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Giochi: le azioni di Governo tra sfide aperte e questioni in sospeso
22 agosto 2018

La pausa estiva volge al termine ed il Governo si prepara ad affrontare temi e questioni rimaste in sospeso tra le quali rientrano quelle riferite al comparto giochi. In primis la riforma generale del comparto annunciata dall'Esecutivo gialloverde messa per iscritto all'interno del Decreto Dignità, in attesa di essere convertito in legge, con tanto di indicazione temporale: “entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione”. Altre questioni importanti riguardanti il settore dei Giochi fanno riferimento all'emanazione della gara per il rinnovo del SuperEnalotto, per la quale, pur non essendo necessaria alcuna azione, in quanto si procederebbe direttamente con il bando, bisognerà attendere la decisione sul nuovo indirizzo politico che si vorrà intraprendere rispetto ai giochi.

Un altro dei temi su cui il governo centrerà l'attenzione è la gara pubblica relativa alle concessioni delle scommesse sportive e del bingo, prorogate dal precedente Esecutivo considerata l'impossibilità di procedere con i bandi per via della “Questione Territoriale” che renderebbe difficoltosa l'apertura di nuovi punti vendita sul territorio, in virtù del proliferare delle leggi regionali “anti-gioco”, o anche solo il passaggio alla nuova concessione nei punti già esistenti.

Da decidere, inoltre, il futuro degli apparecchi da intrattenimento, con le cosiddette “Awp da remoto”, che dovevano debuttare a partire dal 2019, e che sono destinate a slittare al 2020, quando le slot machine dovranno comunque subire altre modifiche stabilite dal nuovo Decreto Dignità. Resta una incognita il settore del gioco online, ovvero il segmento maggiormente penalizzato dall’approvazione del Decreto Dignità. Gli operatori AAMS sono a lavoro per individuare le nuove strategie da applicare al loro parco giochi, in particolare alle slot machine online che rappresentano da anni ormai il luogo maggiormente frequentato dai quasi 3 milioni di utenti registrati.

In generale l’esecutivo sarà chiamato a definire la propria linea di azione nei confronti del settore definendo un nuovo modello di gioco pubblico, cominciando dall'affidamento dell'incarico al nuovo Direttore generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l'insediamento del nuovo leader Benedetto Mineo previsto per il prossimo 4 settembre.

 Le intenzioni del governo tuttavia sembrano emergere in maniera piuttosto chiara dallo stesso Decreto Dignità che oltre a stabilire il divieto totale di pubblicità del gioco, va a legittimare le azioni dei legislatori locali portate a compimento contro il sistema del gioco pubblico rispetto al quale vigeva una Riserva di Stato, attualmente  contraddetta nei fatti e nelle leggi: basta pensare all’istituzionalizzazione del marchio “no slot” proposto da molte leggi regionali e adottato alla fine anche dall'Esecutivo. Una ragione in più per intervenire attraverso una riforma generale che possa risolvere una volta per tutte la situazione, rendendo coerenti le leggi dello Stato che intervengono, a diversi livelli, sui giochi.

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