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Ignoranza e razzismo anche fra i giovani del Nord. “IO SONO MERIDIONALE”, le risposte dei giornalisti di “Quindici” alle offese di Vittorio Feltri
Sara Mitoli di "Quindici"
13 maggio 2020

 MOLFETTA – I giornalisti di “Quindici”, la nostra bella redazione, della quale siamo orgogliosi, dopo la campagna “RESTATE INFORMATI MA RESTATE A CASA”, tornano in pista con la campagna “IO SONO MERIDIONALE”, per esprimere le loro opinioni, rispondendo alle offese di Vittorio Feltri direttore editoriale del quotidiano “Libero”, il quale nella trasmissione “Fuori dal coro” di Rete 4 condotta da Mario Giordano, ha offeso i meridionali dicendo che non soffrono di complessi di inferiorità, ma sono inferiori.

Le reazioni a questa campagna di odio, insulti e diffamazione sono state immediate, sia sul piano penale, sia su quello disciplinare con la richiesta all’Ordine dei giornalisti (abbiamo firmato anche noi) di radiare Feltri, indegno collega e indegno cittadino italiano.

Dopo Beatrice Trogu, Marina Francesca Altomare, Tommaso Gaudio e Francesca Perchiazzi continuiamo con Sara Mitoli. Ecco il suo articolo:

 

3 agosto 2019. Prendo quel fantastico aereo che mi condurrà in una città meravigliosa, Liverpool, terra natale dei prestigiosi Beatles, pronta a trascorrere un mese tra lezioni di inglese, escursioni in città limitrofe o visite a musei unici. Tutto questo l’ho trascorso con persone che sono passate, subito dopo il primo giorno, da essere estranee a essere alcune delle mie amicizie più belle, perché fatte di esperienze vissute oltre la nostra terra, all’estero, e che quindi sono fatte di condivisione di scoperte e nuove avventure. Tradizioni, storie e abitudini provenienti da tutte le regioni d’Italia, che si incontrano e si confrontano tra di loro, per provare a comprendere più a fondo le differenze che ci sono. E quando parlo di differenze, non intendo qualcosa di negativo, ma qualcosa di bello, qualcosa che rende ognuno di noi diverso, unico e per questo, speciale.

Ho un bellissimo rapporto con diverse persone che abitano al Nord, amici a Torino, Venezia, Pisa… siamo tristi di non poterci vedere spesso, ma il mese in cui abbiamo stretto il nostro rapporto vale di più di molti anni passati con altre persone qui a Molfetta.

Ma è risaputo che, purtroppo, non tutti hanno una mentalità abbastanza aperta per fare questo tipo di esperienze. Alcuni non ascoltano altro che la propria parola, e mi dispiace tanto quando incontro persone del genere, perché non sapranno mai quanto sia bello scoprire ciò che differenzia e ciò che accomuna la gente, insomma, non sanno cosa si perdono!

Ho incontrato quindi, le persone che in qualche modo, rappresentano quell’ideologia esplicitata senza vergogna da Vittorio Feltri, il quale ha affermato che “I meridionali sono inferiori ai settentrionali”, e quando si incontra gente del genere, non è mai bello.

Mi sono ritrovata a dover rispondere a certe critiche che, seppur fatte con un tono ironico e innocuo, mi ha fatto male ascoltare. Un ragazzo di Genova, davanti a me e a tante altre persone del Meridione, si è permesso di dire: “Noi del Nord siamo italiani, dal Lazio in giù siete tutti albanesi o africani”. Una frase razzista che si commenta da sola.

Quanta rabbia per l’ignoranza contenuta in quella frase, rabbia mischiata a forte pena per chi credeva fosse una battuta divertente.

Se ripenso a quel ragazzo, di cui ora non ricordo nemmeno il nome, spero solo che, quando sarà diventato un po’ più maturo e consapevole del peso delle parole, si renderà conto del limite tra una battuta consentita e una da evitare, anche se in realtà, quella battuta è solo “la punta dell’iceberg”, che cela un punto di vista degli italiani ben più spaventoso, ovvero che l’Italia sia solo una mera espressione geografica, e non una comunità unita dal sentirsi parte di una patria.

In ogni caso, questo episodio mi è servito a capire una cosa importante: io sono superiore a quel ragazzo, e questo non c’entra niente con la regione in cui sono nata. Sono superiore per la mia mentalità, per il mio modo di essere, ma soprattutto, per il rispetto che nutro nei confronti degli altri.

© Riproduzione riservata 

Autore: Sara Mitoli
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