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Due carabinieri (uno di Molfetta) arrestati a Giovinazzo: avrebbero fornito informazioni su indagini e controlli al Clan Di Cosola
19 giugno 2020

MOLFETTA - I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione a 4 ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere, emesse dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica dello stesso Capoluogo. Destinatari dei provvedimenti sono, rispettivamente, un esponente di spicco dell’articolazione locale del c.d. “Clan Di Cosola”, un commerciante e 2 graduati dell’Arma dei Carabinieri in servizio alla Stazione CC di Giovinazzo (uno di 52 anni e l’altro di 51, quest’ultimo di Molfetta). I destinatari del provvedimento rispondono, a vario titolo, del delitto di partecipazione, organizzazione e concorso esterno in associazione mafiosa poiché, taluni in qualità di promotori, gli altri in quella di concorrenti esterni, fornivano un contributo all’associazione di tipo mafioso denominata ‘Clan Di Cosola’.

In particolare, i due militari sono anche ritenuti responsabili, in concorso, di corruzione in atti giudiziari e rivelazione del segreto d’ufficio. Precisamente, gli stessi, in più occasioni, avrebbero ricevuto denaro ed altre utilità per omettere o ritardare atti del proprio ufficio e per compiere atti contrari ai doveri di ufficio, al fine di agevolare taluni appartenenti all’articolazione locale del Clan Di Cosola.

A sua volta, l’esponente locale del suddetto sodalizio mafioso, per il tramite del commerciante, avrebbe indotto i due carabinieri a rivelare informazioni relative ad operazioni di Polizia Giudiziaria, in taluni casi in merito alle indagini in corso; a fornire dettagli sui turni di servizio dei colleghi della Stazione e sugli orari in cui sarebbero avvenuti i controlli nei confronti degli affiliati sottoposti a misure coercitive, nonché a consegnare, in tre distinte occasioni, documenti informatici e cartacei contenenti registrazioni e verbali di dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia.

I provvedimenti cautelari scaturiscono da un’attività condotta in piena sinergia tra l’Arma dei Carabinieri e la Procura di Bari.

La complessa indagine è stata delegata ed eseguita dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, con il costante coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

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