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E’ del vice comandante della polizia penitenziaria l’auto incendiata a Molfetta
11 maggio 2021

MOLFETTA – Questa volta è una certezza: l’incendio avvenuto nella notte di ieri, intorno alle 4.50 in via Michiello, è sicuramente doloso.

Infatti il proprietario della vettura Dacia Duster è Felice Nazareno De Pinto, vice comandante del reparto di polizia penitenziaria del carcere di Trani, già minacciato altre volte.

E’ andata in fiamme anche l’automobile della moglie, una Chevrolet Aveo, mentre è stata danneggiata anche una Lancia Musa parcheggiata accanto alle altre due.

Le fiamme si sono estese anche al portone in legno della casa di De Pinto, per cui è stato necessario evacuare tutti gli inquilini per motivi di sicurezza.

I carabinieri stanno indagando per identificare l’autore o gli autori materiali dell’incendio doloso, servendosi anche di telecamere presenti in zona.

Questa vicenda aumenta l’allarme sicurezza a Molfetta e conferma come molti incendi notturni siano di origine dolosa per vendette personali o dovuti al racket delle estorsioni.

Secondo il segretario regionale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), Federico Pilagatti, l'incendio è sicuramente doloso: "Possiamo desumere si tratti di un attentato, dalle minacce scritte che il funzionario in questione avrebbe ricevuto nei scorsi giorni e che sono al vaglio della magistratura. Forse il suo modo di operare nel rispetto della legalità potrebbe non piacere a qualcuno all'interno del penitenziario tranese abituato da qualche tempo a fare i propri comodi. Questo drammatico episodio, qualora confermato la direbbe lunga sul livello di gravità raggiunto all'interno del penitenziario tranese, e alzerebbe ancora l'asticella delle minacce verbali a cui i poliziotti sarebbero sottoposti da parte di detenuti che sembrerebbero godere di immunità. Il Sappe si augura infine che l'amministrazione penitenziaria non allontani il funzionario dal penitenziario (a tutela della sua incolumità) invece di ripristinare la legalità all'interno del carcere, anche con l'intervento del Gruppo operativo mobile (Gom) poiché la risposta dei poliziotti sarà decisa e clamorosa".

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