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Il Panathlon Molfetta ricorda Giosuè Poli a 50 anni dalla morte
L'intervento del presidente Spagnoletti
08 aprile 2019

 MOLFETTA - Una costellazione di stelle ha reso più splendente la grande stella che ha illuminato lo sport italiano, pugliese e molfettese. Il 5 aprile alle 17,30 presso la sala del Consiglio comunale “Giovanni Carnicella” si è svolta una solenne manifestazione per ricordare i 50 anni dalla morte del capitano Giosuè Poli (20 febbraio 1903-5 aprile 1969), organizzata dal Panathlon Club di Molfetta con il patrocinio del Comune e con la fattiva collaborazione della famiglia Poli e del rag. Luigi de Lillo, figura carismatica dello sport molfettese.

La manifestazione, cui ha presenziato – oltre che un pubblico numeroso e attento - il Sindaco della nostra città Tommaso Minervini (che ha pronunciato un sobrio e fattivo discorso sulla politica sportiva perseguita dall’Amministrazione da lui diretta, specie in tema di impiantistica), ha visto la partecipazione del generale Gianni Gola, presidente onorario della FIDAL, di Giuseppe Gentile, medaglia di bronzo nel salto triplo alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, di Angelo Giliberto, presidente del CONI Puglia, di Giacomo Leone, vincitore della maratona di New York del 1996 e presidente della FIDAL-PUGLIA, e del giornalista Gaetano Campione.

Il presidente del Panathlon Club Molfetta, prof. Angelantonio Spagnoletti ha esordito ricordando la figura di Giosuè Poli non soltanto come atleta e dirigente sportivo, ma come educatore e scrittore. Il capitano, autore di libri e di numerosi saggi, rivendicava la funzione formatrice dello sport, la sua capacità di esaltare la personalità dell’atleta senza annichilire le forme e le modalità del proprio inserimento nella società.

Studio e sport erano per Poli i due pilastri sui quali si doveva sorreggere la formazione dell’atleta, specie se adolescente e giovane e, di fronte alla incipiente professionalizzazione delle attività sportive e alla creazione di miti che avrebbero portato a forme di divismo delle quali siamo ben consapevoli, connotati dalla spasmodica ricerca di denaro e di celebrità, egli celebrava lo “sport della passione” e riteneva la sua opera educativa un apostolato, che aveva in sé qualcosa di donchisciottesco, ma che meritava di essere perseguita.

Gli interventi degli illustri relatori si sono mossi sulla stessa falsariga, aggiungendo episodi e momenti di vita vissuta e di esperienza scaturiti dal contatto con Giosuè Poli. Da quelle relazioni è venuta fuori non soltanto l’immagine dello sport come strumento di educazione e di formazione attraverso il sacrificio e l’abnegazione e l’invito a cimentarsi con le proprie capacità e con i propri limiti, ma –soprattutto- il quadro dei magnifici anni ’60 del XX secolo dell’Italia, quelli del miracolo economico, quando il nostro paese fu capace di superare le gravi difficoltà che lo attanagliavano, di procedere ad uno sviluppo industriale che lo avrebbe posto all’avanguardia tra le potenze europee e di esprimere grandi campioni dello sport che lo hanno illuminato, soprattutto in occasione delle indimenticabili Olimpiadi di Roma.

Il Centro di Preparazione Olimpica di Formia – è stato rilevato -  ideato nel 1953 dall’allora presidente della FIDAL Bruno Zauli e inaugurato nel 1955 da Giulio Onesti, presidente del CONI, ha costituito la fucina per grandi campioni italiani che lo hanno frequentato insieme ad altri atleti provenienti da molti paesi stranieri.

La dott.ssa Vera Poli, successivamente, ha ricordato con toni delicati e commossi alcuni episodi della vita del padre sottolineando l’importanza dell’archivio di sue lettere, memorie, foto conservato nel palazzo Fizzarotti di Bari, dichiarato di interesse storico nazionale, e il dott. Corrado Minervini ha tenuto un estemporaneo e apprezzato intervento nel corso del quale ha ripercorso i momenti salienti della biografia di Giosuè Poli.

Alla manifestazione laica è seguita una cerimonia religiosa, presso il Duomo vecchio di Molfetta, nel corso della quale l’officiante, il parroco don Luigi Samarelli, ha ricordato la funzione di Giosuè Poli come seminatore di idee e di valori che travalicano l’ambito sportivo.

A conclusione della manifestazione religiosa il presidente del Panathlon Club di Molfetta ha ringraziato tutti coloro che hanno dato il proprio contributo al successo della serata e, a nome del sodalizio, si è dichiarato fedele sostenitore degli ideali che hanno animato l’attività di Giosuè Poli: solidarietà, cameratismo, rispetto e fair play nello sport. Si è impegnato, altresì, a promuovere ulteriori iniziative che possano diffondere quegli ideali che sono propri del mondo dello sport, ma anche e soprattutto della società civile.

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