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Il Presidio di “Libera” di Molfetta: troppi errori degli scout nel dare le informazioni sulla giornata di sensibilizzazione alla lotta contro le mafie. I ritardi dell’amministrazione Minervini sui beni confiscati alla criminalità
17 aprile 2018

MOLFETTA – Le notizie fornite dagli scout dell’Agesci e del Cngei sulla giornata di mobilitazione e sensibilizzazione alla lotta contro le mafie, secondo il Presidio Libera di Molfetta non sarebbero esatte, motivo per cui hanno è stato inviato un comunicato nel quale si specificano meglio autorizzazioni e gestioni del fondo confiscato alla criminalità, con alcune critiche per i ritardi dell’amministrazione Minervini nella formalizzazione delle relative procedure, compresa l’intitolazione al sindaco Gianni Carnicella.

«Si fa riferimento al "contributo dell’ins. Franca Carlucci e dott. Giovanni Tritto, referenti del coordinamento del presidio dell’associazione “Libera”, sezione di Molfetta". In merito a questa frase – dice il comunicato -, il Presidio intende specificare che non c'è stato un contributo ufficiale da parte del Presidio stesso e dei due membri citati, contattati dagli scout solo per la richiesta di informazioni sul fondo. Inoltre, si specifica che il coordinamento attuale del Presidio di Molfetta - non "sezione"- è costituito da Franca Carlucci, Vincenzo Mastromauro e Sergio Amato. 

Il Presidio intende anche chiarire che non ha la gestione del fondo confiscato in Contrada Messer Mauro, luogo nel quale si è svolto l'evento di cui si parla nell'articolo. Dunque, è imprecisa la dicitura "previa autorizzazione dell’associazione “Libera”", in quanto il solo ente deputato all'autorizzazione è il Comune, a cui il bene è attualmente affidato.

Detto ciò, abbiamo comunque apprezzato l'articolo, perché in esso si evidenzia il lavoro svolto nei gruppi scout sul tema della mafia e delle vittime innocenti della mafia. 

Il fatto che il percorso sia stato concluso con delle attività all’aperto in quel fondo ci conferma che i beni, frutto di attività illegali, non solo devono essere confiscati ma anche restituiti in tempi ragionevoli alla comunità, perché se ne faccia un uso sociale, come prevede la legge Rognoni - La Torre.

I cinque beni confiscati nel territorio molfettese sono divenuti patrimonio cittadino sin dal lontano 2001.

Nel 2013 si è svolta una biciclettata al fondo con la partecipazione dell'amministrazione allora in carica. Inoltre, nel luglio 2015 era stata prevista l’intitolazione al sindaco Gianni Carnicella (come leggibile sul pannello installato presso il fondo), ma l’evento e la formalizzazione di tale atto non sono mai avvenuti, purtroppo, per cause impreviste. 

Ci auguriamo che l’attuale amministrazione cittadina riprenda l’idea di realizzare questo evento e inserisca la cura del fondo nella normale manutenzione dei beni pubblici».

 

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