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I cittadini di Molfetta e l’ex sindaco Natalicchio protestano davanti al Pulo: riaprite la dolina abbandonata dal 2013. Il sindaco Minervini, scosso dalla manifestazione, promette 800mila euro di investimento. Sinistra italiana promette battaglia
La manifestazione davanti al Pulo (Tutte le foto sono di Mauro Germinario)
01 settembre 2018

MOLFETTA - Oltre sessanta partecipanti hanno raggiunto ieri sera i cancelli del Pulo di Molfetta per protestare contro la chiusura del sito, che ormai perdura da cinque anni (vedi le foto di Mauro Germinario).

L’iniziativa è stata promossa dal circolo cittadino di Sinistra Italiana, ma ha visto anche l’adesione di Area Pubblica, rappresentata dall’ex consigliere e presidente della commissione cultura Domenico Gagliardi (Bepi Maralfa era fuori Molfetta).

Un appuntamento davanti al lucchetto arrugginito apposto sul cancello verde d’ingresso, che nessuno riapre dal lontano 2013, quando l’allora presidente della provincia Francesco Schittulli decise di non rinnovare la convenzione con il consorzio Polje, che dal 2007 gestiva eventi e visite guidate e assicurava l’accessibilità al sito.

Con l’insediamento di Antonio Decaro, nonostante le ripetute promesse anche dell’assessora alla cultura di città metropolitana, Francesca Pietroforte, il bando per la gestione non è mai partito e la dolina è rimasta inaccessibile ai visitatori, finendo in uno stato di progressivo degrado. A Decaro, due mesi prima delle dimissioni del sindaco Paola Natalicchio, nel marzo 2016, fu anche inviata una bozza di convenzione che prevedeva l’affidamento del Pulo al comune di Molfetta, con un impegno di spesa della Città Metropolitana di 100mila euro per la manutenzione straordinaria necessaria al “riavvio” del sito.

Ma la convenzione è rimasta ferma per i successivi due anni e cinque mesi. E oggi, come evidenziano davanti ai cancelli l’ex sindaco Paola Natalicchio, l’ex assessore alla cultura Betta Mongelli, Cosimo Sallustio di Sinistra Italiana e tutti gli “autoconvocati”, il Pulo è al tramonto.

Un’altra estate è passata senza che nessun intervento concreto sia stato previsto e con i turisti fuori dai cancelli.

Al degrado del Pulo si aggiunge la penosa situazione dei due beni culturali di diretta gestione del Comune: il Museo (aperto dalla giunta Azzollini e rilanciato con un investimento di oltre 860 mila euro dalla giunta Natalicchio), oggi senza bando di gestione, senza archeologo e aperto in orario d’ufficio (dunque chiuso molti pomeriggi e il week end) e senza visite guidate; e il Fondo Azzollini che, dopo uno straordinario scavo da 80mila euro svoltosi nel 2015, è chiuso al pubblico e ormai infestato dalle erbacce.

Dopo la protesta qualcosa sembra muoversi. Il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, scosso dalla manifestazione e dalla rabbia dei cittadini, promette 800.000 euro di investimento, un mega bando per la gestione congiunta dei tre beni (Pulo, Museo e Fondo) e la firma della convenzione con città metropolitana (che investirà 200mila euro) entro settembre.

Ma Sinistra Italiana e gli “autoconvocati” promettono battaglia. Se la convenzione non ci sarà in tempi brevi, i tramonti “contro il tramonto del Pulo” continueranno. Anche uno al mese, se sarà necessario.

Finalmente la cittadinanza attiva sembra essersi risvegliata.

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