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L’importanza della diagnostica delle allergie: convegno a Molfetta
Chiapperini, Papagni, Melioli, Balducci
23 settembre 2019

MOLFETTA - Non sono pochi gli italiani che temono la primavera come il peggiore degli incubi perché sanno che si ritroveranno a starnutire in continuazione, ad avere gli occhi che lacrimano e il naso che cola. C'è chi va al ristorante con la paura che una piccola quantità di cibo "proibito" possa scatenare uno shock anafilattico. E c'è poi chi inizia ad avvertire prurito e ad avere la pelle arrossata solo per aver toccato qualcosa che non tollera.

Non è una vita facile quella degli allergici. E siccome la fantasia del nostro sistema immunitario che "decide" di rispondere in maniera anomala a sostanze di per sé innocue non ha limite, di allergie ce n'è per tutti i gusti: ai pollini, agli alimenti, agli insetti, ai farmaci, a sostanze di ogni genere con cui si può venire in contatto. Ma quello che più preoccupa gli esperti è il continuo incremento delle allergie non solo nel mondo occidentale ma ora anche nei Paesi in via di sviluppo. Di fatti secondo i dati riferiti dal Libro Bianco – durante il congresso dell’American Academy of Allergy, Asthma and Immunology - nel mondo ci sono oltre 300 milioni di asmatici, 400 milioni di persone con rinite allergica e centinaia di milioni di allergici "vari" (gli intolleranti a qualche alimento sono stimati in mezzo miliardo).

Ma un appunto è doveroso farlo. Quasi la metà dei pazienti pare essere vittima di errori diagnostici a causa di test largamente utilizzati per la definizione di allergie a cibi specifici ma non scientificamente validati. Di fatti 9 casi su 10 danno esito di “falso positivo”, attestando cioè una reazione spesso inesistente. E allora come riconoscere i veri sintomi allergici, a chi rivolgersi e quali test effettuare? Di questo e molto altro si è discusso durante il convegno medico organizzato presso l’Auditorium Regina Pacis - parrocchia Madonna della Pace di Molfetta - e intitolato “Il valore aggiunto dell'Alex test nella diagnostica allergologica”. Ad introdurre la serata in qualità di moderatore, il dott. Rocco Chiapperini che ha spiegato ai presenti l’importanza di una corretta informazione medica per difendersi da informazioni spesso incomplete o in alcuni casi anche fuorvianti.

La parola è passata poi al dott. Ottavio Balducci – assessore ai servizi sociali del Comune di Molfetta – che ha puntato l’attenzione sull’insorgenza delle allergie in correlazione ai cambiamenti climatici ed ambientali. A tal proposito molti studi hanno confermato che il costante cambiamento climatico potrebbe peggiorare la situazione, favorendo la diffusione geografica di piante allergeniche ma anche allungando la stagione dei pollini.

A questo si aggiunge il persistente problema dell’inquinamento atmosferico. Di fatti l’aumento mondiale delle malattie allergiche è stato attribuito, da parte di molti studi proprio a fattori inquinanti come i gas di scarico delle auto, l’ozono, il biossido di azoto, il biossido di zolfo ed altre particelle inorganiche aerotrasportate. Un quadro preoccupante se si considera che le allergie compaiono sempre più in età precoce nei bambini. Ed è proprio per far fronte a questa emergenza allergologica – come ha suggerito il dott. Marco Papagni, durante il suo intervento - che bisogna incrementare lo studio di nuovi test che permettano allo specialista di svolgere al meglio il proprio lavoro sia nella prevenzione che nella cura delle allergie.

In questa direzione si è mosso poi l’intervento del professor Giovanni Melioli - allergologo di fama internazionale presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Mi) – che ha focalizzato la sua attenzione sulla diagnostica allergologica e sull’impiego dell’Alex Test mediante il quale è possibile ricercare 282 allergeni (pollini, graminacee, alimenti ecc.) con un unico prelievo di sangue. L’illustre relatore ha tenuto un vera e propria lectio magistralis sulla differenza tra i test più semplici per l’individuazione dell’allergia e quelli su matrice, più complessi e capaci di fornire un riscontro più accurato. Tra questi ultimi rientra per l’appunto l’Alex.

Si tratta di un esame di diagnostica molecolare che a differenza di quelli tradizionali - Prick o il Rast test - analizza direttamente il Dna. È un metodo molto sofisticato che permette di esaminare nei minimi particolari ogni sostanza allergenica, tagliandola a fettine come fa la Tac. Con questo esame è possibile capire, per esempio nel caso delle fragole, se si è allergici a tutto il frutto o soltanto a una particolare sostanza contenuta nella buccia, con la possibilità quindi di non eliminarle dalla nostra dieta, seppur con alcune avvertenze.

Oppure, nel caso dei gatti è capace di scoprire se si è sensibili alla proteina contenuta nel pelo del maschio o della femmina. Insomma - stratificando il rischio della gravità dell’allergia - il paziente può valutare quali sostanze evitare sapendo che potrebbero determinare una reazione allergica e di che entità. E questo vale per tutte le allergie, da quella causate dagli imenotteri, dagli alimenti fino agli acari, con la sola eccezione per le allergie ai farmaci. Insomma è uno strumento che serve per la diagnosi della malattia allergica, per la valutazione del rischio e per programmare una terapia mirata.

La tavola rotonda si è conclusa con gli interventi dei presenti in sala.

© Riproduzione riservata

Autore: Angelica Vecchio
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