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Il Centro Recupero Tartarughe Marine Wwf Molfetta in Adrionet Attiva la rete di collaborazione della Rete Adriatico-Ionica di coordinamento tra CRTM
01 agosto 2020

MOLFETTA – Un ulteriore traguardo è stato raggiunto dal Centro Recupero Tartarughe Marine WWF Molfetta, che è entrato a far parte della rete Adrionet, la Rete Adriatico-Ionica di coordinamento tra i Centri di Recupero Tartarughe Marine.

Sono sei le strutture che, collegate da un protocollo di intesa, hanno deciso di instaurare una preziosa collaborazione che consentirà di ottimizzare i risultati degli interventi a salvaguardia delle tartarughe marine che frequentano l’Adriatico e lo Ionio per nutrirsi e per deporre le uova.

Tutto è partito da un convegno nazionale, svoltosi lo scorso anno a Città Sant’Angelo (PE), nel quale era emersa la necessità di mettere in rete le esperienze.

Le restrizioni legate al Covid-19 hanno rallentato il progetto ma, finalmente le sei strutture, “Luigi Cagnolaro” Pescara; Museo di Storia Naturale del Salento Calimera; Rimini/Riccione; Oasi WWF Policoro; Area Marina Protetta di Torre Guaceto; oltre, ovviamente, al WWF Molfetta, hanno dato vita alla rete, di cui fanno parte anche professionisti che, pur non strutturati in forma di CRTM, sono coinvolti, sul piano scientifico e/o operativo, nelle tematiche connesse al recupero delle tartarughe.

Stiamo parlando della Societas Herpetologica Italica, del CNR-IRBIM di Ancona, dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo e delle università di Bari, Pisa e Foggia.

Non a caso la Rete sarà gestita da un Comitato tecnico (in cui sarà presente un rappresentante per ciascun aderente), da un segretariato e da un coordinatore-portavoce. Tutti gli incarichi avranno durata annuale e saranno svolti a rotazione dagli aderenti.

Ambiziosi gli obiettivi: si va dal coordinamento e standardizzazione delle modalità e dei protocolli di intervento alla condivisione delle esperienze gestionali; da regole comuni nella raccolta dei dati con la finalità anche di realizzare studi a più ampio raggio e di maggiore rilievo scientifico all’accrescimento della capacità di influenza nei confronti dei “decision makers”. Prevista la realizzazione di campagne di informazione rivolte ai cittadini per favorire programmi e iniziative finalizzati alla salvaguardia delle tartarughe e più in generale della biodiversità e delle buone condizioni dei mari Adriatico e Ionio in tutte le loro componenti.

Ambiti di attività in cui ogni nodo della rete ha maturato esperienze ma singolarmente, da oggi queste esperienze, queste buone pratiche, queste informazioni saranno condivise, il tutto a vantaggio della biodiversità marina.

Non è l’unica novità per il Centro di Recupero presente nella nostra città dal 2004 presso il plesso scolastico Cozzoli e diretto da Pasquale Salvemini. Innumerevoli gli interventi di recupero, cura e rilascio in natura delle tartarughe marine e la sensibilizzazione verso la fauna ittica e la natura. Entro il 2020, infatti, la struttura dovrebbe trasferirsi in una sede più idonea, allestita a pochi metri dal mare.

@Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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