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“Io ricordo…” al Liceo Scientifico di Molfetta manifestazione sulla Shoah
29 gennaio 2019

 MOLFETTA - Al Liceo Scientifico “A. Einstein” di Molfetta si fa il bilancio di una serata di grande successo e dagli ampi orizzonti culturali

Sabato gli studenti hanno condiviso con la cittadinanza l'evento "Io Ricordo…", frutto di un mese di fermento in cui gli studenti e le studentesse liceali hanno profuso impegno e messo a disposizione creatività e tempo per il raggiungimento di un fine comune. Nata cinque anni fa per ricordare le vittime della Shoah, quest'anno la manifestazione assume un aspetto innovativo, utilizzando il ricordo per richiamare eventi salienti del Novecento. Tematica centrale della serata: il superamento delle barriere, concrete e astratte, passate e contemporanee.

E' per questo che appena si entra nell'edificio ci si trova a seguire una mostra che parte con l'esposizione di alcuni murales dell'East Side Gallery, come il bacio tra Leonid Brezhnev e Erich Honecker. Si passa per l'allunaggio e la scoperta del buco nero, simboli dell'esponenziale progredire della scienza e si arriva all'invenzione della minigonna, vera rivoluzione nell'ambito della moda femminile degli anni Sessanta.

Ciò a cui veniamo lentamente preparati durante la mostra esplode poi nella seconda parte della manifestazione che si presenta come una performance musico-teatrale in cui il tema del muro viene trattato nelle sue varie sfaccettature: omofobia, bullismo, censura, omertà, pregiudizio, conformismo, emarginazione, distruzione, barriere culturali, diversità, integralismo. I liceali sostenuti dall'impegno di alcuni docenti e dalla partecipazione dei ragazzi dell'Erasmus hanno dato il meglio di sé nella recitazione, con monologhi ed esibizioni di gruppo, nella lettura di poesie, nel pattinaggio e nel ballo, creando una successione di quadri, ognuno rappresentante una delle molteplici sfumature del tema centrale. Le scene sono state accompagnate e intervallate da momenti musicali a cura dell'orchestra e del coro che hanno reso magistralmente ancora più suggestiva un'atmosfera fatta di luci soffuse e di una scenografia d'impatto, costituita principalmente da un imponente muro di mattoni su cui venivano proiettate dapprima parole dell’esclusione e successivamente quelle dell’inclusione.

A conclusione della serata, dopo aver fatto crollare il muro sulle note della canzone "I want to break free" dei Queen, i partecipanti - che hanno reso possibile la realizzazione della performance, sia sul palco che dietro le quinte - si sono guadagnati gli applausi del pubblico e gli apprezzamenti della Dirigente Scolastica. Alla fine il messaggio della serata può essere sintetizzato nella frase "Se costruisci un muro, pensa a chi rimane fuori!". Sono queste le parole che scriveva Italo Calvino nel Barone Rampante, sono parole che ognuno di noi dovrebbe imprimere nella propria mente, perché più pericolose delle barriere concrete sono quelle ideologiche in quanto più difficili da abbattere e più numerose delle seconde. Troppo spesso si è intolleranti davanti a qualcuno che ha religione, orientamento sessuale, carnagione o semplicemente un credo o un atteggiamento diverso dal nostro. Troppo spesso ci si dimentica che siamo tutti esseri umani, abbiamo tutti dei desideri, delle necessità e dei sogni. Abbattiamo quindi i muri fatti di pregiudizi e paure, superiamo le barriere perché la diversità non è una minaccia ma una ricchezza.

Annamaria de Trizio
(Classe 5ª sez. B)

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