Speciale: Il Mezzogiorno d'Italia
Federalismo o federalismi (IV parte)
NAPOLI - 22.4.2009Nel secondo dopoguerra le tensioni sociali che attraversano al Sicilia trovano tra le loro espressioni politiche il Movimento indipendentista siciliano di Finocchiaro Aprile, che partito da posizioni separatiste si attesta successivamente su posizioni regionaliste. Se durante la fase della costituente l’istituto regionale nasce morto per gli opposti interessi dei due maggiori partiti di massa dell’epoca – la DC e il PCI – a partire dagli anni ’80, in concomitanza con l’accelerazione dei processi della globalizzazione e le coeve trasformazioni socio-economiche, che conducano alla destrutturazione del mondo del lavoro, frammentandolo e precarizzandolo, emerge il fenomeno delle Leghe, che ora su basi elettive (Liga Veneta), ora su basi ascrittive (Lega Nord) si fanno promotrici di un federalismo etno-regionalista o fortemente territoriale, fondato sulla dicotomia tra un Nord produttivo ed un Sud assistito, tra un Nord laborioso ed un Sud parassitario. Tra i maggiori ideologi del federalismo leghista emerge la figura di Gianfranco Miglio (nella foto), teorico della Padania. Con l’affermazione delle Leghe il federalismo si trasforma da posizione teorica in concreta azione politica, alimentando un dibattito negli anni ’90 trasversale alle diverse componenti politiche. La riforma Bassanini prima e quella relativa al Titolo V della Costituzione poi preparano il terreno all’attuale ddl sul federalismo fiscale, incentrato sul principio di sussidiarietà – ossia privatizzazione –, sui livelli essenziali di prestazione e sul fondo di perequazione senza vincoli di erogazione. Una fuoriuscita dalla Prima Repubblica che potrebbe minare alle basi la coesione territoriale, economica e sociale del paese mettendo di fatto in discussione la prima parte della Costituzione, in quanto le sperequazioni tra Nord e Sud tenderebbero a cristallizzarsi se non ad accentuarsi, senza che a queste venga riconosciuta una priorità politica dopo l’emergere e l’affermarsi della questione settentrionale a discapito di quella meridionale. Salvatore Lucchese
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