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L’ex sindaco Natalicchio sbugiarda Minervini: il progetto di riqualificazione del rione Madonna dei Martiri è nostro
Paola Natalicchio
21 agosto 2020

MOLFETTA – L’ex sindaco di Molfetta Paola Natalicchio torna all’attacco dell’amministrazione di destracentro “ciambotto” e sbugiarda Minervini in merito ai lavori di riqualificazione del rione Madonna dei Martiri che il sito collaterale allo sindaco Tommaso Minervini, ha sbandierato come merito proprio (anche per lanciare il candidato voltagabbana Saverio Tammacco che controlla lo stesso sindaco e che è sempre più in difficoltà dopo la discesa in campo dell’ex senatore Antonio Azzollini).

Ecco il suo attacco frontale, che non mancherà di far discutere in una campagna elettorale che dal 1° settembre, diventerà infuocata.

«La potete raccontare un po’ come volete. Potete scrivere “il progetto fu presentato nel 2018”, ad esempio, e far capire a chi legge che la riqualificazione del rione Madonna dei Martiri è una magnifica opera di Tommaso Minervini, Saverio Tammacco e co.
Ma la verità è un’altra. La riqualificazione del quartiere dopo anni di incuria l’abbiamo iniziata e pensata a partire dal 2013. Prima, insieme alla famiglie del rione, ci siamo battuti con l’ex Iacp per rimettere in sesto le palazzine esistenti.

Poi, con il settore Territorio, abbiamo sbloccato il comparto 19 (i palazzi privati in costruzione attualmente sul lato di via Bisceglie). Intanto abbiamo varato e svolto un concorso internazionale di idee con Europan per la riqualificazione del waterfront, che ha generato un masterplan che includeva la riqualificazione del lungomare di ponente. Era il 2015. Non il 2018.

Nel 2016 abbiamo ottenuto il finanziamento dai fondi del Patto per il Sud, battendoci insieme al sindaco dell’area metropolitana Antonio Decaro. Perché a differenza di questa amministrazione noi pensavamo che non si potesse ricostruire tutta la città a colpi di “fondi del Porto”.

Il progetto che abbiamo lasciato nel 2016 era migliore di quello effettivamente varato nel 2018. Aveva elementi aggiuntivi che, col tempo, si sono persi. Dunque seguiremo con attenzione la realizzazione di quest’opera, sperando che non finisca stravolta come altri interventi pensati bene e realizzati male (le ciclabili progettate tra il 2013 e il 2016 avevano altre caratteristiche; la riqualificazione della zona di via Monsignor Bello prevedeva un quinto dei soldi investiti e un intervento molto meno impattante, e la lista potrebbe continuare).

Comunque - e anche grazie ai cittadini del rione che non smetterò mai di ringraziare per le loro battaglie - la riqualificazione del quartiere è stata iniziata, pensata, progettata e finanziata tra il 2013 e il 2016. E avete fatto passare quattro lunghissimi anni per fare un progetto esecutivo e una gara.

Questi sono i fatti. Ma siccome siamo nella Molfetta sudamericana del comandante Tammacco che sorride da duecento manifesti in ogni strada ormai i fatti contano poco e niente, vero? (scusate ma mi sa che ricomincio a parlare, perché la misura è colma)».

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