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La Cgil di Molfetta contro la guerra e in difesa della sicurezza sul lavoro
18 aprile 2018

MOLFETTA - «Ancora una volta la vigilia di date tanto care al popolo italiano è funestata da notizie di morti sul lavoro e di “venti di guerra” e di distruzioni che provengono da terre non lontane dall’Italia e che potrebbero coinvolgere, direttamente o indirettamente, anche il nostro Paese – dice la Cgil di Molfetta in un comunicato -.

Gli eventi, pur diversi tra loro, sono legati da un unico filo conduttore: l’attacco ai principii a cui da secoli sono legati le lavoratrici ed i lavoratori:

LA PACE E LA LIBERTA’: senza le quali non c’è progresso;

IL RISPETTO DELLA DIGNITA’ DELL’UOMO sui luoghi di lavoro, sacrificata spesso sull’altare del profitto.

PACE E LAVORO SICURO E DIGNITOSO

al di là di ogni vacuo esercizio retorico devono essere temi al centro dell’attenzione di tutti in questi giorni.

La guerra: uccide uomini, donne e bambini, annienta le speranze di progresso economico e di sviluppo, aumenta la povertà che affama i più deboli ed indifesi, aggrava gli squilibri tra nord e sud del mondo.

SI SVUOTINO GLI ARSENALI DI GUERRA, SORGENTI DI MORTE, SI COLMINO I GRANAI SORGENTI DI VITA PER MILIONI DI CREATURE UMANE CHE STANNO LOTTANDO CONTRO LA FAME”. Mai, come in questo momento, suonano attuali le parole pronunciate da Sandro PERTINI nel discorso di insediamento nella sua carica di Presidente della Repubblica nel 1978.

Le parole di Sandro PERTINI le facciamo nostre e le gridiamo in modo forte perché sono ancora attuali, pur essendo trascorsi 40 anni!

L’attacco alla Siria da parte di alcuni Paesi, senza l’avallo dei rispettivi Parlamenti e prima ancora che gli Ispettori inviati dall’ONU effettuino la verifica sull’uso delle armi chimiche, non può non destare preoccupazione.

La CGIL di Molfetta invita tutti i Parlamentari della Circoscrizione a farsi parte attiva, senza indugio alcuno, affinché l’ITALIA nelle Sedi Internazionali, fermo restando la condanna dell’uso atroce di armi chimiche contro la popolazione inerme sempre e dovunque: a) sostenga la fine della escalation degli attacchi aerei e della violenza in generale; b) promuova soluzioni diplomatiche di dialogo; c) richieda che sia attivato il Tribunale Penale Internazionale in caso di riscontro positivo da parte degli ispettori internazionali.

Per esprimere la propria solidarietà la CGIL addobberà la Sede con il vessillo della Pace ed altrettanto invita a fare tutte le Organizzazioni, Associazioni e gli Enti pubblici presenti sul territorio

La Sicurezza sul lavoro: i recenti infortuni sul lavoro, oltreché vicinanza al dolore delle famiglie, non possono che destare preoccupazione per la frequenza con cui si verificano e per il numero di casi raggiunto senza guardare in faccia condizioni ed età.

La citta di Molfetta ha pagato a caro prezzo tantissime morti sul lavoro, giusto per ricordarne una su tutte e di cui quest’anno ricordiamo i dieci anni, la morte di quattro operai e del loro titolare della TRUK CENTER, che hanno ferito l’intera comunità.

Il richiamo alle Istituzioni ed agli Organi preposti al controllo ed alla vigilanza è d’obbligo, ma anche il richiamo alle imprese ed alle loro responsabilità perché mai più il lavoro anziché fonte di vita, di realizzazione e di reddito, si trasformi in causa di morte.

Alla Istituzione locale chiediamo di alzare il livello di attenzione sull’argomento in quanto troppe volte in questi ultimi anni abbiamo assistito – a livello nazionale in tema di appalti pubblici - ad una competizione fra imprese avvenuta non sulla base di un confronto tra criteri innovativi di produzione, bensì comprimendo salari e condizioni di lavoro dei dipendenti, ivi compreso il rispetto delle più elementari norme di sicurezza nei cantieri.

Cittadini, lavoratori e lavoratrici di MOLFETTA, la FESTA della LIBERAZIONE e la FESTA del LAVORO non devono essere semplici giornate di “vacanza”, ma giornate di impegno collettivo e non simbolico che deve coinvolgere cittadini di ogni età attorno al Movimento Sindacale, nel ricordo di chi ha dato la vita perché mai più guerre fossero combattute e di chi ha perso la vita durante la propria giornata lavorativa e per il proprio lavoro».

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