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Il sindaco di Molfetta replica duramente alle fake news locali: i positivi al coronavirus sono scesi a 2 e non aumentati a 11
Il sindaco Tommaso Minervini
12 maggio 2020

MOLFETTA – Dura replica del sindaco Tommaso Minervini a coloro che comunicano dati diversi e non ufficiali sul numero dei positivi al coronavirus a Molfetta. Il numero, infatti, è sceso a 2, mentre alcuni siti parlano di dati discordanti e indicano in 11 le persone positive.

"I dati ufficiali sono questi, non vado dietro a illazioni sulle presunte cartine che circolano. Compito del sindaco è fornire dati ufficiali, verificati e formali", afferma Tommaso Minervini.

La replica di Minervini è diretta soprattutto a un sito commerciale locale, tra l’altro fiancheggiatore dell’amministrazione di destracentro. Uno scontro imprevisto o un progressivo distacco dal collateralismo abituale?
Forse semplice rimprovero per chi, pur di fare notizia, comunica dati non verificati. Ma si sa, la comunicazione e l'informazione non si possono improvvisare e la scarsa professionalità porta anche alla diffusione delle fake news, che però, possono creare ingiustificato allarmismo.

Dall’altro lato, non va sottovalutata la pericolosità degli assembramenti e del clima da “liberi tutti” che c’è in giro a Molfetta.

Il sindaco è contrario alle sanzioni e preferisce affidarsi al buonsenso e alla responsabilità della popolazione (con elezioni alle porte, non conviene essere rigidi). Ma talvolta non basta. Ci si chiede: dove sono gli agenti della polizia locale, come dicono tanti cittadini? Come mai non sanzionano chi trasgredisce le regole? Eppure è così facile, non c’è bisogno di strategie e posti di blocco: è sufficiente andare al lungomare (e domenica alla prima cala), per vedere che nessuno rispetta il distanziamento sociale e il divieto di assembramento.

Ma, forse, gli ordini (del sindaco ombra?) sono quelli di lasciar correre, proprio per motivi elettorali?

Il sindaco Minervini appare anche contrariato da queste situazioni, di fronte alle quali sembra impotente: "Il nostro livello di responsabilità è stato molto alto nella prima fase 1, infatti abbiamo contenuto l'infezione grazie ai nostri comportamenti – dice Minervini -. Questo non significa che dobbiamo abbassare la guardia. Sarò costretto a chiudere tutto se si verificano comportamenti come sabato e domenica, voglio responsabilità collettiva e che ciascuno contagi l'altro sulla responsabilità e sulla civiltà".

Senza arrivare a misure drastiche, basta controllare nei luoghi giusti e soprattutto sanzionare chi trasgredisce le regole. Anche come deterrente. Ma, in particolare, per una forma di rispetto verso chi rispetta le regole ed è adirato con gli amministratori per questa inspiegabile leggerezza.

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