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Finalmente si svegliano i Giovani Democratici di Molfetta e chiedono spiegazione al sindaco del suo trasformismo. Ma non hanno il coraggio di andare fino in fondo
De Robertis, Piergiovanni e Facchini consiglieri di maggioranza
01 settembre 2020

 MOLFETTA – Finalmente i Giovani Democratici hanno ritrovato la loro dignità e questo non può che far piacere. Nel silenzio assoluto del Pd e dei suoi principali esponenti, Nicola Piergiovanni Giovanni Facchini, i giovani denunciano l’operazione trasformistica dell’attuale maggioranza che si sposta dal centrosinistra di Michele Emiliano al centrodestra di Raffaele Fitto e l’allargamento a Pino Amato, già eletto nella coalizione di Antonio Azzollini e oggi voltagabbana a caccia di poltrone.

«Apprendiamo da fonti giornalistiche la notizia del passaggio in maggioranza del consigliere comunale Pino Amato, eletto in consiglio nel 2017 nella coalizione di centrodestra dell'ex senatore Antonio Azzollini a sostegno del candidato sindaco Isa De Bari – dicono i Giovani Democratici del Pd -. 

Tale notizia si somma ai repentini cambi di schieramento di molti membri della maggioranza consiliare, che alle prossime elezioni regionali sosterranno la candidatura di Saverio Tammacco nella coalizione di centrodestra a sostegno di Raffaele Fitto.

Lo stesso Tammacco che alle scorse regionali si candidò con Michele Emiliano, per poi tornare nelle fila del centrodestra nell'imminente sfida regionale proprio per restare fedele al suo principio di realtà e lealtà. 

Pare evidente che sia in corso un'operazione trasformista che stia svelando il reale colore politico della maggioranza di Tommaso Minervini, sempre più lontana dal centrosinistra e chiaramente avversa al candidato Michele Emiliano sostenuto dal Partito Democratico. 

Intanto, il silenzio del primo cittadino sui recenti movimenti politici comincia ad essere assordante.

È sconcertante ammirare che il Sindaco di questa città (che fino a qualche giorno fa ci comunicava formalmente di essere garante dei principi e degli ideali ai quali la sua maggioranza del 2017 si ispirava) abbia tradito i presupposti politici e i valori del 2017, abbia rinnegato il ruolo determinante assunto dal Partito Democratico in quella stessa sfida elettorale e abbia abusato del suo ruolo istituzionale accogliendo personaggi di centrodestra nella sua maggioranza. 

Ove questa operazione si concretizzasse, appare irreale che la maggioranza sia allargata senza alcuna consultazione del Partito Democratico locale.

Per quanto ancora il Partito Democratico potrà sostenere questa umiliante situazione? 

Noi crediamo sia arrivato il momento di avviare una seria riflessione su quanto stia accadendo. 

Prendiamo immediatamente le distanze da queste manovre lontane dalla nostra idea di buona politica che non ha niente a che vedere con ciò che sta accadendo in questi giorni nel Palazzo di Città».

Ora, però, dopo aver chiesto conto al sindaco Tommaso Minervini del suo comportamento (continua a tacere per timore di essere dimissionato da Saverio Tammacco e perdere la carica), i Giovani Democratici dovrebbero chiedere spiegazioni del silenzio assordante e imbarazzante anche di Piergiovanni e Facchini, anch’essi timorosi di perdere la poltrona, fino ad accettare questo inciucio della maggioranza di destra che appoggia Fitto.

Sarebbe una contraddizione, infatti, che i due esponenti citati ancora iscritti al Pd di Molfetta, sempre più meno partito e sempre più lista civica del ciambotto, facessero la campagna elettorale per il candidato del centrodestra.

I cittadini si chiedono: Piergiovanni e Facchini (quest'ultimo è anche consigliere provinciale del Pd) stanno con Emiliano o con Fitto? Se stanno col leader del centrosinistra, cosa ci fanno nella maggioranza di destra, con annesso cambiacasacca di professione Pino Amato? Non si possono avere due facce e due anime e stare con due piedi in una scarpa. Anche prima la loro posizione era imbarazzante e innaturale, giustificata solo dalle poltrone in una maggioranza di destracentro, oggi apparirebbe vergognosa. C'è il rischio che quelli che hanno avuto fiducia in un Pd che non c'è più da tempo e nei suoi esponenti in consiglio comunale, possano ricredersi. C'è un limite a tutto, va salvata almeno la decenza.

Quando si fa politica, soprattutto nella confusione attuale, occorre avere il coraggio delle scelte, anche se queste costano la poltrona, altrimenti vengono meno tutti i discorsi fatti agli elettori di centrosinistra che non capiscono questa ambiguità, che ha una sola spiegazione. Avere dignità anche in politica, fa la differenza. Speriamo che i Giovani Democratici abbiano il coraggio di affrontare la situazione fino in fondo, anche con i loro esponenti presenti in maggioranza.

Altrimenti si rischia di fare solo demagogia e chiacchiere di circostanza.

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