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Il libro "Festa al trullo" di Chicca Maralfa presentato anche a Molfetta Iniziativa dell'Associazione "Il salotto" presieduta da Sabrina Monaco
Maddalena Pisani e Chicca Maralfa
24 dicembre 2018

MOLFETTA - La presentazione del libro “Festa al trullo” di Chicca Maralfa fa tappa anche a Molfetta. L’autrice di origini molfettesi, nonché giornalista e responsabile dell'ufficio stampa di Unioncamere Puglia ha presentato presso l’Auditorium Cuore Immacolato di Maria "San Filippo neri" il suo romanzo d’esordio.

Dopo l'introduzione della presidente dell'Associazione culturale "Il salotto", Sabrina Monaco, organizzatrice della serata, ha dialogato con la Maralfa, Maddalena Pisani che ha spiegato come la Maralfa nel suo libro abbia utilizzato la protagonista – Chiara, nota influencer di moda - come strumento per raccontare in maniera divertente, ma allo stesso tempo acuta e pungente la Puglia turistica e il Salento in particolare. Territori che sempre più si stanno trasformando in una specie di set permanente sfruttando i prodotti tipici piuttosto che le architetture rurali e dove persino gli ulivi secolari sono minacciati dalla potatura cosiddetta a “barboncino” per diventare anch’essi di tendenza.

Insomma un romanzo tardivo, come lo ha definito la stessa scrittrice che va oltre lo steccato del racconto legato al territorio e si interroga sulla società odierna e le moderne tecnologie legate soprattutto all’utilizzo dei social divenuti fondamentali e quasi irrinunciabili nelle nostre vite. La storia si snoda intorno all’organizzazione di una grande festa nella proprietà di Chiara per il lancio di un nuovo brand “Ciceri&tria” (nome di un piatto tipico salentino).

Qui si innesca un corto circuito esplosivo con gli abitanti del posto che si sentono "violati" negli spazi e nelle tradizioni usate per farne merce. Un paradosso grottesco che trova la sua massima espressione nell’allestimento di un set felliniano 2.0 dove la gente del posto è costretta a interpretare se stessa. Insomma – come spiega la Maralfa – è la storia di un conflitto di chi non sopporta l’invasione dei portatori di nuovi costumi a tal punto da vedere minacciato il proprio ecosistema esistenziale fino a reagire con atti estremi.

A fare da sfondo alla serata – che avrà un tragico epilogo – una distesa di meravigliosi ulivi secolari colpiti da un killer silenzioso, il batterio Xylella. Dunque si tratta di un romanzo divertente reso autentico dall’utilizzo di nomi e cognomi tipici del posto attribuiti ai personaggi e da qualche intermezzo dialettale. Nomi e cognomi tra l’altro di gente reale che l’autrice ha conosciuto durante i diversi soggiorni estivi in quella terra dove l’ospitalità seguiva ancora certi canoni nel rispetto dei luoghi e dell’alternanza delle stagioni.

Ma ad un certo punto è cominciato il cinema. Il finto ha cominciato a convivere col vero tanto che in buona parte dei casi lo spirito del tempo ha preso il sopravvento su quello dei luoghi. Ed è proprio a questo punto della storia che la scrittura si veste di un tono critico verso una società che si sta involvendo misto ad una certa nostalgia per la costante perdita di autenticità della propria terra.

Ma oltre alla sue note noir e grottesche, il libro si fa portatore di una vera e propria parodia quasi di un tempo di confine tra passato e futuro in cui il ruolo della politica dovrebbe essere quello di mettersi al timone di un cambiamento positivo e coerente. Un’evoluzione che rappresenterebbe per queste terre che pagano lo scotto della piaga della disoccupazione, una vera e propria opportunità di riscatto. Come ha spiegato la Maralfa, la scelta dei luoghi è stato anche un pretesto narrativo per contribuire alla valorizzazione di un affascinante contesto rurale fatto di masserie, trulli, buon cibo, aria pulita e tanto altro.

Nel corso del piacevole ping pong con la Pisani e dopo la lettura di alcune pagine del libro da parte di Elisabetta Altamura, l’autrice ha svelato che il personaggio di Chiara nel libro è stato ispirato più che dalla Ferragni – come si potrebbe facilmente intuire - da Anna Dello Russo, giornalista italiana e direttrice creativa di Vogue Japan dal 2006. Un'icona fashion – di origini baresi - molto amata dal web e considerata una delle donne più importanti e capaci al mondo. Ma non finisce qui. Anche il brand brand “Ciceri&tria” – depositato dalla Maralfa – è ispirato al più noto brand “Dolce & Gabbana”.

“Festa al trullo” non è solo un romanzo ma anche un concept editoriale. Se i social sottraggono tempo alla lettura, perché non usarli per promuoverla come una sorta di rimedio omeopatico?
L’uscita in libreria è stata infatti preceduta da una campagna social e dall'apertura di un sito http://www.festaltrullo.it, creato per conoscere i personaggi della storia e i raccontati come fossero protagonisti di una fiction, i luoghi in cui si svolge che diventano set paesaggistici da visitare, tradizioni e piatti citati che sono integrati in metatesti di approfondimento di quanto narrato. Nonostante questo romanzo abbia tanti rimandi trasversali il messaggio chiaro e forte che ne viene fuori è univoco: comprendere il mutamento dei contesti cui questi territori sono assoggettati e ricomporne l’autenticità soprattutto attraverso un intervento politico che miri alla loto tutela senza farsi lusingare dal effimere strumentalizzazioni e speculatori senza scrupoli.

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Autore: Angelica Vecchio
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