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Giuseppe Ciccolella: Facciamo chiarezza. Io attivista del 5 Stelle di Molfetta prendo le distanze dal Movimento di Di Maio
06 febbraio 2018

MOLFETTA – Anche a Molfetta si avvertono gli effetti dei contrasti e delle divisioni all’interno degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, o meglio di Di Maio.

Giuseppe Ciccolella, un imprenditore agricolo locale esprime le sue perplessità dopo l’esito delle Parlamentarie che dovevano indicare i candidati a Camera e Senato.

Vediamo il suo commento: «E’ da un po’ di giorni che avrei dovuto far chiarezza, su ciò che è accaduto e sta accadendo al M5S nelle ultime 3 settimane – dice Giuseppe Ciccolella, noto attivista del Movimento, sul suo profilo Facebook -, ma ho voluto aspettare i risultati delle parlamentarie per avere le idee più chiare e per non lasciare ombre sulla mia posizione.

Alcune precisazioni sono dovute prima di raccontare l’accaduto.

Ho cominciato ad occuparmi di politica solo e soltanto con la nascita del M5S,perchè ho sempre preferito stare lontano dai partiti con i loro capi bastone e le loro regole molto “flessibili” ed adattabili ad ogni circostanza. Del m5s ho sposato in toto i presupposti, i progetti, i punti di programma alla base dell’idea politica e il fatto che non avesse un capo bastone ma tutto si potesse decidere in rete. Dal 2008 ho partecipato a tantissime iniziative locali, regionali e nazionali che vedevano il m5s protagonista perché fermamente convinto che fosse l’unica soluzione per cambiare il nostro Paese e lasciarlo ai nostri figli in una condizione migliore di come l’abbiamo trovato. L’unica mia aspirazione è stata quella di diventare consigliere comunale della mia città ma non ci sono mai riuscito. Nel 2013 sono stato il più votato nella lista m5s,ma non abbiamo preso il seggio; nel 2017 nonostante eravamo pronti e maturi, il fantomatico “staff”(???) non ci ha autorizzato all’utilizzo del simbolo (mentre aveva autorizzato le stessa lista nel 2013) senza informarci per tempo, ma semplicemente non rispondendo alle nostre centinaia richieste di chiarimento. NON era mia intenzione candidarmi alle parlamentarie, non perché non mi piacesse l’idea ma ho parecchi impegni lavorativi che mi tengono strettamente legato alla mia città.

Veniamo alle parlamentarie e a tutto il caos scatenato dal capo politico Luigi Di Maio in collaborazione con la nostra referente regionale Antonella Laricchia.

Solo 3 giorni prima di Capodanno ci avvisano che entro il 3 gennaio si dovevano presentare le possibili candidature per le parlamentarie propedeutiche alle elezioni politiche del 4 marzo. Nel frattempo ci obbligano (pena la possibilità di poter votare) ad accettare un nuovo regolamento di una nuova associazione con un nuovo simbolo chiamata M5S.

Tra i vari articoli del nuovo regolamento c’è il famigerato art.7 che permette al capo politico in collaborazione della referente regionale di decidere chi può e chi non può partecipare alle “parlamentarie”, secondo regole non scritte, ma in base a valutazioni personali, arbitrarie, indiscutibili e inappellabili.

Senza nessuna spiegazione vengono cancellati dall’elenco dei partecipanti alle parlamentarie tutti i nomi scomodi, tutte le teste pensanti, tutte le donne entrate almeno una volta in conflitto (politico e democratico) con la suddetta referente e con tutti i parlamentari uscenti, tutti gli antipatici (per mille motivi),e tutti i nomi collegati a questi ultimi, lasciando in lizza solo i “leccaculo”, gli avvocati al suo servizio (gratuito oppure a pagamento) i parenti (lontani e vicini) gli amici e le amiche, ed infine ma non per ultimi, tutti i parlamentari uscenti (che serviranno a dare man forte alla prossima campagna elettorale regionale).

In un caos generale di gente che non si spiegava come mai fosse sparito il proprio nome da quell’elenco avvengono le parlamentarie (buffonarie) lasciando rabbia negli esclusi e negli onesti e tanta allegria per gli ammessi.

Veniamo agli ammessi e nello specifico a quei nomi ammessi nei vari collegi pugliesi di Camera e Senato proporzionali ed uninominali. Al netto dei parlamentari uscenti (che magicamente si sono assicurati nuovamente un posto al sole per altri 5 anni), gli altri sono nomi sconosciuti a tutti gli attivisti che da anni lavorano e hanno lavorato alacremente sul territorio; sono nomi decisi nelle segrete stanze che non hanno mai, dico mai, mosso un dito per la buona riuscita del progetto politico alla base del movimento stesso.

Da qui si deduce che il M5S non è più lo stesso, ma è diventato un partito come tutti gli altri. Un partito come tutti gli altri che ho sempre odiato, e a cui non ho mai dedicato un minuto del mio preziosissimo tempo.

Con molta tristezza, ma in rispetto alla mia integrità morale ho deciso di prendere le distanze da un M5S che non è più lo stesso. Continuerò ad occuparmi di polita da semplice cittadino, libero da tutti i capi bastone e da tutti i referenti regionali.

Il tempo è “galantuomo” e tutti i nodi prima o poi verranno al pettine. L'M5S ha perso la base che lo ha sostenuto e l’ha fatto crescere fino a diventare forza di governo.

Un attivista molto deluso».

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