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Focolaio Covid e decessi alla Kolbe di Molfetta, resta il silenzio del sindaco, ma il Movimento Area Pubblica (Maralfa) “chiede chiarezza e non chiacchiere in libertà” I risvolti politici e il rischio di una crisi della maggioranza già traballante, impediscono a Minervini di esprimersi in merito
10 dicembre 2020

MOLFETTA – Ancora silenzio sul focolaio della Rssa Padre Kolbe di Molfetta da parte del sindaco Tommaso Minervini.
“Quindici”, unico media a parlarne, aveva chiesto di rendere pubbliche sia per i parenti che per la cittadinanza, la situazione dei positivi e dei decessi nella struttura per anziani, ma finora resta il silenzio.

Su questa vicenda interviene anche il Movimento politico “Area pubblica” dell’ex vice sindaco avv. Bepi Maralfa, per chiedere chiarezza: «A seguito della diffusione delle notizie dei decessi, ci dicono circa una ventina, verificatisi all'interno di una Residenza Socio Sanitaria cittadina, commentate da molte persone i cui parenti sono rimasti coinvolti ; ma anche per dare pronta risposta e viva voce (come è nel nostro stile di Movimento libero, che non è sul libro paga di nessun partito politico) a quanti ci hanno privatamente scritto in questi giorni ; attesa, inoltre, l'estrema gravità della vicenda che involge la Salute pubblica, ed avrebbe già provocato inguaribili danni e dolore, abbiamo ritenuto di scrivere al sindaco del Comune di Molfetta, per chiedere una immediata e formale verifica. Se non ci arriverà risposta, se i cittadini continueranno ad essere tenuti al buio, se nulla accadrà nell'immediato, prenderemo ulteriori iniziative. Non riteniamo affatto esaustivo, infatti, il post letteralmente "appiccicato" e pubblicato - tanto per cambiare su stampa amica - con il quale il Comune tramite l'assessore Balducci tenta di scaricare la patata bollente sulla ASL. Si tratta di una risposta inadeguata, inefficace e soprattutto tardiva. Se vero che, all'interno di una residenza socio sanitaria, ci sono stati numerosi decessi, non è con questo fasullo scaricabarile che un ente pubblico può cavarsela a buon mercato. Specie se già in possesso, come dovrebbe essere, delle notizie e delle relazioni sui fatti, inviate dal responsabile di struttura».

La questione è anche politica, in quanto i titolari della Rssa, i fratelli Paparella, fanno parte dell’attuale maggioranza di liste civiche “ciambotto”, già traballante, dopo il passaggio di Tammacco e dell’amministrazione da Emiliano a Fitto alle regionali e dopo lo scandalo “Appaltopoli”. Perciò il sindaco Minervini che, malgrado la vicenda giudiziaria ha deciso di restare al suo posto, non vuole rischiare di perdere un altro pezzo della sua maggioranza, tenuto conto anche che Vito Paparella è anche presidente dell’Asm.

Della vicenda si discute molto in città, anche i parenti, che non possono vedere i loro cari, per via del Covid, si lamentano di ricevere poche e vaghe notizie sulla situazione sanitaria interna.

Si spera che il sindaco nei suoi famosi bollettini video, dia anche informazioni sicure e numeri certi anche su questo focolaio.

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