Speciale: Il Mezzogiorno d'Italia
Il crollo del fascismo e il secondo dopoguerra
NAPOLI - 6.10.2007 La tragica caduta del regime fascista, culminata con la fucilazione di Mussolini e di altri gerarchi rimastigli fedeli nell’aprile del 1945, sembra delineare un profondo iato politico tra Nord e Sud del paese, rimasti divisi per due anni dalla linea del fronte. Infatti, per ragioni prevalentemente militari l’esperienza della Resistenza coinvolge in modo profondo l’Italia settentrionale della Repubblica di Salò, a fronte dell’affermazione delle forze politiche moderate nel Regno del Sud occupato dagli anglo-americani. Contro il “vento del Nord” le forze conservatrici della Sicilia contribuirono ad alimentare il movimento separatista, dotandolo di una propria forza armata: l’Esercito Volontari per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS). Dopo la repressione armata del movimento sorretto dai latifondisti e dalla mafia, il governo Parri concede alla Sicilia il riconoscimento dell’autonomia regionale. Il referendum popolare per scegliere tra repubblica e monarchia vede uscire vincitrice la prima, ma il paese è spaccato in due: la repubblica si afferma nel Settentrione, mentre nel Meridione esce vincitrice la monarchia. La nomina di Enrico De Nicola (foto), liberale moderato di orientamento monarchico, a Presidente della Repubblica mira a compensare il Mezzogiorno per la vittoria della repubblica. Anche i risultati delle elezioni per la Costituente confermano il divario tra Nord e Sud: socialisti e comunisti si affermano al Centro-Nord; Democrazia cristiana e moderati (liberali, monarchici e Uomo qualunque) si affermano al Sud. La costituzione entra in vigore il 1 gennaio del 1948. Essa è il risultato di un compromesso tra le forze politiche di orientamento marxista, cattolico e liberale. Pertanto, vi sono presenti delle contraddizioni come, ad esempio, il riconoscimento della proprietà privata da un lato, e il principio del controllo sociale e politico dell’economia dall’altro. La collaborazione tra il PCI e la DC, alla base del secondo e del terzo governo De Gasperi, si rompe nel 1947, quando, all’inizio della Guerra fredda, il capo del governo democristiano capisce che per ottenere l’appoggio politico, diplomatico ed economico degli USA è necessario formare un governo di sole forze moderate, escludendo il PCI e il PSI. Nasce così, nel magio del 1947, il primo governo monocolore democristiano, che subito deve affrontare il problema sempre più drammatico dell’inflazione, risolto da Luigi Einaudi. La recessione che ne segue è superata anche grazie agli aiuti americani attraverso il piano Marshall. Salvatore Lucchese
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