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Il Covid strappa alla famiglia e alla città il dott. Enrico Pansini, morto sul lavoro a Molfetta Ottimo cardiologo e medico di famiglia, persona di grande umanità si è spento all'ospedale di Bisceglie. I funerali lunedì alle ore 17 in Cattedrale
Il dott. Enrico Pansini
01 gennaio 2021

MOLFETTA – Il Covid strappa alla sua famiglia, agli affezionati pazienti, agli amici, alla città anche il dott. Enrico Pansini, 69 anni, cardiologo e medico di base.

Molfetta piange non solo un bravo e preparato medico, ma anche una persona fuori dal comune: colto, amante della musica (suonava la chitarra), attento alla vicende politiche e sociali della città e soprattutto alle vicende umane dei suoi pazienti.

A dare la notizia è stato il dott. Filippo Anelli, Presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici: «Purtroppo l'anno si apre con una bruttissima notizia: è deceduto per Covid Enrico Pansini, collega di Molfetta».
Laureato e specializzato all’Università di Napoli, il dott. Pansini univa alla sua alta competenza professionale (scrupoloso e attento agli aggiornamenti), una grande dose di umanità e una capacità di ascolto, tipica dei vecchi medici di base, considerati una persona di famiglia.

Altruista come pochi, non si è mai tirato indietro quando c’era bisogno della sua professionalità e del suo aiuto. E’ stato impegnato anche sul fronte del volontariato, contribuendo alla fondazione della sezione di Molfetta della Croce Rossa Italiana.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo, ha sempre ammirato la sua umiltà, unita alla simpatia e a un incrollabile ottimismo che riusciva ad infondere anche nei suoi pazienti e negli amici, che ne facevano una bella persona, che ha avuto nel lavoro la sua vocazione e nella famiglia la sua ragione di vita.

Il dott. Enrico Pansini è stato aggredito dal Covid alcune settimane fa, mentre era impegnato per giorni nel suo ambulatorio a somministrare ai suoi pazienti il vaccino antinfluenzale. Ricoverato all’ospedale di Bisceglie, il male ha avuto il sopravvento su di lui, che ha resistito fino all’ultimo per sconfiggerlo. Ma nella notte di San Silvestro, la morte lo ha rapito per sempre.

Enrico Pansini è il 276° medico deceduto da inizio pandemia, il 97° della seconda ondata e il primo del 2021. Lascia la moglie Teresa de Leo, docente in pensione e i due figli Elda, avvocato e Antonio, medico.

Resterà il suo ricordo in tanti pazienti, amici e cittadini che lo hanno conosciuto e apprezzato, i quali alla notizia della sua scomparsa erano increduli e chiedevano conferme per non dover accettare l’idea che Enrico non c’era più. Un vuoto incolmabile, anche per chi come noi lo ha conosciuto e ha avuto il privilegio di essere paziente e amico.

Hanno ricordato il dott. Pansini anche il suo collega Ottavio Balducci, assessore comunale alla salute e il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini.

«Nella notte è venuto a mancare il dr. Enrico Pansini. Oltre che collega è stato il mio maestro di karatè all'Olimpia Club nei lontani anni '70. Sono amico di tutti i suoi fratelli e sorelle e a loro porgo il mio profondo cordoglio. Come Fiduciario dell'Ordine dei Medici quello di tutti i Colleghi che hanno avuto l'onore di condividere con lui la professione. Ottimo cardiologo, umanissimo medico di famiglia. Lascerà un grande vuoto colmato solo in parte dal suo bel ricordo» ha detto Balducci.

«Ho conosciuto Enrico sin dai tempi della mia gioventù condividendo l'impegno politico e civile, coi compianti prof. Giovanni de Gennaro, Damiano Rana ed Enzo Camporeale e tanti altri fortunatamente viventi. Un commosso saluto a lui e sentite condoglianze alla famiglia e alla comunità sanitaria», sono le parole del sindaco.

A ricordarlo è anche il collega Gigi Massari, anch’egli medico di famiglia: «È difficile parlarne al passato. Noi ci siamo laureati nello stesso giorno a Bari, era l’8 luglio 1980, e da allora abbiamo condiviso tutta la nostra carriera».

I funerali di Enrico Pansini si svolgeranno lunedì 4 gennaio alle ore 17 nella Cattedrale di Molfetta.

Alla famiglia le condoglianze più sentite del direttore Felice de Sanctis, suo amico, e della redazione di “Quindici”.

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