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Gianni Porta (Rifondazione): la rimozione delle panchine di Corso Umberto a Molfetta è una “geniale” idiota trovata
30 novembre 2019

 MOLFETTA – Alla notizia della rimozione delle panchine-fioriere, è arrivata la prima reazione da parte di Gianni Porta, consigliere comunale di opposizione di Rifondazione-Compagni di strada: «Non è facile trovare parole per quello che accade. Non so quanto di ufficiale e di vero ci sia nella notizia della rimozione di alcune delle panchine di Corso Umberto.
Spero che si tratti solo di un brevissimo e temporaneo spostamento dovuto a ragioni di pulizia e igiene.
Ma se davvero le panchine fossero state rimosse su richiesta di operatori commerciali e associazioni dei commercianti sarebbe una cosa grave, oltre che squallida e miserrima.

È grave perché non si interviene così sbrigativamente su ingiunzione di una parte. Corso Umberto appartiene alla città tutta e ai suoi cittadini. Tra questi cittadini ci sono anche i commercianti ma non solo loro. Le panchine sono prima dei cittadini che vi si siedono e non dei commercianti.

È squallida perché la motivazione della richiesta di rimozione, ovvero che le panchine sarebbero diventate punto di ritrovo stanziale e non temporaneo (cosa che non favorirebbe la rotazione dei cittadini-consumatori...) indica quale povertà e squallore esprimano il pensiero imprenditoriale di alcuni operatori commerciali. Individuare un problema, anche economico, nelle panchine che diventano punto di ritrovo ha qualcosa di grottesco se non tragicomico...

È una cosa miserrima, infine, perché dopo aver esultato per questi nuovi arredi urbani ora alcuni operatori commerciali chiedono di rimuoverli.

Insomma, ci si attarda miserevolmente sempre o quasi esclusivamente su arredi urbani, luminarie ed eventi spettacolo spot per sperare di risollevare il commercio urbano.
Di tutto il resto, ad esempio del nuovo piano strategico comunale del commercio, l'obiettivo principale del Distretto Urbano del Commercio (Duc), nato due anni fa, nemmeno l'ombra né di una bozza né di una discussione. Né nessuna richiesta di spiegazione da parte di commercianti e associazioni del commercio all'amministrazione e al consiglio di amministrazione del Duc.
Si continua con patrocini e contributi per manifestazioni che nulla tolgono e nulla aggiungono mentre non si aggrediscono i nodi strutturali, di sistema della crisi del settore e intanto le serrande continuano a chiudere.
E hanno pure il coraggio di chiedere la rimozione delle panchine. È una situazione ridicola, se non fosse drammaticamente da prendere sul serio.
Crediamo che il sindaco debba far ripristinare immediatamente quanto rimosso. Ammesso che sia stato informato di questa "geniale" idiota trovata».

Ma il Duc serve a qualcosa o a qualcuno, ci chiediamo noi?

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