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In cammino verso casa … in canoa Da Vieste a Molfetta, l’esperienza di Giulio Pisani ed Enzo de Candia
29 luglio 2021

 C'è chi cammina a piedi su sentieri segnati, chi in compagnia di un asino o in groppa al suo cavallo, chi solca il mondo in moto o sulle ruote della sua bici.

E c'è chi si affida ai venti e alle correnti, mentre pagaiando ammira la costa della sua terra, accarezzandola con sguardi di meraviglia.

Io, Giulio Pisani, insieme ad Enzo de Candia, abbiamo scelto un mezzo di mobilità sostenibile: il kayak. Partendo da Vieste il 24 luglio, dopo 140 km percorsi sempre a 300 mt. dalla costa nel rispetto delle norme di navigazione, abbiamo raggiunto il porto di Molfetta nel pomeriggio del 26, facendo tappa a Manfredonia e Barletta, dove siamo stati accolti con calore e grande spirito di amicizia.

Rinunciare a tutto e portare con sé solo lo stretto indispensabile è già una conquista, per noi cittadini del III millennio; affidarsi alle correnti e alla sola forza delle braccia e del vento, spesso contrario, è un atto di coraggio e fiducia.

Le difficoltà non sono di certo mancate: l'arroganza delle grosse imbarcazioni che costeggiano il Gargano senza tener conto dei natanti, il vento che cambia verso generando onde lunghe e raddoppiando la fatica, la schiena e le mani che si ribellano ad una postura a lungo sempre uguale a se stessa, il sole che brucia la pelle, ma superarle tutte è una sfida cui vale la pena esporsi, per crescere e comprendere anche i nostri limiti.

Navigando con gli occhi pieni delle meraviglie che il paesaggio del Gargano visto dal mare regala, ci si innamora del silenzio che, interrotto solo dallo sciabordio dell'acqua, dà pace.

Ci si innamora di questa nostra costa, che, come un merletto prezioso, si rivela sempre più bella, ricca di grotte segrete e falesie bianchissime.

Se tutti ci innamorassimo un po' di più dei luoghi che attraversiamo, se facessimo posto alle emozioni che suscitano, avremmo di certo più rispetto per la natura, forse diventeremmo capaci di accarezzarla senza calpestarla.

È questa la sensazione più nuova e bella che abbiamo provato durante la traversata: andare per mare, su una piccola canoa che non inquina, non fa rumore, è un po' accarezzare la costa, muoversi senza distruggere, ma solo lasciandosi conquistare dalla meraviglia.

Il silenzio come unico suono, accompagnato dal battito del cuore e dal rumore dei pensieri: c'è sentiero più dolce per arrivare a mettersi in Ascolto?

C'è stata emozione al momento dell'ingresso in porto, quando le due canoe, scortate da due barche a vela dell'Associazione Mediterraneo, hanno salutato il Duomo e la Basilica con grande entusiasmo e senso di gratitudine.

Un sogno che diventa progetto e poi si trasforma in realtà ha sempre quel senso d'incredibile, come una magia e ci rende consapevoli degli infiniti luoghi in cui possiamo spingerci, se lo desideriamo veramente.

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