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E’ uscito il nuovo numero di Extra Dig n.13 di Digressione music
13 ottobre 2021

 

MOLFETTA - È disponibile il nuovo numero (il 13) di EXTRA, il magazine di Digressione Music con le novità discografiche, i progetti e gli approfondimenti di ricerca storica.
In questo numero vengono presentati tre dischi: EOS di Paolo Messa, PASQUA dedicato a don Salvatore Pappagallo e ANTONIO GIDIULI della Banda di Fasano diretta da Silvestro Sabatelli.

 

Scarica gratuitamente il numero da www.digressionemusic.it

 

Dal numero di EXTRA DIG n.13
EOS

LA FORZA DELLA “SUGGESTIONE” di Lorenzo Mattei
 

 
 

Luciano Berio raccomandava ai suoi allievi di scrivere pezzi secondo il sistema tonale a patto che quella scelta potesse garantire la piena comunicazione del loro pensiero musicale.
L’impiego di musica tonale non dovrebbe, infatti, essere limitato all’ambito del pop, a quello della musica per film o, più in generale, a quanto oggi definiamo “commerciale”. Le dieci composizioni di Paolo Messa che formano l’antologia Eos - in greco: l’aurora; un titolo allusivo al suo esordio discografico in veste di compositore - dimostrano in che misura si possa far musica “contemporanea”, da intendersi musica “d’arte” complessa, utilizzando un linguaggio d’immediata piacevolezza proprio perché impostato su quella tradizione tonale, seppur qui assai “allargata”, che sedimentatasi nel corso di tre secoli è diventata la koiné musicale del mondo occidentale. Con il concetto di “avanguardia” introdotto da Theodor W. Adorno si è creato un presupposto per cui senza un radicale rinnovamento delle tecniche compositive non può aver luogo un vero avanzamento dell’arte musicale. Così non è. La dimestichezza con i capolavori della grande musica “classica” (da Bach a Debussy, per intenderci) acquisita in veste di esecutore, ha permesso a Messa di assimilare le tecniche di scrittura di quei maestri a tal punto da trarne la propria cifra compositiva. Non si tratta, beninteso, di conservatorismo o di accademismo bensì del recupero d’un modus operandi che ha interessato da sempre la grande musica europea dove Josquin omaggiava Ockeghem, Bach Vivaldi, Beethoven Haydn, Schumann Bach, Brahms Schumann, e così via fino ad arrivare a un maestro del Novecento come Alban Berg il cui lirismo retrospettivo ha molti punti di contatto con quello di Paolo Messa. I due autori sono, peraltro, accomunati anche dall’aver saputo trasfigurare in musica il dolore per la scomparsa prematura di giovani vite, Berg nel suo Concerto per violino, Messa in È mancato il tempo e in Vi(t)a.
Il fenomeno psicologico per cui un’idea s’impone alla coscienza per azione diretta o indiretta di una forza esterna prende il nome di “suggestione”. Essa si pone alla base del processo creativo di questi dieci brani che, ad eccezione di due, vedono protagonisti gli archi (strumenti elettivi del compositore, violista e violinista) sia da soli, sia in un intenso dialogo con altri strumenti o con la voce di soprano. A suggestionare la fantasia del compositore sono scene en plein air (Notturno, Bisbigli dell’aurora), autori classici e moderni (l’Ovidio delle Heroides, il Cervantes di Don Chisciotte, Anne Bronte), l’attrice Titina de Filippo; ma a volte basta soltanto il ricordo dei generi classici (il Trio degli affetti) o la semplice meditazione sulla gioia (Gaudium et Laetitia) e sul dolore (i due “planctus” per Paola Bruni e Gabriella Cipriani).
Alla sincerità dell’ispirazione si abbina sempre la pulizia di una scrittura che di ciascuno strumento sa valorizzare al meglio tecniche e idiomi spingendosi a soluzioni di estremo interesse nell’uso dei suoni armonici e di una sorta di contrappunto timbrico. In alcuni brani, in particolare nella ballata per ensemble quasi antico A proposito di Don Chisciotte, la semiosi musicale si infittisce e il gioco delle citazioni di forme, generi, ritmi, gestualità della musica del passato si fa fitto, pregno di significato e a tratti anche squisitamente ironico.
I concetti fondamentali che sin dal XIV secolo hanno innervato la musica europea, ossia la subtilitas (complessità intellettuale) e la dulcitudo (bellezza sensoriale) in Eos riescono dunque a legarsi in un perfetto equilibrio che nel panorama della musica contemporanea italiana è diventato, purtroppo, molto raro.

 

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