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Estate molfettese: appuntamento con il divertimento sabato 6 luglio nuovo spettacolo di Arteatro
04 luglio 2019

 MOLFETTA - Come ogni estate arriva il tradizionale appuntamento con l’Associazione culturale, teatrale e musicale ARTEATRO, sinonimo da sempre di divertimento assicurato.

Lo spettacolo, cabateatro di due tempi, andrà in scena sabato 6 luglio alle ore 20.30 prezzo Piazza Paradiso: “U ragù de pulpe” e “Pondalè” divertiranno sicuramente tutti i presenti regalando momenti comici unici, collegati alla nostra amata città.

U RAGU' DE PULPE

GAG comica di grande effetto sia interpretativo che scenico.

Due amici, interpretati da Sabino Annese e Felice De Trizio, si ritrovano casualmente sul porto durante una passeggiata; si riconoscono appena perché sono trascorsi più di 30 anni da quando ragazzi si divertivano con scorribande e scorrazzate insieme agli altri amici in riva al mare nella caletta S. Andrea alle spalle del Duomo.

Gaetano, emigrato in gioventù negli Stati Uniti, è un divenuto un ricco imprenditore ed è tornato in Italia per faccende familiari.

Franco, suo amico inseparabile quando erano ragazzi, invece se la passa male perché è stato licenziato dalla azienda in cui lavorava e vive facendo, di tanto in tanto, lavoretti saltuari, mentre quando non ha impegni lavorativi con la sua barchetta si diverte andando a pesca di polipi.

L 'incontro ravviva i ricordi di una passata gioventù spensierata e divertente, purtroppo molto diversa dalla cruda realtà odierna. Un incontro che sarà il preludio per un’avventura divertentissima.

"PONDALÈ" 

Sketch comico scritto da Felice De Trizio, in scena Franco Todisco, Giuseppe Modugno, Sabino Annese e Felice de Trizio. La storia nasce da una vicenda, secondo alcune fonti, realmente accaduta nei primi decenni del '900 a Molfetta, tempo in cui c'era il Re, il Podestà, il Comandante della Milizia e i Gendarmi.

C'era anche povertà, malaria, sete d'acqua, sudiciume e fame. C'era anche l'ignoranza totale dei contadini, braccianti, pastori e bovari; di contro figure come nobili, insegnanti, impiegati, scrivani, preti ecc. erano le uniche in grado di leggere e scrivere.

L'episodio, che presenta una situazione comica, è stato poi, dalla penna dell'autore, rielaborato in modo graffiante, ponendo in risalto l'aspetto contrastante fra i contadini ignoranti e l'atteggiamento derisorio e sbeffeggiante di chi, all'epoca, sapeva leggere e scrivere, offendendo la fragilità dei poveri malcapitati.

Pondalè, pastore e bovaro deve fare un documento per il pagamento di nuovi tributi, dopo un sopraluogo del gendarme nella sua stalla; per farlo deve recarsi al Municipio all'ufficio dazio portando con se "afforze afforze i connotati" che però non riesce a trovare; da lì nasce una vicenda tutta da ridere….!

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