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Fridays For Future a Molfetta, i volontari raccontano
Il corteo a Molfetta
08 ottobre 2019

 MOLFETTA - Svegliarsi e sapere di non essere soli a combattere per una causa importante come quella legata al rispetto dell’ambiente è una sensazione magnifica. La stessa che ha provato il giovane Luca Petruzzella, studente del Liceo Classico “Leonardo da Vinci” di Molfetta, la mattina del 27 settembre, giornata appartenente all’iniziativa nazionale “Fridays For Future”, lanciata al fine di un’acuta sensibilizzazione di politici e di istituzioni su quelle che sono le emergenze ambientali del nostro pianeta.

«Nel momento in cui ho deciso di aderire alla causa nazionale, ho raggiunto tanti altri ragazzi, miei coetanei e non, impegnati dal primo mattino in piccoli gesti quotidiani, come la pulizia del parcheggio sotto casa, fondamentali per la tutela dello spazio in cui viviamo. È bello vedere giovani che hanno colto al meglio il senso profondo di questa giornata, che non è un sinonimo di un tempo in cui non si sono svolte le lezioni a scuola, ma un momento in cui si assume consapevolezza del proprio futuro, senza fermarsi ad un groviglio di parole. Oggi ho visto proposte concrete, ho visto cooperazione tra giovani cui gli adulti si sono aggiunti in maniera altrettanto sentita. Ho apprezzato molto il fatto che il Comune di Molfetta abbia preso a cuore questa causa: il Presidente del Consiglio Comunale, Nicola Piergiovanni, è stato celere nel sottoscrivere autorizzazioni per l’iniziativa organizzata dall’ ITC “Gaetano Salvemini”, per le quali generalmente occorrono diversi giorni».

Altrettanto significativa la testimonianza di un’altra studentessa del “Leonardo da Vinci” di Molfetta, la diciassettenne Marina Binetti, che, da sola, in poco più di mezz’ora, ha riempito due bustoni della spazzatura con rifiuti di ogni genere.

«Ogni volta che ero di passaggio dall’isola ecologica più vicina a casa mia, nei pressi della stazione, mi rendevo conto che questo spazio fosse colmo di bottiglie e rifiuti di dubbia provenienza. Oltre a chiedermi cosa costi alla gente gettare tutto dove andrebbe gettato di norma, stamattina ho deciso di impegnarmi a pulire personalmente questa zona. Lo sciopero è una manifestazione di protesta utile, ma a volte non basta. Ho sentito questa voglia di agire non come un’esigenza personale, ma come un bisogno comune. In realtà era da tempo che volevo intervenire, ma oggi ho finalmente colto quest’occasione. Cinque ore a disposizione in cui non si fa lezione devono essere, a mio parere, impiegate nel migliore dei modi. Tra i rifiuti che ho raccolto stamattina c’erano tantissime bottiglie di birra, scarpe, contenitori di dentifricio». 

«Per me è stato davvero gratificante vedere la presenza di numerosi ragazzi che, anziché limitarsi a prendere parte al corteo a Bari, hanno scelto di restare a Molfetta per interessarsi delle problematiche della propria città. Il momento di confronto con il sindaco Tommaso Minervini mi ha aperto gli occhi su quella che è la realtà locale in cui viviamo. Per esempio ho saputo di più riguardo alle fonti di energia rinnovabili, che nella mia città si trovano negli impianti ecologici in via Martiri di via Fani e nello Stadio “Paolo Poli”. Purtroppo Molfetta è una delle città con le più basse percentuali di verde pubblico in provincia, o addirittura in regione. Una volta terminato l’incontro, io e alcuni ragazzi della mia classe siamo passati all’azione, raccogliendo i rifiuti in villa e nei pressi del Duomo» racconta Giuseppe Mongelli del Liceo Classico.

Anche il corteo svoltosi a Bari ha riscontrato successo e partecipazione attiva nelle giovani generazioni. Ecco il racconto della studentessa diciottenne del “da Vinci” Beatrice Galdino.

«La manifestazione cui ho preso parte ha avuto avvio al Teatro Petruzzelli per giungere al Parco 2 Giugno”. Vedere tanti miei coetanei e tanti ragazzi sia più grandi sia più piccoli di me camminare, manifestare, gridare insieme per un ideale, che altro non è che la protezione del nostro futuro, ha fatto aprire ancora di più gli occhi su questo tema a me e agli altri partecipanti. È raro, al giorno d’oggi, che i ragazzi siano così attivi riguardo ad una tematica che non interessa soltanto la propria generazione, ma il mondo intero, eppure la questione ambientale è riuscita a smuoverci. C’erano moltissimi studenti con i propri docenti, bambini accompagnati dai genitori, ma anche tantissimi adulti: molti portavano striscioni con le scritte più varie inerenti al “problema futuro”, alcune più divertenti, altre sconce, ma tutte che hanno sicuramente avuto presa. Io aspetto il prossimo Fridays For Future perché questa iniziativa è stata più istruttiva e valida di quanto si possa pensare».

Queste le testimonianze di chi, per un ambiente nel futuro, si preoccupa del futuro dell’ambiente.

© Riproduzione riservata

Autore: Sara Fiumefreddo
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