I carabinieri di Molfetta arrestano due coniugi: abusavano sessualmente dei figli facendoli vivere anche nella sporcizia e nel degrado
09 novembre 2017

MOLFETTA – Vicenda sconcertante e incredibile che vede due genitori abusare sessualmente e violentemente dei figli minori costringendoli ad atti indecenti e facendoli vivere nella sporcizia e nel degrado: i due sono stati arrestati mentre i figli messi in sicurezza in una comunità. L’arresto della coppia di coniugi del nord barese è stata operata dai carabinieri della compagnia di Molfetta con le accuse di plurimi atti sessuali con i propri figli minori di 9 e 5 anni. I genitori avrebbero approfittato della situazione di incapacità psichica dei piccoli, dovuta non solo alla tenera età, ma anche ai vari disturbi di cui essi soffrono.

L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Bari, in collaborazione con quelli della Compagnia di Molfetta, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi, su richiesta del pubblico ministero Simona Filoni, hanno tratto in arresto una coppia di coniugi del nord barese, S.M. di 38 anni, sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere, e della moglie G.G., di 34 anni, sottoposta alla custodia detentiva domiciliare.

Gli indagati devono rispondere, in concorso tra di loro, di plurimi atti sessuali con i propri figli minori, di 9 e 5 anni, attraverso una costante opera di induzione, resa possibile dal loro ruolo di genitori, nonché approfittando della situazione di incapacità psichica degli stessi, dovuta non solo alla tenera età, ma anche ai vari disturbi di cui essi soffrono. Secondo la Procura della Repubblica «La coppia avrebbe indotto i minori a compiere e subire atti sessuali: rapporti sessuali consumati sul divano di casa, in concomitanza con la proiezione di film pornografici (di qui l'ipotesi di reato p. e p. dall'art. 110 c.p., 609 quinquies, 1, 2 e ultimo comma c.p). Rapporti sessuali intrattenuti tra S.M. e G.G. in presenza e con il coinvolgimento degli stessi bambini; tutte condotte consumate con il concorso morale di G.G., la quale non solo avrebbe assistito agli abusi sessuali plurimi commessi dal marito in danno dei figli, ma non si sarebbe attivata in alcun modo affinché gli stessi avessero fine.

Le indagini, avviate dalla Sezione di P.G. Carabinieri nell'immediatezza dell'acquisizione della notizia criminis, anche alla luce della meritoria e professionale opera nel frattempo profusa dagli educatori ed educatrici della comunità presso la quale, nel giugno 2016, i due minori furono collocati su disposizione del Tribunale per i Minorenni di Bari, ovvero sulla scorta dei drammatici elementi successivamente raccolti dai C.T.U. nominati dal pubblico ministero, hanno aperto il terribile ed imprevedibile scenario investigativo in cui trovano collocazione tutta una serie di turpi e deprecabili violenze poste in essere dagli indagati in danno delle piccole vittime, con l'aggravante di aver commesso il fatto sin dai primissimi anni di vita delle stesse, perpetrate con inaudita, raccapricciante e sistematica violenza, che, inevitabilmente, ha nei piccoli determinato gravi ripercussioni sia dal punto di vista fisico che psicologico.

L'indecente vicenda  si è sviluppata in ambiente domestico, in quel luogo sacro che avrebbe dovuto per i bambini costituire un rifugio sicuro, in un contesto ambientale coincidente con quello di un nucleo familiare degradato e svilito, governato da un padre sordido, aggressivo e triviale, che, avvalendosi del ruolo genitoriale in chiave sopraffattrice, ha dato sfogo alle sue sudicie abiezioni attraendo i due figli – minori di 10 anni – in una perversa e devastante dimensione sessuale. Rileva nello specifico il modo sordido con cui lo S.M. ha estorto ai propri figli la loro intangibilità sessuale, facendo leva sull'autorevolezza del ruolo genitoriale per indurli a condividere oscene, non consone ed inappropriate esperienze sessuali, così facendoli trascendere in una dimensione di aberrazione sessuale.

La coppia  ha omesso di fornire ai figli i basilari accudimenti legati alla crescita ed alla evoluzione fisiologica, omettendo altresì di insegnare loro le regole igieniche e comportamentali, reiterando negli anni agiti violenti e minacciosi, tradottisi in schiaffi, botte e maltrattamenti fisici costanti, arrivando il padre ad inculcare in loro l'idea di essere "oggetti" nelle sue mani ed arrivando a definirli "una sua proprietà"». Prove inconfutabili permettono di sostenere come «ci si trovi in presenza di un nefando esercizio della potestà genitoriale, solcato da empie condotte, aventi ad oggetto gravissimi crimini contro l'infanzia. In un contesto familiare degradato, connotato da una moglie depressa e psicologicamente mancante, lo S.M. ha potuto abusare indisturbatamente dei suoi figli, che si trovavano, per le ragioni innanzi accennate, in condizioni di inferiorità fisica e psichica, così rendendoli veri e propri strumenti di piacere nelle sue mani, piegandoli alle proprie squallide smanie sessuali non senza approfittare del ruolo genitoriale.

Un ruolo esercitato attraverso le più turpe delle modalità, tutte imposizioni lascive, penetrative e intrusive sicuramente traumatizzanti per la sfera sessuale dei bambini e per il loro successivo sviluppo psicofisico, oltretutto ostinatamente ripetute per un apprezzabile periodo».

I due minori da oltre un anno, da quando sono cominciate le indagini, sono stati sottratti ai genitori violenti,  su ordine del Tribunale dei Minorenni di Bari, e messi al sicuro in una comunità. L’accusa per i genitori è di violenza sessuale pluriaggravata, corruzione di minorenne e maltrattamenti.

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