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Forza Italia, l’ex sen. Azzollini tenta di riemergere dall’oblio e chiede le dimissioni del consigliere comunale Spadavecchia. La sen. Minuto si oppone: io, non lui, rappresento il partito e sono garantista
Antonio Azzollini e Carmela Minuto
25 febbraio 2019

 MOLFETTA – Nuova guerra interna a Forza Italia che prende a pretesto i problemi giudiziari del consigliere comunale dott. Fulvio Spadavecchia.

Protagonista dell’attacco a una parte del partito è l’ex sindaco ed ex senatore Antonio Azzollini, a parole garantista, ma nei fatti, a giudicare da un comunicato accusatore, vero e proprio giustizialista.

L’ex senatore, scomparso dalla scena politica, dopo il siluramento da parte del suo partito che gli ha negato la candidatura al Senato (decisione sembra voluta dallo stesso leader Silvio Berlusconi), cerca di riemergere dall’oblio anche a suon di polemiche, con un comunicato (che recita ipocritamente “dopo approfondita quanto discreta discussione”) inviato ai giornali locali amici, confermando la sua natura poco democratica e intollerante verso le critiche, che ha caratterizzato tutta la sua attività politica dal Comune al Parlamento.

Obiettivo dell’ex senatore e della piccolissima frangia rimastagli fedele in Forza Italia (che, lo ricordiamo, a Molfetta è stata commissariata dai vertici) è questa volta il consigliere comunale Fulvio Spadavecchia, coinvolto in una vicenda giudiziaria per presunti reati contro la persona. Azzollini e gli ultimi suoi compagni di partito, l’ex candidata sindaca sconfitta e sua prestanome Isa De Bari e il consigliere Antonello Pisani,  chiedono le dimissioni dello stesso Spadavecchia.

E l’ipocrisia politica continua sfiorando il ridicolo: “La vicenda giudiziaria infatti, vede in campo reati che urtano gravemente la sensibilità civile e politica e contro i quali le battaglie di Forza Italia, e delle donne in particolare, è particolarmente sentita (sic!)”.
Ma il vero obiettivo è la senatrice di Forza Italia Carmela Minuto (che recentemente ha smentito il suo passaggio alla Lega Nord, notizia diffusa dal “Fatto quotidiano” di Marco Travaglio), la quale da vera garantista rifiuta una condanna a priori del consigliere in difficoltà, per il quale non è stata emessa alcuna sentenza, ma è solo oggetto di indagine. Tra l’altro, Spadavecchia dal prefetto è stato già sospeso dalla sua carica e al suo posto è entrata temporaneamente in consiglio una fedelissima di Azzollini, l’ex assessore avv. Doriana Carabellese.

Di qui l’interesse di Azzollini ad aumentare il gruppo consiliare a lui più fedele (anche l’altra consigliera di FI, Sara Castriotta, attuale capogruppo consiliare, si sarebbe defilata). E così pur di ottenere questo risultato, l’ex sindaco resta garantista verso i suoi problemi giudiziari, ma non con quelli degli altri (ricordiamo che l’ex senatore è imputato in due processi per presunte responsabilità sulla costruzione del nuovo porto commerciale e per la vicenda della Divina Provvidenza di Bisceglie, con ipotesi di reato ben più gravi di quelle di Spadavecchia, senza mai dimettersi, oggi, invece, chiede le dimissioni dei suoi ex amici). Non si possono fare due pesi e due misure, prendendo in giro i cittadini, soprattutto perché il povero Spadavecchia è finito ai domiciliari non potendo godere della copertura dell’immunità parlamentare che ha impedito l’arresto di Azzollini.

Spadavecchia in passato non ha fatto mistero delle critiche ad Azzollini ed è più vicino alla senatrice Minuto che all’ex tutto di Forza Italia. In realtà Azzollini dovrebbe piuttosto prendersela col suo partito che gli ha preferito Carmela Minuto. Possiamo comprendere l’uomo sul piano umano, dopo essere stato abbandonato da tutti e tradito dai suoi stessi alleati politici (e in questo, non possiamo non esprimergli solidarietà) che oggi sono al governo con Tommaso Minervini, ma non si possono accettare le sue posizioni giustizialiste, solo per aumentare la sua rappresentanza consiliare, a spese di chi non è stato ancora riconosciuto colpevole.

Tra l’altro lo stesso Azzollini si sarebbe nascosto dietro la sigla della sezione molfettese di Forza Italia intitolata a Tonino Camporeale, sezione commissariata dal partito e quindi non legittimata ad avanzare tali richieste.

Certo la solitudine e l’emarginazione politica fanno brutti scherzi e Azzollini si è beccato la replica puntuale della sen. Minuto, vero riferimento politico di Forza Italia.

«Forza Italia Molfetta, da me rappresentata, è l'unica voce cittadina titolata a poter diramare note ufficiali; tutti gli altri lo fanno senza alcun titolo in quanto non legittimati dagli organi di partito – ha scritto la senatrice di Molfetta in un comunicato -. Ciò premesso, si precisa che il partito di Forza Italia è stato, è e continuerà ad essere un partito d'ispirazione garantista. Pertanto, sulla permanenza del dott. Fulvio Spadavecchia in consiglio comunale, sosteniamo, fino alla conclusione della vicenda giudiziaria, il principio di non colpevolezza dello stesso, ragion per cui gli inviti alle dimissioni di Spadavecchia sono in assoluta distonia con tale principio.
Il partito Forza Italia si è sempre contraddistinto, senza se e senza ma, come paladino del garantismo (anche quando si riferiva ad avversari politici) e di tanto devono dare conto anche coloro i quali oggi si scoprono giustizialisti.
Tanto mi risultava doveroso chiarire per il bene del partito che rappresento. Lo ribadisco: Forza Italia non valuta gli aspetti meramente giudiziari come dirimenti per il prosieguo dell'attività amministrativa, saranno la Procura ed il Tribunale ad occuparsene
».

Sarebbe il caso di dire: Azzollini colpito e affondato dalla Minuto, che ha dimostrato di essere politicamente molto più attrezzata di quanto non potesse apparire, vista la sua inesperienza a livello parlamentare, ma non a livello politico, dopo anni di militanza e di presenza in consiglio comunale.

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