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Il Rotary di Molfetta ricorda Nazario Sauro e la Regia Marina nella I guerra mondiale
Sauro, Chetta, Silvestri, Franseva e Tarantini
28 aprile 2018

MOLFETTA – “Nazario Sauro e la Regia Marina Italiana nella I Guerra Mondiale”. Questo il titolo della conferenza organizzata presso l’Hotel Garden di Molfetta dal locale Rotary Club con la partecipazione dell’Interclub di Bitonto e Corato. L’evento si inserisce nel quadro delle attività volte a ricordare e commemorare – a cento anni di distanza – la Grande Guerra, l’eroismo e il sacrificio di tanti marinai che sono morti in mare e che hanno contribuito con la loro opera alla realizzazione della nostra storia nazionale, prima e a gettare poi le premesse fondamentali per la costruzione dell’identità europea. Ad aprire la serata, il presidente del Rotary Club di Molfetta – Giuseppe Chetta – che ha portato ai presenti i saluti di rito, insieme al presidente del Rotary di Bitonto Bruno Franseva e di Corato Gianfranco Tarantini. Presente anche il rappresentante del Governatore Domenico Silvestri.

La parola è passata poi all’illustre relatore, Romano Sauro – ammiraglio della Marina Militare Italiana, Presidente nazionale della Lega Navale Italiana nonché nipote dell’eroe Nazario Sauro – che ha coinvolto i presenti in un viaggio in cui l’aspetto “marino” del primo conflitto mondiale, tradizionalmente poco conosciuto, ha trovato la giusta dimensione e valorizzazione al pari della “guerra in trincea”.

Ha raccontato di quel memorabile 10 agosto 1916 - data in cui Sauro saliva al patibolo gridando «Viva l’Italia», «Viva la Libertà» - ideali soffocati e repressi dall’impiccagione consumatasi a Pola per alto tradimento ad opera dell’Austria – Ungheria. Non è mancato il ricordo di Sauro uomo, nonno e poi eroe. Nato a Capodistria il 20 settembre 1880 da padre marinaio e madre istriana. Ebbe cinque figli cui dette nomi di libertà: Nino (omaggio al generale, politico e patriota italiano Nino Bixo), Libero (espressione palese del concetto di libertà), Anita (in ricordo della moglie di Giuseppe Garibaldi), Italo (omaggio alla sua amata Patria) e Albania (in ricordo del suo impegno in Albania contro l’invasione turca). Da qui l’idea di Romano Sauro di scrivere il libro Nazario Sauro. Storia di un marinaio (La Musa Talìa Editore, pp. 478), incentrato sulla vicenda umana, politica, militare ed ideale di suo nonno attraverso il recupero di fonti edite e documenti inediti recuperati dall’archivio di famiglia, dai ricordi familiari e testimonianze. Un libro – scritto in parte a quattro mani con il figlio Francesco - ricco di parole che rimandano al mare, alla navigazione, alla corrente di risacca. Un’opera particolare che rifiuta le etichette.

Di fatti come ha sottolineato l’autore, non si tratta di una biografia e nemmeno di un romanzo storico. È piuttosto un libro di reminescenze, colmo di valori che danno importanza all’esistenza. I ricordi riportati danno immediatezza allo snodarsi della cronaca e consegnano il lettore alla vita di Nazario, i cui tratti distintivi sono rappresentati dall’impegno e dal rispetto. Insomma si potrebbe definire una storia senza tempo rivolta a lettori di ogni età. Un atto d’amore per l’amato nonno ma soprattutto una testimonianza che gridava a gran voce la voglia di uscire allo scoperto e che ha trovato terreno fertile nella valorizzazione di foto, documenti e lettere ritrovati dopo la morte del papà di Romano. Ma la sola stesura del libro non è bastata a fermare la voglia di “far sapere” dell’autore. Così è nato il progetto “Sauro 100 porti”.

Un viaggio itinerante con una vecchia barca a vela – uno sloop di 9 metri del 1983 di nome Galiola III – iniziato a Sanremo il 4 ottobre 2016 e che terminerà tra sei mesi a Trieste. Esattamente due anni. Un percorso durante il quale verranno toccate, circumnavigando l’Italia, tutte le regioni costiere italiane (e qualcuna estera) per un totale di 100 porti e quasi 400 mila miglia di navigazione a vela. Come ha spiegato l’ammiraglio - la finalità di questo viaggio non ancora terminato e che si concretizza nelle scuole attraverso l’organizzazione di conferenze e la presentazione del libro – è quella di trasmettere ai giovani l’amore per il mare e far loro comprendere che dal mare possono trarre occasione di arricchimento etico, morale e culturale per le opportunità che esso può offrire anche come punto di incontro di popoli, culture e religioni diverse.

Ma non si tratta solo di questo. Il progetto ha anche l’intento di recuperare storie, racconti e luoghi della memoria, far conoscere un particolare aspetto del primo conflitto mondiale, quello della guerra sul mare e comunicare le sensazioni e il coinvolgimento familiare che hanno portato l’autore ad approfondire la figura di Nazario Sauro. L’obiettivo è quello di far comprendere alle nuove generazioni che la Storia siamo noi e che si può partire dalle esperienze familiari attraverso il racconto delle innumerevoli sofferenze individuali, vicende personali e memorie straordinariamente identiche che patirono i contendenti di entrambi i lati del confine per approfondire e farci amare la storia.

Non in ultimo, l’importanza di far riflettere le nuove generazioni sui valori della solidarietà, dell’impegno, della libertà, della giustizia che caratterizzarono la vita, le azioni e la figura di Nazario Sauro. La lectio di Romano è stata intervallata dalla visione di alcune foto scattate durante il suo peregrinare e dalla lettura di alcuni stralci del libro, il cui ricavato è destinato all’associazione Peter Pan Onlus che si occupa dell’accoglienza di bambini onco – ematologici.

La serata si è conclusa con gli interventi dei presenti che hanno chiesto a Romano Sauro ulteriori curiosità relative a quel particolare periodo storico e alla figura di suo nonno.

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Autore: Angelica Vecchio
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