oggi, i Democratici molfettesi hanno orgogliosamente contribuito.

Il PD fa appello a tutti i candidati, alle forze politiche e al Popolo del Centro Sinistra molfettese per continuare in una campagna elettorale unitaria per la riconferma di Michele Emiliano a Presidente della Regione Puglia.

Il Commissario di Circolo, Saverio Campanella».

SUL PROSSIMO NUMERO DELLA RIVISTA MENSILE “QUINDICI”, IN EDICOLA SABATO 12 SETTEMBRE OLTRE ALL'ATTESO EDITORIALE DEL DIRETTORE FELICE DE SANCTIS, ALTRE NOTIZIE, APPROFONDIMENTI E COMMENTI SULLA SITUAZIONE POLITICA A MOLFETTA E SULLE ELEZIONI REGIONALI. “QUINDICI”, QUELLO CHE GLI ALTRI NON DICONO. L'UNICO GIORNALE CHE FA OPINIONE A MOLFETTA.

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