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L’opposizione di sinistra a Molfetta attacca l’amministrazione di destracentro ferma al palo. Stop totale, solo caos Opere pubbliche e urbanistica al blocco totale. Su personale e commercio solo caos e inconcludenza. E su Riace vergognosa lettura delle intercettazioni in aula
Porta, Zaza, Natalicchio
04 dicembre 2018

 MOLFETTA – I consiglieri comunali dell’opposizione di sinistra, Gianni Porta, Paola Natalicchio e Antonello Zaza, partono all’attacco dell’amministrazione comunale di destracentro di Tommaso Minervini, accusandola di inconcludenza e inconsistenza. Tutto fermo, nel caos più completo.

«La campagna elettorale è finita. L’Amministrazione è in carica da 17 mesi. Siamo a un terzo del mandato. Ma il sindaco e la sua maggioranza che fanno nel consiglio comunale di martedì? Chiedono calma e pazienza e giocano al primo giorno di scuola. Piano piano, ripetono. Come fossero arrivati ieri. E dopo fiumi di promesse e proclami, l’ultimo assestamento di bilancio del 2018 dimostra con chiarezza che l’amministrazione degli esperti è ferma al palo.

La macchina amministrativa è nel caos. Con l’unica dirigente comunale vincitrice di concorso che va via e le nuove assunzioni che stentano ad arrivare. Il settore lavori pubblici è stato smontato. L’ufficio casa è stato smontato. L’ufficio sport anche. In questo caotico labirinto, l’Ufficio Patrimonio e la Ragioneria non riescono nemmeno a trovare le fatture pagate delle utenze dei palazzetti. L’ufficio servizi informatici della smart city è in carenza di personale, mentre si affida a un project financing che coinvolge addirittura una società russa quella che era ritenuta la partita più importante del mandato.

L’ufficio legale è sommerso dalle pratiche dei debiti fuori bilancio, diventate ormai la regola di ogni consiglio comunale. Il servizio Avvocatura Comunale è scomparso dalla pianta organica, mentre fioccano incarichi fiduciari.

A differenza dei Comuni vicini e a parte l’iniezione di personale nel settore della polizia locale, i concorsi sono bloccati e l’assunzione del Dirigente agli Affari Generali (con concorso già espletato e copertura finanziaria assicurata dal bilancio 2016) è saltata senza ragione. Il segretario generale è gravato di un ruolo titanico, portando sulle sue spalle il settore Affari generali e quello Economico-Finanziario e non potendo svolgere il ruolo di controllore imparziale dell’attività gestionale, facendone pienamente parte, senza concorsi all’orizzonte nei settori attualmente ricoperti.

Su tutto questo, il sindaco in aula ha risposto con la consueta arroganza, dicendo che non c’è alcuna situazione di sofferenza.

E ancora: che fine hanno fatto le promesse sulle opere pubbliche? Non si sa nulla del Nuovo Porto Commerciale, a parte le cinematografiche conferenze stampa sul brillamento delle bombe. Non una parola sul destino del contratto, sulla messa in sicurezza dei cassoni, sulla nuova gara d’appalto. Sul porto turistico, nel DUP (documento unico di programmazione), si parla ancora di 400 posti barca. Una cifra inutile e inaudita. Senza un solo cenno sulla eventuale variante al Piano Regolatore Portuale e alla progettazione.

Sui cantieri navali, si parla di semplice “messa in sicurezza” dell’area, senza più nessun progetto di ecomuseo del mare nella zona degli ex Cantieri Tattoli, su cui non consentiremo nessuna forma di speculazione. Rischia di saltare il nuovo impianto di selezione della plastica. È ancora fermo il progetto del digestore anaerobico.

Il centro antiviolenza ha 13 mesi di ritardo nella esecuzione dei lavori e rischia il definanziamento della Regione.

I lavori di Corso Umberto procedono a singhiozzi e con un cantiere gestito nel disordine.

Nel frattempo, nonostante i proclami sul rilancio delle scuole, alcuni edifici scolastici sono rimasti al freddo per giorni per l’assenza di manutenzione, la mensa è iniziata con un ritardo che ha creato disagi alle famiglie.

E mentre si interviene su Corso Fornari, le vicinissime piazzette Roma e Giovene restano con le altalene rotte, i giochi distrutti e l’erba alta, nonostante le nostre denunce da ormai un anno.

L’urbanistica è stata il grande fuoco di paglia. Il romanzo dei comparti sbloccati si è rivelato una favola. Con uno stanziamento di 1 milione e 900mila euro in bilancio di cui è stata accertata poco più della metà della cifra e per permessi a costruire tutti legati agli anni passati. E i comparti 17 e 18 fermi. Come ferma è l’edilizia popolare e sovvenzionata.

E fermo è il Piano delle Coste, con totale incertezza sulle regole della prossima stagione balneare.

Senza contare i ritardi sul DUC, dopo tanta propaganda sul commercio cittadino. Nella vicina Ruvo, grazie al DUC è stato rianimato il Centro Storico, dando impulso alle startup, alle imprese giovanili e alle eccellenze locali.

A Molfetta siamo ancora ai nastri di partenza e ai primissimi corsi di formazione, senza una visione e un’idea di sviluppo che possa dare risposte agli operatori del settore e con il piano dei dehors, praticamente già pronto, che procede a rilento e rischia di non essere pronto nemmeno per la prossima stagione.

Tra incarichi, contributi, assegnazioni di locali il sindaco può anche pensare di ottenere un po’ di consenso per tirare a campare. Ma Molfetta merita una guida all’altezza dei suoi problemi e delle sue sfide.

E meritava anche di essere tra le città italiane dell’accoglienza, facendosi promotrice della cittadinanza onoraria al sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Ma anche sui valori gli esperti al potere hanno gettato la maschera.

E hanno predicato integrazione, per razzolare un compattissimo voto contrario, con tanto di vergognosa lettura delle intercettazioni in aula consiliare. Un precedente gravissimo, che racconta tutto della stagione oscura in cui siamo finiti, a cui continueremo ad opporci in consiglio e in città».

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