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In Europa senza paura, Paola Natalicchio ex sindaco in lista con “La Sinistra”: perché mi candido. Il ruolo di Molfetta a Bruxelles
Paola Natalicchio candidata alle Elezioni Europee per "La sinistra"
05 maggio 2019

MOLFETTA - I tecnici al lavoro, le sedie da sistemare, il palco, i microfoni, è ancora presto ma Paola Natalicchio è già qui, in piazza Mazzini. È affabile, sorridente, si intrattiene volentieri. Sarà lei la candidata di Molfetta alle prossime elezioni europee per la circoscrizione meridionale (lista “La Sinistra”).

Il suo discorso comincia dal passato, è stata sindaco di Molfetta per tre anni, poi si è dimessa nel 2016. L’aver lasciato la città, le ha addossato un grande senso di colpa che va superato in forma collettiva e con l’aiuto degli altri.

Parla del fattore psicologico, del dolore di lasciare, di una cicatrice ancora profonda. Poi riprende con l’entusiasmo di sempre e racconta come è cominciata questa avventura, con il gruppo di lavoro, che lei chiama squadra e che comincia a farsi largo tra il lavoro discutibile e incompleto svolto dalle precedenti amministrazioni: bilanci truccati senza capitoli, il porto sequestrato, problemi al depuratore, permessi per costruire palazzi in prossimità della Lama.

Io sono ambientalista, rivendica, non ho voluto essere il sindaco della cementificazione, del malaffare che trucca gli appalti, né intendo la gestione della socialità come scambio di favori. Le pressioni sono state fortissime. Non lo rifarei, dice. Mi sono sentita sola. Con la squadra avevamo riunificato tutte le forze positive della città, avevamo fatto sul serio (si coglie una punta di amarezza).

Anche ora, da semplice consigliera comunale di “Sinistra italiana”, non ho mancato una seduta in due anni. Io ho lasciato, dice, perché non volevo diventare il burattino di una maggioranza frantumata. Non ho voluto tradire il patto etico con i cittadini e l’errore è stato non averlo ben spiegato alla città. Forse eravamo poco esperti. È stato doloroso. Siamo stati messi in ginocchio e ci siamo dovuti rimettere in piedi.

Non sono una che scappa, una che abbandona per cui mi presento come candidata alle elezioni europee. Oggi Bruxelles deve avere un legame con la nostra flotta peschereccia, il comparto della pesca deve rimanere in vita, non va rottamato. Il comparto agroalimentare? Dov’è l’Europa quando deve affiancare gli agricoltori e le categorie più svantaggiate? Se si riscrivono le regole della pesca o dell’agricoltura, ci deve essere una forte sponda in Europa che finora non c’è stata. Abbiamo le competenze in ogni ambito per farci valere in Europa, afferma con veemenza la candidata della Sinistra alle elezioni europee.

Sul piano politico la Natalicchio torna a parlare del Partito democratico, anche locale, col quale non esclude un confronto, a patto che dimostri di essere diverso dal passato (quello di Renzi alleato con Alfano, per intenderci). Un partito, insomma, veramente di sinistra.

“L’Europa senza paura” la chiama Paola, lo slogan di apertura della sua campagna elettorale, che potrebbe farla divenire il primo europarlamentare eletto nella nostra città. La serata primaverile appare fredda e inclemente per chi è interessato a rimanere, ma c’è tanta gente a sopportare il vento freddo per ascoltare la Natalicchio, felice per tanta partecipazione di pubblico.

L’intervento della candidata della lista “La Sinistra” è stato preceduto da interventi di coloro che hanno condiviso con lei la sua esperienza politica nel 2013. Ha iniziato l’avv. Maria Rosaria Larizza, la quale sostiene che «Molfetta è un trampolino di lancio per Paola, dal sud verso un’Europa, verso un’ “Europa senza paura” senza muri e sovranismi. Se ci sono degli organi che dettano delle leggi, sono esse ad essere sovrane, non è accettabile che ci siano delle nazioni che si rifiutino di rispettarle. Appoggio Paola Natalicchio – aggiunge -, perché lei rappresenta quella generazione di mezzo, quel patto generazionale interrotto. Ha studiato, ha una ottima preparazione culturale, è donna, è madre, ha sofferto. Lei è il domani - oggi - in Europa».

L’imprenditore agricolo Giuseppe Ciccolella, ex militante deluso dei 5 Stelle, parla di Paola come di una donna onesta che conosce il territorio ed è interessata alle sue problematiche. Una persona capace di coinvolgere gli altri nella vita politica. Gabriele Vilardi, storico attivista, è sicuro che Paola Natalicchio non voglia sfruttare Molfetta bensì è la città che ha incontrato lei come opportunità. Mostra la stessa opinione Bepi Maralfa che ha collaborato con Paola in qualità di vicesindaco e che, quale esperto avvocato, si sofferma sulle problematiche legate alla corruzione.

Cosimo Sallustio, ambientalista di Agenda XXI e segretario cittadino di Sinistra Italiana, sostiene che nei tre anni di amministrazione Paola ha portato ad una maggiore trasparenza e partecipazione, ad un confronto con i cittadini. Lei ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco, prima come consigliera comunale e ora come candidata alle elezioni europee.

Il più entusiasta è sicuramente Nico Bavaro, segretario regionale di Sinistra Italiana, che porta con se ottime sensazioni rispetto agli esiti di questa candidatura in cui la comunità si ritrova, per sfidare “senza paura” quest’onda nera che avanza in Europa e che costruisce muri. Pensiamo a Victor Orban, primo ministro dell’Ungheria, a Donald Trump in America o a Bolsonaro in Brasile. Non c’è scelta rispetto alla necessità di combattere, ciascuno non può essere chiuso nelle proprie cose e il tuo vicino non può essere tuo nemico.

Tra i presenti all’incontro anche l’ex consigliere comunale di “Linea diritta” avv. Domenico Gagliardi, la pediatra Silvia Rana, il prof. Lello Tatulli e Teresa Racanati già candidata alla Camera per “Potere al popolo”.

In conclusione concerto musicale di Michelangelo Bufi sulle note dell’amato Pino Daniele.

Vincenza Amato

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