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L’altra faccia del comunismo: le passioni e gli amori raccontati da Luciana Castellina a Molfetta Per il festival letterario “Storie italiane” della libreria “Il Ghigno”
Luciana Castellina
19 settembre 2018

MOLFETTA - La seconda parte del festival letterario “Storie Italiane”, curato dalla libreria cittadina “Il Ghigno” è stato inaugurato dalla presentazione del libro “Amori comunisti” di Luciana Castellina.

Luciana Castellina è un’intellettuale poliedrica: è stata politica, giornalista e scrittrice italiana, parlamentare comunista, più volte eurodeputata, autrice di numerose pubblicazioni, presidente onoraria dell'ARCI dal 2014.

L’interazione culturale avrebbe dovuto avere protagonisti l’autrice Castellina e il preside dell’Istituto Tecnico Sabino Lafasciano, che, per problemi di salute non è potuto essere presente e ha introdotto l’autrice con una mail, esaltandone le doti ed il lavoro svolto.

A moderare l’incontro è stata la prof.ssa Isa de Marco della libreria “Il Ghigno”.

Le parole introduttive della giornalista Luciana Castellina hanno puntato a sottolineare il fatto che non fosse un libro “rosa”, un libro ricco di pettegolezzi riguardanti i suoi amori passati o quelli del partito comunista, ma un libro che mette in risalto le grandi passioni del comunismo e dei comunisti. “Sono stufa di parlare di comunismo come errore ed orrore, non che non ce ne siano stati, ma ho preferito far vedere l’aspetto amoroso, passionale, anche se drammatico del comunismo e delle vite dei comunisti”.

Protagoniste del libro sono tre storie d’amore drammatiche che hanno come protagonisti Nazim Hikmet e Münevver Andaç; tra Argyrò Polikronaki e Nikos Kokulis e tra Sylvia e Robert Thompson. A proposito della coppia greca l’autrice ha fornito dettagli molto suggestivi: “Vivevano in condizioni di clandestinità, nelle grotte greche ma chiunque li sentisse parlare del loro amore avrebbe sentito solo forti impulsi di felicità!

La loro storia d’amore si svolse su due diversi piani geografici: quello greco e quello pugliese perché dopo ben 20 anni di clandestinità, dopo essersi sposati in Unione Sovietica, sono approdati sulle coste leccesi di Otranto, ospitati dai compagni pugliesi. Io ed i miei compagni pugliesi li abbiamo invitati a tornare nuovamente in Puglia e a cavallo tra 2007 e 2008 ci siamo rincontrati!”.

Esemplare è stato anche l’amore tra Nazim Hikmet, poeta greco, incarcerato per ben 17 anni, e Münevver Andaç, per cui ha fatto da mediatrice la partigiana, scrittrice, poetessa e traduttrice italiana Joyce Lussu insieme all’autrice stessa. “Ricordo bene il 1960, anno decisivo per le sorti della Turchia, che era stata liberata finalmente dalla dittatura del primo ministro Adnan Menderes, anno in cui mi recai anche io in Turchia per vedere quali fossero state le sorti del partito comunista turco. Una mattina prima di partire ricevetti una chiamata da Joyce che voleva farmi recapitare a Nazim un suo regalo: ricordo benissimo il pacco che mi diede, conteneva una camicetta dipinta a mano e delle scarpine d’oro, segno del suo apprezzamento per le sue opere, di cui diventerà traduttrice”.

Difficile da definire è stato l’amore tra Sylvia e Robert Thomson, negli anni del maccartismo e dei 10 di Hollywood, ovviamente anch’esso passionale e travolgente. Ma cosa accumuna queste tre storie d’amore? Le accumuna le condizioni in cui sono nate e vissute: condizione di spionaggio e di osservazione, in un clima in cui i confini di vita pubblica e privata erano ormai confusi.

Dal punto di vista stilistico “Amori comunisti” è un’opera che coniuga la prosa e la poesia in maniera sublime, perché la prosa viene usata come strumento per raccontare la piccola e la grande storia mentre la poesia è mezzo per raccontare la vita civile.

Le considerazioni finali dell’autrice: “E’ un libro che ho vissuto, che ho concepito, coltivato e sentito, è un libro che parla d’amore, di storia e di comunismo”, insomma un libro che parla della politica stessa, un suo alter ego che l’intera popolazione italiana dovrebbe leggere perché “la felicità si trova anche quando la vita è stata intensa, anche se non ci si lascia proteggere dalla storia ma si diventa parte integrante di essa!”.

© Riproduzione riservata

Autore: Marina Francesca Altomare
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