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Il mistero della mezzaluna di Maria Antonietta Binetti
16 luglio 2018

La vocazione di narrare fiabe spesso nasce dal desiderio di offrire luce, laddove si ravvisino condizioni di oscurità. Dal bisogno di dimostrare come un’esistenza che si apra all’alterità ne riceva un arricchimento tale da aiutare l’uomo a superare il senso di incompiutezza che spesso lo attanaglia.

Questo emerge chiaramente nel Mistero della mezzaluna di Maria Antonietta Binetti, docente di lingue straniere presso la scuola secondaria di primo grado “Ettore Fieramosca” di Barletta. Pubblicata nel 2012 per i tipi dell’Editrice Rotas, la fiaba, nell’ambito del concorso Il grande ulivo di Godland: dalle radici al cielo, è stata musicata, divenendo una sorta di “operetta per ragazzi”, dalla classe II G della scuola media “Vaccina” di Andria, guidata, nell’operazione, dall’insegnante Giovanna Tricarico, diplomata in Clavicembalo, Organo e composizione organistica e Pianoforte. La versione musicale, in tre atti, è stata recentemente edita, con le partiture, sempre da Rotas; l’invenzione fiabesca è al centro di un progetto di lettura itinerante, condotto dall’autrice stessa, nelle scuole della regione. Non si tratta della prima opera della scrittrice pugliese; nella stessa collana sono stati editi altri testi, tra i quali menzioneremo Il signorino di Dreaming Hills.

Un’atmosfera patinata caratterizza Il mistero della mezzaluna, ambientato «in un piccolo atollo verde perso nell’oceano della “Luna incantata”». Al centro dell’intreccio una leggenda: la «malinconica mezzaluna gialla» cui gli abitanti erano abituati avrebbe ceduto il posto alla Luna piena, «solo qualora fosse stata testimone della nascita di un nuovo grande ed eterno amore». S’innesta qui la storia del giovanissimo e bel conte Manuel, un sognatore, amante della lettura e della danza, continuamente frustrato nel suo desiderio di impegnarsi politicamente. A cambiare la sua vita (e non solo) l’incontro con una donna angelicata sullo scenario di un terribile terremoto.

La fiaba, corredata dalle belle illustrazioni di Maria Serena Campanalunga, è connotata da un andamento sognante, dal linguaggio a tratti ricercato e arcaicizzante, ma sempre accessibile, dalla forza dell’insegnamento morale. Essa esorta all’amore per la musica e per gli esseri umani, un vero e proprio imperativo etico soprattutto quando la sfortuna li ha resi vulnerabili, e sostiene l’assunto che coltivare gli ideali non sia soltanto un’utopia, perché prima o poi questa tensione appaga o, quantomeno, potrà avvicinarci ad altre anime sognatrici.

Sono i punti di forza di una storia costruita per conferire vigore ai giovani sogni e, più in generale, a tutti coloro che non smettono di credere che gli uomini possano volare soltanto restando abbracciati.

© Riproduzione riservata

Autore: Gianni Antonio Palumbo
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