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Speciale: Il Mezzogiorno d'Italia
Ettore Ciccotti
Napoli - 18.01.2007
In Italia l’avvio del “decollo industriale” favorisce la formazione di un proletariato moderno con la conseguente diffusione del marxismo, declinato, conformemente alla temperie culturale dell’epoca, in chiave positivistica. Ettore Ciccotti (foto), storico marxista dell’antichità e primo deputato socialista del Mezzogiorno, è il primo meridionalista a porre esplicitamente l’accento sul rapporto tra sviluppo capitalistico e questione meridionale. Richiamandosi direttamente alla lezione marxiana, lo studioso lucano osserva che “[…] il Mezzogiorno, più che tutto il resto d’Italia soffre, a un tempo, dello sviluppo dell’economia capitalistica e dell’insufficienza di questo sviluppo […] Il Mezzogiorno ha le condizioni che l’economia capitalistica fa ai vinti nella lotta della concorrenza”. Coerentemente con la prevalente impostazione economicistica dell’epoca, Ciccotti privilegia lo sviluppo produttivo rispetto alle lotte sociali, che gli appaiono prerogativa delle masse lavoratrici urbane e non delle masse contadine. In effetti, la scarsa fiducia nei confronti delle possibilità emancipatrici di una lotta di classe condotta dalle masse rurali del Sud d’Italia, conduce lo studioso socialista ad accettare le posizioni riformiste di Filippo Turati, che affida il compito di lottare per l’affermazione del socialismo ai soli operai del Nord. Secondo Ciccotti, nel Meridione sono possibili soltanto le lotte democratiche contro la corruzione politica e in favore dello sviluppo industriale. Lotte democratiche che, sulla base del modello politico svizzero, avrebbero dovuto condurre all’adozione di un ordinamento statuale federalista. Il costante riferimento al ruolo della produzione rispetto alla trasformazione dei rapporti sociali, conduce lo studioso lucano ad una posizione chiaramente meccanicistica quando afferma che: “Col tramonto dell’era capitalista scompariranno anche i caratteri degenerativi del Mezzogiorno”. Comunque, nonostante i limiti appena evidenziati, il merito di Ciccotti risiede nell’avere sottolineato il rapporto tra sviluppo capitalistico ed arretratezza del meridione, nesso che sarà ripreso e declinato in chiave politica da Gaetano Salvemini.
Salvatore Lucchese
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