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Il sindaco di Molfetta non tollera le critiche alla sicurezza per l’inefficienza amministrativa della notte di fuoco di Capodanno. E rovescia le frittate L’opposizione di destra elogia i concerti in piazza della Natalicchio, mentre Minervini parla di sciacallaggio. La campagna elettorale è già iniziata per tutti
Il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini in una fotografia di Mauro Germinario
03 gennaio 2018

MOLFETTA – Il sindaco di Molfetta Minervini ha perduto la sua calma, anche perché la sconfitta sul piano della sicurezza, dopo la notte di fuoco di Capodanno, brucia e non tollera le critiche delle opposizioni di sinistra e di destra (quest’ultima, pur di criticare Tommaso, è arrivata perfino ad elogiare i concerti in piazza di Paola Natalicchio: che si deve fare per sopravvivere!).

Così Tommaso Minervini ha dettato un comunicato in cui informa (con ritardo) di aver partecipato alla manifestazione unitaria di tutte le città dell’Area Metropolitana, contro l’omicidio dell’anziana signora a Bitonto: «Tutti uniti, Amministrazioni e opposizioni di queste».

Poi passa all’attacco, sostenendo che una vettura bruciata e qualche cestino dei rifiuti distrutto, non costituiscono un problema, soprattutto se confrontati con quello che è avvenuto altrove: «Molfetta - pur con l’ennesimo incendio di auto, come da anni si registrano a Molfetta e di cui faremo il punto con le Autorità Giudiziarie competenti e un cestino gettacarte ed un cestino per rifiuti canini spappolati - non è entrata nel novero delle Città martoriate di questo Capodanno, che hanno registrato feriti e ben altro».

E quindi rovescia la frittata: «Eppure in tutte le città si è fatto quadrato e barriera contro i balordi! Solo a Molfetta non una parola contro i balordi, che pur hanno maturato in tutti questi anni di anomia e mancanza di ordine pubblico il loro residuo di spavalderia. A Molfetta invece subito e solo polemiche e sciacallaggio contro l’Amministrazione».

E quindi la facile accusa di gratuita propaganda politica in vista delle elezioni: «Un’altra opportunità sfruttata per fare propaganda gratuita per le prossime elezioni politiche».

Non poteva mancare la cornice del “complottismo” e dei manovratori esterni: «Eravamo già abituati e conosciamo bene le parti contaminate da “manine politiche” che hanno preparato l’ ”attesa dell’angoscia” e oggi preparano la loro campagna elettorale».

E addirittura si arriva a minacciare azioni penali: «Ci riserviamo di valutarne la valenza penale del loro comportamento. I cittadini razionali sanno distinguere chi intorbidisce da chi prova a curare con gradualità le ferite profonde accumulatesi in questi anni».

Insomma, se non siamo ancora a scimmiottare il fascismo, poco ci manca. A frequentare le destre della sua coalizione, ci si contamina inevitabilmente.

E quindi, il pistolotto finale: «Noi siamo stati eletti per rappresentare la Molfetta positiva. A noi l’Amministrazione del fare. Lasciamo agli altri la propaganda facile ma triste».

Che dire, se non ripetere quello che abbiamo già scritto, perché non facciamo il copia e incolla delle delibere dell'albo pretorio o dei comunicati inviati in anticipo a qualche testata amica (“quello che gli altri non dicono”)? Sarebbe stato meglio ammettere la sconfitta con il proposito di migliorare la sicurezza e l’efficienza di intervento (che ora è mancata), per il prossimo anno. Questo sarebbe vera amministrazione del fare, non gli ammonimenti a “non disturbare il manovratore”. Il resto sono solo slogan elettorali, anche questi, perché le elezioni politiche saranno un banco di prova pure per alcune delle forze politiche dell’amministrazione di destracentro delle liste ciniche. Per cui meglio partire in anticipo, magari colpendo per primi.

Che desolazione la politica di questa città!

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