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In cinquemila ad applaudire Salmo a Molfetta. Momento di paura: cede una transenna, ma l’artista invita alla calma e il concerto continua senza incidenti
17 luglio 2019

 MOLFETTA - Cronaca di un successo annunciato. Era nell’aria, era cosa nota ma per gli oltre cinquemila fan accorsi ad accaparrarsi le prime file sulla Banchina Seminario, è stato un evento che sarà ricordato. Anche per Maurizio Pisciottu (chi era costui?), il rapper sardo, conosciuto come Salmo, Molfetta sarà un evento da non dimenticare. E già! La location scelta ricorda, a suo dire la sua amata isola, la sua città, Olbia.

Salmo sa scatenare i suoi fan, sa toccare le corde di adolescenti, giovani e accompagnatori, questi ultimi chiamati ad una mission impossibile: cercare di capire i testi, dimostrarsi preparati di fronte a figli per i quali Salmo è una leggenda. L’attesa alle file per l’entrata si registra già alle 15,30 e, con grande stupore, non sono solo adolescenti! Anche l’ultimo coraggioso che ha esclamato: “Ma chi è ‘sto Salmo’?” ha dovuto tacere per non essere apostrofato come “vecchio, antico” o nella migliore delle ipotesi, essere guardato con sufficienza o commiserazione.

Le ore passano, i ragazzi socializzano, Molfetta indossa uno dei suoi più bei tramonti che da solo vale tutte le ore di attesa. A riscaldare i fan, nell’attesa, suonano i Linea 77, e già per una mother come me, la cosa si fa interessante: Sono bravi e sanno tenere la scena per oltre 40 minuti. Poi eccolo, appare lui, in carrozzella perché neanche un salto imprudente sul suo campo di battaglia, può fermare il nostro eroe: “Ragazzi non fate fermare i vostri sogni!”. Un po' quello che direbbe un genitore. La cosa mi prende ancora di più. 90 Min., Stai zitto, Mic Tazer. Russel Crowe, e tutti i successi contenuti nell’ultimo Playlist (2018). Attesissimo, ma temutissimo per noi old, il pogo, momento in cui gli spettatori si dividono in due ali per mischiarsi e ballare insieme. Innovativo, inesauribile, incontenibile, dotato di grande tempismo per aver saputo sedare gli animi a seguito del cedimento di una transenna.

Salmo ha parlato, cambiato la scaletta, gestendo l’improvviso incidente con calma e razionalità, le stesse che voleva trasmettere al suo pubblico perché la musica deve solo essere divertimento. Il cielo nella stanza, Ho paura di uscire2, i pezzi di chiusura. Salmo è bravo, ha grinta, il feeling col D.J. Slait si respira.

“Questa è l’Italia, è una mente contorta, chiudi la bocca o ti levan la scorta, l’informazione, sai, qui non informa. I razzisti che ascoltano hip hop, qualcosa non torna. Italia, il suo fascino snob, Milano e la scia dello smog. Un’opera vecchia che dura da un tot, non trova un finale come Turandot. Poteri forti, aprono i conti ma chiudono i porti, rubano i soldi, impossibile opporsi”.

Mi piace, mi piace, mi piace quello che dice. Questa bella serata è solo l’inizio, un bel concerto, entusiasmo ritrovato, scontro generazionale evitato e pace fatta mamma-figlio.

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Beatrice Trogu

 

Autore: Beatrice Trogu
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