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Il vescovo di Molfetta: Il coronavirus non è un castigo divino”
Mons. Domenico Cornacchia
13 marzo 2020

MOLFETTA – Anche il vescovo della diocesi di Molfetta, mons. Domenico Cornacchia offre ai fedeli una riflessione su questo tempo di coronavirus con un videomessaggio.

«Da parte mia un invito a riflettere, pensare. Ciò che stiamo vivendo non è un castigo o una punizione divina. Purifichiamo il nostro linguaggio la nostra mente e il nostro cuore. E' una prova ma può diventare un mezzo attraverso il quale noi recuperiamo maggiore serenità nel nostro vissuto personale. Desidero dire che questo momento può essere un'opportunità. Probabilmente eravamo abituati a un ritmo di vita superaccelerato, ci siamo un po' distratti l'invito dei nostri amministratori a non inquinare l'ambiente che ci ospita, a cercare di monitorare le emissioni che comunque hanno avvelenato il nostro pianeta. Vorrei che tutti quanti noi accettassimo questo momento di fiducia e speranza. Sono certo che quando una cosa viene desiderata, viene più amata. Due persone che si vogliono bene anche a distanza, si dicono cose belle.

Cerchiamo di recuperare ciò che c'è di positivo in queste situazioni. Torniamo ad ascoltare. Mettiamoci nei panni di chi è costretto per tanto tempo a rimanere in casa. Riflettiamo sulla parola di Dio, leggiamo qualche brano del Vangelo, scriviamo delle riflessioni personali, telefoniamo le persone sole. Invito ogni famiglia a recitare per 15 minuti al giorno delle preghiere, a leggere il brano del Vangelo della domenica. Bonifichiamo il lessico e il modo di parlare, di recepire le cose che ascoltiamo.

Invito i sacerdoti a stare vicino alle famiglie. Siate disponibili a soccorrere nelle emergenze, a confessare con le dovute precauzioni, a diffondere messaggi audio e video. Collaboriamo tutti, laici e presbiteri. Trasmettiamo mediaticamente questi messaggi. Io resto permanentemente nella Diocesi, come il pastore all'orizzonte mi prenderò cura delle pecorelle all'orizzonte. Sto riservando più tempo alla meditazione alla preghiera.

Anche se non ci si vede con gli occhi del corpo, siate certi che il vescovo e i vostri sacerdoti pregano con voi e per voi».

 

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