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Incredibile presa di posizione politica del vescovo di Molfetta, mons. Martella Sul decreto salva-liste: “Giusto permettere la partecipazione alle elezioni dei partiti esclusi”; “la Bonino? da evitare”
08 marzo 2010

MOLFETTA - Incredibile presa di posizione del vescovo della Diocesi di Molfetta, Giovinazzo, Terlizzi e Ruvo, mons. Luigi Martella (nella foto col sindaco-senatore del Pdl, Antonio Azzollini), che sembra aver deciso di fare politica schierandosi alla vigilia delle prossime elezioni regionali ed esprimendo un parere positivo sul decreto salva-liste chiesto da Berlusconi per salvare la Polverini nel Lazio e Formigoni in Lombardia, esclusi per irregolarità nella presentazione delle liste.

Un decreto che sta suscitando molte polemiche in Italia perché in odore di anticostituzionalità.
La mia opinione su quel decreto – ha detto mons. Martella in un’intervista al portale cattolico Pontifex.roma.it  è positiva. La legge non è solo un inutile rubricismo, ma va applicata anche alla luce del buon senso. Sarebbe stato ingiusto escludere tanti cittadini dal diritto di esprimere la preferenza e si sarebbero falsati i risultati”.
E quindi scende in campo a favore di Silvio Berlusconi e del governo: “Dunque, ritengo che sia il Governo che il Presidente della Repubblica abbiano operato con giustizia e magnanimità. Non comprendo i torni esasperati e irritati, al limite del sovversivo, di qualche politico".
Insomma, una vera dichiarazione politica, alla quale aggiunge considerazioni sui candidati.
Al giornalista Bruno Volpe che gli chiede qual é il candidato ideale per un cattolico? Risponde: "nomi da votare non ne faccio. Ma un elettore cristiano scelga persone rette, oneste, coerenti e rispettose dei valori non negoziabili della Chiesa".
La Bonino li incarna?: "assolutamente no, i cattolici farebbero bene a prendere le distanze da lei, per le sue scelte abortiste".
E Vendola?: "per lui il discorso é un tantino diverso. Vero che il suo iter personale é incompatibile con la dottrina cattolica, ma ha avuto un cambiamento ed un iter maggiormente rispettoso verso i cattolici. Mi risulta che alcuni cattolici lo voteranno".
Ma i suoi trascorsi sono decisamente incompatibili con la tradizione e il Magistero della Chiesa: "vero e da questo punto di vista non sarebbe compatibile. Però, vedo molte incoerenze di vita anche tra cristiani patentati" (a cominciare dal presidente del Consiglio Berlusconi e da tanti esponenti del centrodestra separati, divorziati, con famiglie allargate, con amanti, conviventi, escort e quant'altro aggiungiamo noi e sui quali ci saremmo aspettati una presa di posizione decisa e meno tollerante da parte della Chiesa).
 
Infine il vescovo di Molfetta parla di un possibile pericolo per il Papa, all’interno della Chiesa stessa: "Indubbiamente negli ultimi tempi stanno avvenendo troppi fatti strani che coinvolgono la Chiesa e persino giungono a sfiorare il Papa".
Per essere chiari, ritiene che possa esserci qualcuno dentro la Chiesa che rema contro Benedetto XVI?: "la pulizia, la fermezza dottrinale e la coerenza del Papa, di questo Papa, probabilmente infastidisce qualcuno. Bisogna ricordare che la Conferenza episcopale tedesca non ha mai visto con buon occhio sia il cardinal Ratzinger, che poi lo stesso Papa. E questo elemento va tenuto in considerazione. Poi accade la storia insignificante del corista di San Pietro, gli abusi di Ratisbona e non vedo che nesso vi sia col fratello del Papa. Il caso Boffo che in realtà era un tiro mancino contro la Chiesa e probabilmente partito all'interno e  il quadro é completo. Ma da sempre la istituzione ecclesiastica ha vissuto queste situazioni, ...
... sarebbe da iprocriti negarlo, ma la stessa Chiesa é sempre sopravvissuta. Penso che questo Papa per il suo rigore e la sua pulizia morale dia fastidio".
Può anche avere qualche ruolo la massoneria?: "anche questa é una pista da seguire e non da sottovalutare. Come lei sa i massoni sono nemici naturali della Chiesa e non dormono, pur di danneggiarla. Ma in sincerità valuto più probabile una tesi interna che esterna. Lo ribadisco, i tedeschi, come clero e teologi non amano questo Papa e forse trovano sponde favorevoli. Bisogna stare con gli occhi ben aperti. Poi alcuni organi di stampa sono sempre pronti ad amplificare cose minime pur di danneggiare la Chiesa".
Che suggerisce di fare?: "andare avanti e pregare. Se esiste oggi un Papa amante della pulizia, é Benedetto XVI che varie volte lo ha denunciato. Ritengo che vi sia qualcuno che intenda incastrarlo e comunque danneggiare questo esemplare pontificato".
Ritiene prudente la pubblicazione della lettera del vescovo di Ratisbona sul sito?: "se la sua intenzione, come non dubito, era limpida va bene. Ma se si nascondo altre finalità, allora no. In ogni caso, vista la delicatezza sarebbe stato meglio consultarsi con Roma. Non so se lo abbiano fatto".
Insomma, un’intervista destinata a far discutere all’interno come all’esterno della Chiesa e che lascia molto perplessi soprattutto perché mons. Martella è apparso finora sempre un vescovo molto prudente. Le divisioni all’interno della Chiesa sia sul fronte clericale sia su quello laico sembrano accentuarsi, anche perché molti cattolici non condividono la prudenza dei vertici vaticani nei confronti dei protagonisti dei recenti fatti di cronaca che vedono scandali sessuali in cui sono coinvolti molti esponenti politici del centrodestra, oltre agli episodi di corruzione e di razzismo che dovrebbero trovare nella Chiesa una condanna più dura e decisiva.
 
 
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Le religioni e loro rappresentanti, devono prestare molta attenzione alle prese di posizioni in termini prettamente politiche e "cesariane". "E' noto a tutti quanto gli strumenti della ragione siano deboli contro la potenza dei deboli che annullano le differenze, infiammano i cuori, dopo aver assopito o addirittura ottenebrato le menti. La storia umana è uscita dalla dimensione simbolica solo da due secoli e limitamente all'Occidente, che l'Illuminismo ha promosso il primato della ragione e quel suo corollario che è l'ateismo, essendo Dio il fondamento di ogni dimensione simbolica. Prima di allora la guerra santa o, come dicono i musulmani la jihad, era comune tanto al mondo islamico quanto all'Occidente cristiano, e affondava le sue radici nell'antica cultura ebraica, il cui Dio era un Dio di guerra, capace di scatenare venti e tempeste, tuoni e fulmini, calamità di ogni genere in aiuto alle genti posto sotto la sua protezione, aggiungendo alla confusione del campo di battaglia quella delle potenze naturali, controllate dalla sua soprannaturale potenza. La guerra santa ebraica finì nel 70 dopo Cristo con la distruzione del tempio di Gerusalemme, ma a raccoglierne l'eredità fu il Cristianesimo, che già con l'Apocalisse di Giovanni riesuma l'iconografia della guerra santa per la raffigurazione di cristo, cinto di una corona d'oro, nella mano una falce affilata, con un angelo ai suoi ordini, per fare vendemmia della terra e depositarla nel torchio dell'ira divina. Il Cristianesimo diverrà religione dell'Occidente sotto il segno della guerra quando Costantino vedrà nel sole di mezzogiorno qualcosa che assomiglia al segno della croce: "In hoc signo vinces". L'allora mondo conosciuto si divise in tre parti: l'Ortodossia occupò, a partire da Costantinopoli, il mondo slavo, mentre nel Mediterraneo rimasero a contendersi le terre l'Islam e il Cristianesimo, entrambi a colpi di guerre "sante" o "crociate". U.Galimberti - I miti del nostro tempo -



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