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L’inciucio del Pd di Molfetta a Molfetta con il centrodestra e a Bari col centrosinistra. La politica del mercato delle vacche
02 settembre 2020

MOLFETTA – L’inciucio del Pd di Molfetta si fa più inquietante. Dopo che l’amministrazione di destracentro “ciambotto rancido” di Tommaso Minervini e il suo sindaco ombra Saverio Tammacco hanno abbandonato il candidato presidente del centrosinistra Michele Emiliano (amico fino a ieri) per schierarsi con il candidato presidente del centrodestra Raffaele Fitto, il Pd, ormai ridotto anch’esso ad una lista civica, aveva rifiutato di uscire da questa maggioranza pasticciata e chiaramente opportunista.

Ora, forse per rifarsi una verginità, i due componenti della stessa maggioranza in consiglio comunale Nicola Piergiovanni e Giovanni Facchini, senza timore di rimetterci la faccia, anzi con una sfrontatezza unica, tenendo due piedi in una scarpa, si schierano con Emiliano, promuovendo una manifestazione elettorale per i due candidati di centrosinistra Francesco Paolicelli e Lucia Parchitelli, rispettivamente ex vice capocabinetto del sindaco di Bari e assessore del Comune di Mola di Bari, candidati nelle liste del PD a sostegno del candidato Presidente Michele Emiliano.

L'incontro si terrà sabato 5 settembre ore 19 allo stadio G. Petrone (str. vicinale Torre Rotonda) e oltre ai candidati ci saranno due esponenti nazionali: il sindaco di Bari Antonio Decaro, presidente Anci e il deputato Pd Marco Lacarra, anche loro senza pudore per essere sul palco con due esponenti di una amministrazione di destra (che ha imbarcato recentemente perfino l’ex alleato di Antonio Azzollini, Pino Amato passato dall’opposizione in maggioranza) che sostiene Fitto candidato presidente avversario di Emiliano. Un pasticcio che ricorda il mercato delle vacche.

A sostegno dei due candidati al Consiglio regionale ci saranno anche il presidente del consiglio di Molfetta Piergiovanni Nicola e il consigliere metropolitano Gianni

Facchini, che così vengono allo scoperto di questo gioco politico-elettorale ambiguo. Ma la dignità politica richiederebbe ben altre scelte che i due esponenti di quel che resta del martoriato Pd di Molfetta, non hanno avuto il coraggio di fare per conservare le poltrone.

Insomma, a questo è ridotta la politica locale: prendere voti dove si può, turandosi il naso, come diceva Indro Montanelli, senza rispetto per gli elettori e i cittadini. A questo è ridotto il Pd locale.

Meraviglia soprattutto la presenza del sindaco di Bari, Antonio Decaro, finora sempre coerente nelle sue scelte, evitando ambiguità imbarazzanti come questa al fine di raccogliere comunque voti.

Sono lontani i tempi in cui Molfetta esprimeva altri politici di altro spessore: siamo alle terze e quarte file, in una città decadente che riesce a fare solo queste politiche pasticciate solo per motivi di potere e di poltrone. Sic transit gloria mundi.

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