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Il Pd deve assumere le sue responsabilità per formare un governo: non può tirarsi indietro
20 marzo 2018

Caro Direttore,

In un momento politico di difficile lettura, mi permetto inviarLe un mio modestissimo scritto. Parto dai risultati elettorali, scaturiti da una legge elettorale voluta, studiata e scritta perché, nessuno potesse risultare vincente. Una legge però, che alla fine, avrebbe consentito di fare un governo, con il Pd determinante.

Il risultato è stato diverso da quello ipotizzato e sperato, creando situazioni nuove ed inattese, con il Pd e Fi sconfitti.

Colpa anche di chi non ha saputo capire, il grande desiderio di cambiamento e di pulizia che il popolo chiedeva. Tutto questo però, arriva in momento in cui il Paese, ha assoluto bisogno di essere governato, perché ancora non è uscito definitivamente dalla crisi, sempre alle prese con il suo enorme debito pubblico che, lo limita e lo condiziona pesantemente e con i tanti problemi, vecchi e nuovi che vanno subito affrontati.

Il Pd, pur con la sconfitta, con il 18% risulta, per nostra fortuna, determinante e dunque indispensabile. Non può e non deve tirarsi indietro. Deve solo accettare il risultato e guardare avanti. Nessuno oggi, deve scappare, tutti devono avvertire il peso della responsabilità, perché in discussione non è la sorte di un partito o la carriera politica di qualcuno ma, il Paese con i suoi problemi, che forse va ridiscusso e ripensato.

Anche la legge elettorale che ci ha permesso di “votare” altro non era che, un porcellum appena ripulito che, ancora una volta, portava in Parlamento dei nominati, malgrado la sentenza N° 1/2014, della Suprema Corte che dichiarava il porcellum incostituzionale. Posso sicuramente sbagliare, ma penso che, anche lo spirito della legge elettorale che, non permetteva di scegliere e di eleggere, toccando la suscettibilità dell’elettore, alla fine ha inciso sui risultati elettorali.

Dobbiamo augurarci, nell’interesse del Paese, che la Suprema Corte che, fra non molto, dovrà esaminare i ricorsi, avversi l’attuale legge elettorale (Rosatellum) vorrà rilevare anche la dipendenza e la soggezione degli eletti nei riguardi dei segretari di partito. Non è pensabile che questi parlamentari, così nominati, possono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato, come previsto dall’Art, 67 della Costituzione. Questo è uno dei problemi da affrontare subito, perché, un Parlamento direttamente eletto è più responsabile, funziona sicuramente meglio.

Il momento è molto difficile, ma dobbiamo necessariamente affrontarlo, tutti assieme, con il Pd e le sue responsabilità, in prima fila, perché è un partito che ha alle spalle una grande storia, una grande esperienza politica e di governo ed ha i numeri da far pesare. Il Pd, dunque, è assolutamente indispensabile per la formazione di un governo o per sostenerlo. Un Governo, non per fare solo una nuova legge elettorale, ma per governare, ovviamente senza le politiche assistenziali, perché queste non creano ricchezze ne posti di lavoro ma, politiche atte ad assicurare un futuro al Paese.

Non dobbiamo ripetere gli errori del 1980, quando si abbassò il limite del pensionamento a 55 anni per gli uomini e 50 per le donne. Il risultato fu disastroso.

Nel 1983 il debito dell’INPS risultò di 50.000 miliardi! Dobbiamo, assolutamente scongiurare il ritorno alle urne, perché potrebbe risultare disastroso.

Vitangelo Solimini

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